domenica 17 marzo 2019

Acquisti letterari di Marzo.

Buon pomeriggio lettori di passaggio, per fortuna quest'anno non ho stilato nessun elenco dei buoni propositi in cui ribadire di voler comprare meno libri, altrimenti sareste autorizzati a bacchettarmi, infatti anche questo mese vi devo mostrare diverse nuove entrate nella mia libreria. Inoltre ad incrementare il mio bottino ci sono anche un paio di ebook.


ACQUISTI CARTACEI:
  • Bianco letale di Robert Galbraith: Ho aspettato con ansia l'uscita di questo quarto volume della serie con protagonista Cormoran Strike e finalmente me lo sono accaparrato in un ordine su IBS. Adesso, vista la mole, devo solo trovare il momento giusto per dedicarmici.
  • La famiglia Karnoski di Israel J. Singer: Non ho mai letto nulla dei fratelli Singer e approfittando degli sconti sul catalogo Adelphi ho pensato di cominciare da questo romanzo familiare di cui ho sentito parlare sempre molto bene.
  • La lepre e la tartaruga di Elizabeth Jenkins: Quando riesco a trovare un libro edito Astoria tra i Remainders al 70 % di sconto io lo arraffo senza starci troppo a pensare e così è stato per questo romanzo che gira attorno al disfacimento di un matrimonio e alla contrapposizione tra due donne molto diverse l'una dall'altra.
  • Scuola media Lovecraft. Il professor Gargoyle di Charles Gilman: Come vi ho già accennato nel precedente post, si tratta del primo volume di una serie Middle Grade ambientata in una scuola piuttosto sinistra anch'esso trovato tra i Remainders ad un prezzo davvero allettante. Ho già concluso questa lettura, che ho trovato carina e sarei curiosa di recuperare anche il secondo volume. Peccato non avervi potuto mostrare la copertina cangiante con il professore/mostro perché rifletteva troppo (e già le mie foto lasciano parecchio a desiderare...).
 ACQUISTI IN DIGITALE:

 

  • Al servizio di Adolf Hitler di V.S. Alexander: Per rimanere in tema di Seconda Guerra Mondiale ho recuperato anche questo romanzo edito Newton Compton di cui avevo sentito parlare da Ariel del blog L'angolo di Ariel.
  • La città senza cioccolato di Lavie Tidhar: Questo invece è stato un acquisto totalmente d'impulso e si tratta di un romanzo per ragazzi di cui non so praticamente niente, ma che mi ha attirata per il titolo. 
Chissà che nei prossimo mesi non riesca a comportarmi meglio e a limitare un po' gli acquisti! Per adesso mi godo le mie nuove entrate in libreria.


lunedì 11 marzo 2019

Sul comodino della Libraia #14


Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi parliamo delle mie letture del periodo. Come vedrete sto andando abbastanza a rilento, in parte perché ho scelto alcuni libri che voluto gustarmi con calma, in parte perché sono incappata nel primo passo falso dell'anno e ho cominciato un libro che poi ho abbandonato. Ma andiamo con ordine:

LE MIE LETTURE RECENTI


Dopo aver letto Le assaggiatrici di Rosella Pastorino, che come saprete mi è piaciuto molto nonostante le iniziali perplessità e di cui vi ho ampiamente parlato in un apposito post, volevo completamente cambiare genere e leggere qualcosa di leggero e magari di ironico, così mi sono lasciata ingannare dalla quarta di copertina di Facciamo che ero morta di Jen Beagin, una uscita recente che ho preso in prestito in biblioteca (diciamo che come primo esperimento bibliotecario dell'anno non è andato troppo bene...) e che erroneamente ho creduto fosse una commedia gialla.
Invece mi sono ritrovata a leggere le vicissitudini di una protagonista affetta da non meglio specificati problemi psicologici, di autolesionismo, di problemi di droga e di degrado e dopo sessanta pagine il senso di angoscia e lo squallore della vicenda mi hanno convinta ad abbandonare la lettura. Quindi NON CLASSIFICATO.
Proprio per cancellare dalla mente l'eco di quella lettura fallimentare, ho recuperato Cinquanta sbavature di Gigio di Rossella Calabrò, un libriccino che ironizza sulla celebre trilogia delle cinquanta sfumature e sul suo protagonista mettendolo a confronto con i comuni mortali con cui abbiamo a che fare. Anche in questo caso non posso dirmi del tutto soddisfatta, perché al di là degli stereotipi non c'è molto in queste pagine, che strappano a malapena qualche sorriso. Probabilmente avrei riso di più leggendo l'originale... VOTO: 6+.
Infine sono tornata all'argomento da cui sono partita e ho letto Il rogo di Berlino, un'altro libro sulla Seconda Guerra Mondiale, anche questo narrato dal punto di vista tedesco, ma in questo caso si tratta del racconto autobiografico dell'infanzia travagliata dell'autrice Helga Schneider principalmente durante i bombardamenti che rasero al suolo Berlino. Una lettura che ho apprezzato molto e che mi ha molto impressionata soprattutto in alcuni parti estremamente drammatiche . VOTO: 8

LE LETTURE SUL COMODINO


Attualmente invece, ho cambiato nuovamente genere e sto leggendo due libri per ragazzi, Sporche bestie di Roald Dahl, che è l'ennesimo recupero degli ultimi anni che faccio di questo autore e che nonostante le poche pagine è molto carino e poi un acquisto dell'ultimo periodo pescato fra i Remainders di IBS e pagato davvero pochissimo, Il professore Gargoyle. Scuola media Lovecraft di Charles Gilman. Si tratta del primo volume di una serie Middle Grade di cui in Italia sono stati pubblicati i primo due volumi, ma che non dovrebbe essere particolarmente complicata da leggere anche in inglese.

Avete letto qualcuno di questo libri? Se qualcuno di voi avesse letto il romanzo che ho abbandonato mi piacerebbe davvero sapere che cosa ne ha pensato. Fatemi sapere le vostre opinioni e quali sono le vostre letture del momento.

lunedì 4 marzo 2019

L'angolo della Libraia # I 5 Autori/Autrici di cui ho letto più libri.


Buon inizio settimana lettori di passaggio, in questi giorni di caldo anomalo e di tempo primaverile ne ho approfittato per dare una (ennesima) sistemata alle mie librerie e ho notato che nel mare magnum di volumi ricorrono spesso alcuni autori di cui negli anni ho letto parecchie opere. A dire il vero, come potrete notare, dovrei parlare di autrici perché, senza una specifica ragione, se non il mio gusto personale in fatto di letture, le più presenti nella mia libreria sono 5 autrici!
Tra questi nomi troverete senza dubbio alcune delle mie scrittrici preferite, ma anche un nome che non inserirei nel mio personale Olimpo della narrativa, ma che ho comunque avuto il piacere di approfondire. Non si tratterà quindi di una classifica di gradimento, ma semplicemente di un elenco di tutti i volumi che ho letto di queste autrici nell'ordine più o meno cronologico in cui li ho affrontati.
Per darvi qualche suggerimento di lettura in più senza dilungarmi troppo evidenzierò i titoli che ho preferito di ogni autrice con il colore assegnato al nome di ognuna di loro, ma visto che l'elenco sarà lungo, bando alle ciance e passiamo ai libri:

A guidare la classifica è Marion McChesney, autrice scozzese nata nel 1936 e molto prolifica in diversi generi letterari, ma che in Italia è conosciuta come M.C. Beaton, uno dei suoi numerosi pseudonimi. Come sapete sono una grande appassionata della serie con protagonista Agatha Raisin, ma ho letto anche quattro volumi di una delle sue serie a sfondo storico e medito di recuperare tutto quello che è arrivato finora in Italia di questa autrice.


Serie di Agatha Raisin:

  1. Agatha Raisin e la quiche letale 
  2. Agatha Raisin e il veterinario crudele 
  3. Agatha Raisin e la giardiniera invasata 
  4. Agatha Raisin e i camminatori di Dembley 
  5. Agatha Raisin e il matrimonio assassino 
  6. Agatha Raisin e la turista terribile 
  7. Agatha Raisin e la sorgente della Morte 
  8. Il primo caso di Agatha Raisin. (Racconto).
  9. Agatha Raisin e il mago di Evesham 
  10. Agatha Raisin e la strega di Wyckhadden
  11. Agatha Raisin e le fate di Fryfam 
  12. Agatha Raisin e l'amore infernale 
  13. Agatha Raisin e i giorni del diluvio 
  14. Agatha Raisin e il caso del curioso curato 
  15. Agatha Raisin e la casa infestata 
  16. Agatha Raisin e il ballo mortale 
  17. Agatha Raisin e il modello di virtù 
  18. Agatha Raisin. Amore, bugie e liquori 
  19. Agatha Raisin. Natale addio! 
  20. Agatha Raisin e una cucchiaiata di veleno 
  21. Agatha Raisin. Arriva la sposa! 
  22. Agatha Raisin e l'insopportabile ficcanaso 
  23. Agatha Raisin. Il maiale allo spiedo.

Serie 67 Clarges Street:

      24. 67 Clarges Street. La perfida madrina
      25. 67 Clarges Street. La carriera di un libertino
      26. 67 Clarges Street. L'avventuriera
      2767 Clarges Street. La vendetta di Rainbird.

Come vedete mi mancano da leggere i primi due volumi di questa serie ambientata a Londra in epoca vittoriana, ma non ho avuto nessuna difficoltà nel seguire le vicende dei protagonisti e recuperare L'avaro di Mayfair e Jane la bruttina non sono tra le mie priorità, mentre sono molto curiosa di leggere l'altra serie gialla dell'autrice con protagonista Hamish Macbeth.


Seconda classificata ad un solo volume di distanza è abbastanza prevedibilmente Agatha Christie, nome completo Agatha Mary Clarissa Christie, Lady Mallowan (1890-1976)la signora indiscussa del giallo.
  1. L'assassinio di Roger Ackroid (Hercule Poirot)
  2. C'è un cadavere in biblioteca (Miss Marple)
  3. Un delitto avrà luogo (Miss Marple)
  4. Polvere negli occhi (Miss Marple)
  5. Poirot a Styles Court (Hercule Poirot)
  6. La morte nel villaggio (Hercule Poirot)
  7. Miss Marple al Bertram Hotel (Miss Marple)
  8. Dieci Piccoli indiani
  9. Corpi al sole (Hercule Poirot)
  10. Il ritratto di Elsa Greer (Hercule Pirot)
  11. Assassinio allo specchio (Miss Marple)
  12. Istantanea di un delitto (Miss Marple)
  13. La serie infernale (Hercule Poirot)
  14. Poirot e la strage degli innocenti (Hercule Poirot)
  15. Giochi di prestigio (Miss Marple)
  16. La sagra del delitto (Hercule Poirot)
  17. Poirot non sbaglia (Hercule Poirot)
  18. Il Natale di Poirot (Hercule Poirot)
  19. Miss Marple e i tredici problemi. Racconti (Miss Marple)
  20. Sento i pollici che prudono (Tommy e Tuppence)
  21. Nemesi (Miss Marple)
  22. Miss Marple nei Caraibi (Miss Marple)
  23. Quinta colonna (Tommy e Tuppence)
  24. Tre topolini ciechi. Racconti (Miss Marple/Hercule Poirot)
  25. Assassinio sull'Orient Express (Hercule Poirot)
  26. Poirot sul Nilo (Hercule Poirot).


Non poteva mancare sul podio di questa "classifica" la mia amata J.K. Rowling sia grazie alla saga di Harry Potter che rimane la sua opera di maggiore successo, sia grazie ai suoi romanzi per lettori adulti scritti con o senza pseudonimo.

Saga di Harry Potter:
  1. Harry Potter e la pietra filosofale
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
  4. Harry Potter e il calice di fuoco
  5. Harry Potter e l'ordine della fenice
  6. Harry Potter e il principe mezzosangue
  7. Harry Potter e i doni della morte
  8. Gli animali fantastici: dove trovarli di Newt Scamandro
  9. Il quidditch attraverso i secoli di Kennilworthy Whisp
  10. Le fiabe di Beda il Bardo
  11. Racconti di Hogwarts. Potere, politica e poltergeist
  12. Guida poco pratica a Hogwarts
  13. Racconti di Hogwarts. Prodezze e passatempi pericolosi
  14. Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale (Sceneggiatura)
  15. Animali fantastici. I crimini di Grindelwald. Screenplay originale (Sceneggiatura).
Serie su Cormoran Strike:

    16. Il richiamo del cuculo
    17. Il baco da seta
    18. La via del male

Autoconclusivi:

19. Il seggio vacante.

Inutile ripetere quanto adori la saga di Harry Potter nonostante l'abbia scoperta quando avevo già più di vent'anni, mentre mi soffermo un'attimo sulla produzione dell'autrice indirizzata al pubblico adulto per sottolineare quanto trovi riusciti sia i romanzi dedicati a Cormoran Strike e Robin Ellacott di cui ho già ordinato il quarto volume su Ibs, sia l'unico romanzo autoconclusivo finora pubblicato e che a me è piaciuto molto nonostante non sia il suo lavoro più apprezzato.


Finalmente è arrivato il momento dei quella che considero la mia scrittrice del cuore. Di Jane Austen ho letto molteplici volte tutti e sei i romanzi e negli anni ho cercato di recuperare qualunque cosa abbia scritto, nonostante alcuni lavori giovanili e le raccolte di lettere non siano sempre di facile reperibilità in italiano.
Oltre ad essere una geniale scrittrice Jane Austen mi ha sempre affascinata anche come donna e come figura storica, di conseguenza non posso resistere dal leggere tutto quello che riguarda la sua vita, o che è ispirato al suo lavoro, ma di questi libri parleremo magari un'altra volta.

Romanzi:
  1. Orgoglio e pregiudizio (1813)
  2. Persuasione (pubblicato postumo nel 1818)
  3. Ragione e sentimento (1811)
  4. Emma (1815)
  5. Mansfield Park (1814)
  6. Northanger Abbey (1805, pubblicato postumo nel 1818)
Romanzi brevi:

      7. Lady Susan (1871)
      8. I Watson (incompiuto, 1871)
      9. Sanditon (incompiuto,1871)

Opere giovanili:

      10. Jack & Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle (1787-1790)
      11. Amore e amicizia (1790-1792)

Lettere:

     12. Niente donne perfette per favore.



Ed eccoci arrivati alla sorpresa della classifica, infatti al quinto posto si piazza Banana Yoshimoto, una autrice che non annovero tra le mie preferite, ma che ho letto molto soprattutto durante gli anni dell'università, ma che ogni tanto mi piace ritrovare anche adesso.
Due pregi della Yoshimoto che hanno fatto sì che leggessi un buon numero dei suoi lavori,  sono la brevità delle sue opere che sono un perfetto intermezzo tra letture magari più corpose e la semplicità con cui affronta anche tematiche difficili e dolorose.
Romanzi e racconti:
  1. Tsugumi
  2. Sonno profondo
  3. Kitchen
  4. L'ultima amante di Hachico
  5. N.P.
  6. Amrita
  7. La piccola ombra
  8. Il corpo sa tutto
  9. L'abito di piume
  10. Il coperchio del mare
  11. Ricordi di un vicolo cieco
  12. Arcobaleno
  13. Chie-Chan e io
  14. Le sorelle Donguri.
Siamo arrivati alla fine di questo post un po' lunghetto e adesso sono curiosa di sapere quali sono gli autori o le autrici più presenti nella vostra libreria, se avete letto alcuni o tutti questi titoli e se i vostri preferiti combaciano con i miei oppure no!

lunedì 25 febbraio 2019

Il libro del giorno # Le assaggiatrici di Rosella Pastorino

Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi vi parlo di una lettura che procrastinato per diverso tempo, ma che, nonostante l'iniziale titubanza, mi ha convinta.

Titolo: Le assaggiatrici
Autrice: Rosella Pastorino
Casa Editrice: Feltrinelli
Dati: pp. 285, cartaceo €17, ebook €9.99

Una delle mie regole da lettrice è sempre stata quella di diffidare dei libri molto chiacchierati, soprattutto se vincitori di qualche premio letterario, ma si sa, le regole a volte vanno infrante e in questa occasione sono contenta di aver fatto un'eccezione perché questo libro è stata una lettura molto soddisfacente. Innanzitutto l'idea di base della trama è davvero interessante, infatti, nell'ambito del tema molto trattato e a volte persino abusato della Seconda Guerra Mondiale, l'autrice ha preso in esame un aspetto poco conosciuto, quello appunto delle assaggiatrici di Hitler.
Durante i lunghi periodi trascorsi da Hitler, nel pieno della guerra, nella Wolfsschanze o Tana del Lupo, il bunker di massima sicurezza nascosto nei boschi prussiani, un gruppo di giovani donne tedesche dei villaggi vicini erano state arruolate con il compito di assaggiare ogni pasto destinato al fuhrer al fine scongiurare un eventuale tentativo di avvelenarlo.
L'autrice ha scelto di romanzare la storia di queste donne, a tutti gli effetti costrette a lavorare per il regime nazista, al di là delle loro convinzioni o ideologie politiche e che ogni giorno hanno consapevolmente rischiato di morire e di cambiare anche il corso della storia, concentrandosi però soprattutto Rosa Sauer una giovane di Berlino che si è ritrovata a vivere in campagna a causa dei bombardamenti che l'hanno costretta a cercare rifugio presso i suoceri, che come lei attendono con ansia sempre crescente il ritorno di Gregor, il marito di Rosa, che sta combattendo sul fronte russo.
La protagonista del romanzo non è un personaggio particolarmente amabile, il suo modo di raccontare le sue vicissitudini mantiene per tutta la narrazione, persino nei momenti di maggiore sconforto e paura, sempre un certo distacco, una sorta di freddezza che mi ha impedito di affezionarmi a lei. Il fatto che non sia riuscita a empatizzare con la protagonista però non ha compromesso la lettura del romanzo che contiene, secondo me, molti punti di riflessione interessanti.
Rosa è a tutti gli effetti fuori luogo nella circostanza in cui si trova, è una segretaria di città che ha da poco sposato il suo capo. Come ripete spesso più a se stessa che altro, non è mai stata nazista, né lo è il marito che però ha deciso comunque di partire per difendere la sua terra. Non è mai stata però una dissidente, non ha mai apertamente criticato o combattuto il regime come invece ha fatto il padre, è stata semplice spettatrice della trasformazione subita dalla Germania con il consolidarsi del potere di Hitler. Come molti tedeschi ha visto divampare il fanatismo e l'intolleranza, ha sentito parlare di violenze e atrocità raccontate a mezza bocca e percepite con i contorni indefiniti dei racconti popolari, ma ha preferito non soffermarsi mai su questi aspetti della società tedesca del suo tempo e concentrarsi sulle cose più importanti per lei, sul suo amore per Gregor, il desiderio di avere un figlio da lui, l'attesa del suo ritorno. Mi sono spesso domandata durante la lettura, come sarebbe stata trattata la questione se la scrittrice fosse stata tedesca, se avrebbe saputo spiegare meglio lo satato d'animo di tutti quei tedeschi che hanno assistito impotenti, incoscienti o disinteressati alla metamorfosi di una nazione e di parte del suo popolo, come è avvenuto seppur in modo diverso anche in Italia. Quando viene forzatamente arruolata come assaggiatrice Rosa comincia a prendere lentamente coscienza della realtà dei fatti, della vicinanza di quel fuhrer idolatrato e temuto che li ha trascinati tutti in un conflitto mondiale. Le assaggiatrici hanno un ruolo tenuto sotto il più stretto riserbo, vengono pagate per il loro servizio, hanno la possibilità di mangiare a sazietà tre volte al giorno, a differenza della maggior parte dei tedeschi, ma ogni boccone potrebbe rivelarsi fatale. Sono in tutto e per tutto dei soldati a servizio di Hitler. La storia ci insegna che, nonostante la sua crescente ossessione verso possibili tradimenti e attentati, il fuhrer non è stato avvelenato e la sua caduta ha seguito un percorso diverso, ma è inimmaginabile lo stato d'animo di queste donne riunite ogni giorno per quello che poteva essere l'ultimo pasto.
Nonostante la paura tra di loro si intrecciano comunque dei legami e Rosa, che inizialmente viene guardata con più sospetto perché venuta da fuori, si avvicina soprattutto a due delle altre assaggiatrici, Leni che è molto giovane e sprovveduta ed Elfriede che è invece riservata e dura.
A differenza di Rosa che sente il bisogno di integrarsi in questo gruppo di donne, Elfriede sembra voler tenere il più possibile le distanze. La prima cerca di guadagnare la simpatia delle altre anche in modo avventato, nonostante sia evidente come le difficoltà e i bisogni di ognuna rendano difficile instaurare delle vere e proprie amicizie, l'altra invece agisce in base ad un personale senso di giustizia. Inutile sottolineare che il personaggio di Elfriede mi è piaciuto sin da subito nonostante lo trovi più letterario rispetto alla protagonista. Rosa in fin dei conti è un personaggio più realistico, con tutte le sue fragilità, la sua apparente freddezza persino il suo egoismo. Nonostante la paura, nonostante il dolore, nonostante lo sconforto, Rosa sceglie di aggrapparsi a tutto ciò che la rende viva e questa necessità la porta a fare scelte discutibili, errori di giudizio e di valutazione.
L'inserimento dell'elemento romance nella storia non mi ha convinta del tutto, ma trova una sua spiegazione dei risvolti finali della vicenda. Ho temuto che sul finire della seconda parte del romanzo l'autrice cadesse in uno di quei cliché da feuilleton storico che non sopporto, ma per fortuna l'ha abilmente evitato in favore di un risvolto forse più drammatico, ma più coerente con la storia fino ad allora narrata. Ed è proprio quando la protagonista inciampa nell'errore più grande, il dolore che gliene deriva e lo sgomento per la definitiva presa di coscienza di cosa ha portato il nazismo, hanno toccato anche me. Un ulteriore plauso va all'autrice per il grande lavoro di ricostruzione storica del periodo raccontato, per la precisione con cui ha descritto l'ideazione e il funzionamento della Wolfsschanze ed episodi realmente accaduti che avrebbero potuto cambiare il corso della storia.
Un romanzo che consiglio sicuramente a che ama le vicende ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche a chi ama riflettere sulla fragilità umana, sull'ambiguità morale, sulla difficoltà di scegliere tra bene e male quando la vita e la storia prendono una piega che va oltre la normale comprensione.

VOTO: 8-