lunedì 15 luglio 2019

I libri del giorno # Volevo essere una gatta morta & La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) di Chiara Moscardelli.

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi vorrei parlare di due delle mie letture più recenti, due romanzi della stessa autrice che ho avuto la possibilità di leggere in prestito. L'autrice in questione è Chiara Moscardelli che già avevo avuto modo di conoscere con Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli, commedia giallo-rosa che mi era molto piaciuta e con Quando meno te lo aspetti, una commedia rosa che mi aveva convinta meno pur trovandola piacevole. Mi era rimasta però la curiosità di leggere il primo libro dell'autrice, Volevo essere una gatta morta, che all'uscita era stato un piccolo caso editoriale nato grazie al passaparola dei lettori e dopo il quale sono stati pubblicati due seguiti, La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) e Volevo essere una vedova, da poco edito per Einaudi.


Partirò subito col dirvi che si tratta di due letture estremamente leggere, da leggere in qualsiasi circostanza, che sia la spiaggia o la fila alla posta, perché intrattengono senza necessitare di particolare attenzione da parte del lettore. Volevo essere una gatta morta in particolare strappa più di una risata, ripercorrendo, in modo più o meno romanzato, episodi salienti della vita dell'autrice dall'adolescenza a l'età adulta. L'autrice si sofferma in particolare sulle sue insicurezze di ragazzina intelligente, ma non particolarmente carina, sull'incontro con gli amici più cari, sulle tragicomiche esperienze di viaggio della gioventù, le prime disavventure lavorative, ma ampio spazio è dato anche agli incontri con uomini sempre sbagliati, in particolare Francesco, la cotta adolescenziale che negli anni si trasforma in ossessione romantica decisamente mal riposta. Nonostante il tono dominante sia quello della commedia, il libro contiene anche spunti di riflessione interessanti, soprattutto su quanto il peso delle scelte, delle dinamiche familiari e delle insicurezze caratteriali tipiche dell'adolescenza possa ricadere anche sulla vita adulta e su come si dovrebbe sempre coltivare l'amor proprio fin dalla più giovane età. Infatti uno dei difetti principali della protagonista, che viene per altro considerata una persona intelligente, spiritosa e "dalla forte personalità", è di non credere abbastanza nelle proprie qualità e di sentirsi sempre in difetto soprattutto dal punto di vista estetico rispetto all'altro sesso, così che insegue sempre uomini irraggiungibili verso i quali non si sente mai all'altezza, nonostante questi siano tutto fuorché perfetti o si butta tra le braccia del primo che passa solo per avere la conferma di essere almeno in quel momento desiderata, magari non essendo neppure interessata a certi soggetti.
Questo conferma che anche dalla lettura più leggera si possono trarre insegnamenti importanti e dalle vicissitudini sentimentali della protagonista non si può non imparare che nonostante si sia "nata podalica" e in agguato ci siano sempre delle gatte morte pronte a soffiarci gli uomini sotto al naso, è importante dare a se stessi il giusto valore. Peccato che proprio alle gatte morte del titolo sia riservato uno spazio troppo breve perché è sicuramente una delle tematiche più divertenti e chiunque ne abbia incontrata una sulla sua strada non potrà fare a meno di riconoscerne il modus operandi.
Il secondo libro invece è strutturalmente e contenutisticamente molto diverso, non siamo più di fronte ad una narrazione episodica e dalla forte componente autobiografica, ma ad un vero e proprio romanzo, in cui gli elementi di continuità con il primo sono praticamente ridotti al nome della protagonista, cioè della scrittrice e a quelli dei suoi amici storici, che però hanno un ruolo più marginale e per lo più funzionale all'intreccio. Ritroviamo Chiara sulla soglia dei quarant'anni, impegnata in un lavoro che le da ben poche soddisfazioni e sempre alla ricerca di un uomo con cui condividere la vita come accade sempre nelle commedie romantiche in cui si rifugia sognando l'incontro che le cambierà la vita. La decisione di partecipare ad uno speed date darà inizio ad una catena di eventi, come furti, lettere minatorie ed aggressioni ai danni della sempre più basita protagonista, che la porteranno ad incrociare la strada di Patrick Garano, avvenente commissario alle prese con gli efferati omicidi di giovani ragazze, che sembrano proprio opera di un serial killer.
Non credo che servano altri dettagli sulla trama per far capire quanto siamo lontani dal primo libro, anche se tornano alcune delle amiche storiche di Chiara, ognuna con le proprie caratteristiche peculiari, i problemi sul lavoro e le croniche insicurezze della protagonista verso gli uomini.
La sensazione che ho provato per gran parte della lettura però è stata che ci fosse qualcosa di troppo, o meglio che tutto il libro fosse un po' troppo: troppo lungo rispetto ai contenuti, troppo sbilanciato sui due versanti opposti della commedia rosa e del giallo, troppo concentrato sulle schermaglie amorose tra Chiara e Garano, troppo efferato nella descrizione dei delitti che stonavano con il tono leggero del resto della narrazione. Inoltre non ho apprezzato altri elementi del romanzo, in particolare il fatto che nonostante il passare degli anni, la protagonista non sia maturata affatto e sembri crogiolarsi nelle sue insicurezze e insistere in  comportamenti da adolescente che cozzano con la caratterizzazione di Chiara come di una donna capace e intelligente. Inoltre sono presenti diverse battute di spirito che hanno come tematica aggressioni e in generale la violenza sulle donne che ho trovato decisamente di cattivo gusto. Ho apprezzato invece le citazioni da film e serie tv ad inizio di ogni capitolo, meno il vezzo della protagonista di riportare frasi di commedie romantiche  e quant'altro ad ogni occasione. La storia d'amore tra i due protagonisti, lui amante impenitente delle belle donne, lei brutto anatroccolo sempre sopra le righe, è piuttosto improbabile, così come è improbabile l'intreccio giallo che risulta sì cinematografico, ma poco armonioso rispetto al contesto.
In sostanza, se il primo libro, pur con molti difetti  si era lasciato leggere con piacere e mi aveva lasciata all'ultima pagina con un sorriso, questo secondo volume mi ha un po' esasperata, ho faticato a procedere con la lettura degli ultimi capitoli, sia per la prevedibilità dei risvolti, sia perché infastidita dai troppi difetti concentrati nel romanzo. Non so dirvi se in futuro recupererò anche il terzo volume di questa sorta di trilogia, ma se dovessi consigliarvi qualcosa di questa autrice sono convinta che Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli sia il più riuscito tra i suoi lavori che io abbia letto. Quindi la mia votazione è 6 e 1/2 per Volevo essere una gatta morta e la sufficienza, 6, per La vita non è un film (ma a volte ci somiglia).

sabato 6 luglio 2019

La TBR dell'Estate.


Ben ritrovati lettori di passaggio, nonostante il caldo degli ultimi giorni faccia pensare al solleone d'Agosto, l'estate vera e propria è iniziata da poche settimane e con un po' di ritardo vi propongo la mia TBR estiva. Considerato il disastro della TBR primaverile, di cui ho letto un solo libro tra quelli che avevo messo in lista, per i prossimi mesi ho scelto di ridurre la TBR a soli 5 titoli da affiancare ovviamente alle altre letture che sceglierò di fare sul momento, di cui vi dirò giusto la motivazione per cui li ho scelti ed i breve la trama riportata dal sito di Ibs.

LIBRI PER RAGAZZI

Per questa categoria ho scelto Sulle tracce del tesoro scomparso di Bianca Pitzorno, un romanzo ambientato proprio durante l'estate in Sardegna e che si prospetta piuttosto movimentato.

Trama:
Giulia e Olivia, sorelle milanesi, vanno in Sardegna in compagnia della nonna, che deve fotografare il procedere di uno scavo archeologico. Ma dal piccolo museo locale scompare un vaso preistorico e, mentre Giulia organizza una caccia al ladro insieme ai ragazzi del paese, Olivia e i bambini più piccoli seguono le tracce del tesoro di cui parla un'antica leggenda. E da questa doppia ricerca nasce una girandola di equivoci che trasformano la vacanza in un'avventura, commentata dalle lettere di Giulia a Valentina, la sua amica del cuore... 

CLASSICI/CLASSICI MODERNI

Il buio oltre la siepe di Harper Lee è un classico moderno della narrativa che aspetto di leggere da anni, ma che ho sempre avuto in wish list e mi piacerebbe davvero che questa fosse l'estate giusta per affrontarlo.

Trama: 
In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale... La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

NARRATIVA ITALIANA CONTEMPORANEA

La monaca di Simonetta Agnello Hornby staziona nella mia libreria già da un po' di tempo e complice anche la copertina, mi sembra che l'estate sia proprio il periodo giusto per leggerlo.

Trama: 
Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell'Assunzione della Vergine. È l'ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L'unico piroscafo in partenza è quello del capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, Agata viene forzata a entrare in convento. Un mondo in cui si intrecciano amori, odi, rancori, passioni illecite e vendette...

GIALLI/THRILLER

I crudeli omicidi di una notte d'estate di Karo Hamalainen è un thriller finlandese che avevo già una volta inserito in una TBR e che avevo iniziato per poi accantonarlo dopo poche pagine in favore di altre letture. Questa estate ho deciso di dargli una seconda possibilità.

Trama:
È una calda serata di primavera a Londra e Robert, banchiere di successo, osserva compiaciuto la città ai suoi piedi dalla finestra panoramica del suo lussuoso appartamento nello Shard, il grattacielo più alto d'Europa. Presto arriveranno i suoi ospiti, Mikko e sua moglie Veera. Lui fa il giornalista e come tutti gli idealisti ha in mente grandi progetti sul futuro del pianeta. Il padrone di casa e la sua giovane moglie Elisa hanno preparato la cena con cura, ma la serata prende da subito una brutta piega: ognuno dei convitati ha un segreto da nascondere... 

FANTASY/DISTOPICI

Per questa categoria ho scelto La casa dello scorpione di Nancy Farmer, un romanzo fantascientifico/distopico che ho acquistato un po' a scatola chiusa, avendolo trovato tra i Remainders di Ibs ad un prezzo davvero vantaggioso, ma senza averne sentito praticamente parlare.

Trama:
Campi di papaveri a perdita d'occhio sui crinali delle colline, e schiere di uomini in uniforme a raccoglierne il prezioso nettare. È questo l'impero di El Patrón, potente signore della droga a capo di Opium, una striscia di terra che si estende tra gli Stati Uniti e le regioni che un tempo venivano chiamate Messico. Sono gli eejit a lavorare nei campi, uomini nel cui cervello sono stati installati dei chip che li costringono a una passiva docilità. Ma esistono anche schiavi ben più sottomessi, esseri umani clonati al solo scopo di fungere da serbatoi di organi. Grazie a questa pratica, El Patrón è riuscito ad allungare la sua vita fino ai centoquarant'anni. Matt è l'ultimo dei suoi cloni, cresciuto alla corte del signore di Opium, e ora che è un ragazzo tutti lo vedono come un mostro. Tutti tranne El Patrón, che in lui non scorge altro che sé stesso. Attorniato da una schiera di guardie del corpo e personaggi sinistri, a poco a poco Matt comincia a comprendere quale sia il destino che lo attende. L'unica possibilità di sopravvivenza è la fuga, una fuga che però può rivelarsi alquanto rischiosa. Uno come lui ha un marchio che lo differenzia, e non sospetta quanto questo la renda pericolosa e mortale...

Avete letto alcuni di questi libri? Fatemi sapere come li avete trovati e quali sono le letture che vorreste affrontare durante i mesi estivi! 

giovedì 27 giugno 2019

Wrap up delle letture di Giugno

Ben ritrovati lettori di passaggio, considerando il caldo asfissiante che mi abbatte e il poco tempo a disposizione, torno dopo qualche giorno per parlarvi di letture con una sorta di Wrap up mensile con cui poter spendere qualche parola su tutti i libri letti durante questo mese di Giugno senza dilungarmi troppo e soprattutto senza annoiarvi troppo con le mie chiacchiere!  Anche se il mese tecnicamente non è ancora terminato, attualmente ho in lettura più di un volume che però non credo di finire entro la fine di Giugno, quindi ho pensato di avvantaggiarmi un po' e di presentarvi intanto questi 5 libri.



  • Hotel Bellavista di Colette: Si tratta di una raccolta di  quattro racconti scritta con la consueta maestria da questa autrice che è già entrata da tempo nel mio personale Olimpo delle scrittrici. In particolare ho apprezzato i primi due racconti. In Hotel Bellavista che dà il titolo alla raccolta, l'autrice racconta il periodo di attesa che terminassero i lavori nella casa in Provenza appena acquistata, trascorso in una tranquilla pensione gestita da due donne molto diverse, la femminile, ma pratica Madame Suzanne e la mascolina ed energica Madame Ruby. Proprio mentre il lettore, convinto di aver capito tutto quello che non è palesemente rivelato riguardo al rapporto delle due amiche, si perde nella bellezza delle descrizioni e nella ricchezza della prosa di Colette, l'autrice ci stupisce con un colpo di scena finale degno di un romanzo giallo. In Gribiche invece ho trovato particolarmente interessante come Colette, attraverso la rievocazione del periodo della sua vita in cui si esibiva in locali di avanspettacolo, tratteggia un quadro particolareggiato della vita di certe giovani donne della sua epoca, in bilico tra desiderio di indipendenza e aspirazioni di sicurezza e rispettabilità. VOTO: 7 e 1/2.
  •  Agatha Raisin. Sibili e sussurri di M.C. Beaton: Nella 23° avventura della investigatrice privata più irritante della letteratura troviamo Agatha preda delle sue consuete ossessioni romantiche, infatti si è invaghita di George, un aitante ex militare che si è trasferito da poco a Carsely e lavora come giardiniere e tuttofare. Il problema è che non solo Agatha ha poco tempo da dedicare alla vita privata, ora che la sua agenzia investigativa lavora a pieno regime, ma soprattutto ha una concorrenza spietata visto che parecchie signore del villaggio hanno messo gli occhi su di lui. Quando George viene trovato morto, assassinato in modo particolarmente ingegnoso e crudele, ad Agatha non resta che investigare scoprendo che il bel giardiniere nascondeva parecchi segreti. Una lettura perfetta per l'estate perché, come tutti i volumi della saga del resto, i gialli di M.C. Beaton sono sempre un piacevole intrattenimento che intriga il lettore senza mai risultare pesanti. Inoltre i personaggi con le loro caratteristiche ormai note e le loro stravaganze sono sempre una garanzia. Ammetto di non amare troppo questo lato di Agatha, la sua periodica ossessione per la ricerca dell'uomo da sposare, ma per fortuna viene sempre riportata alla ragione o dai fatti o dai saggi consigli della signora Bloxby. Mi piacerebbe anche che i componenti della squadra di Agatha avessero più spazio e che non ci si concentrasse sempre e solo sui due componenti più giovani, Tony e Simon, il quale l'altro non fa certo una gran figura in quest'ultimo volume. A luglio dovrebbe essere pubblicato il nuovo romanzo della serie e io sono già pronta ad accaparrarmelo! VOTO: 7.
  • La bella Cassandra di Jane Austen: Un breve volume che raccoglie alcuni scritti giovanili della Austen. Uno lo avevo già letto in un'altra raccolta, ma ho comunque apprezzato questa lettura soprattutto per le tre lettere fittizie, gli scritti finali, in cui è mostrata al meglio la pungente ironia con cui una giovanissima Jane rappresentava le affettazioni e le ipocrisie della sua epoca. VOTO: 7+.
  • Quello che c'è tra noi di Huntley Fitzpatrick: In cerca di una lettura leggera, ho pensato di dare una possibilità a questo romanzo young adult che avevo da tempo nella mia libreria digitale. La storia è davvero un classico della narrativa sentimentale in cui una giovane ragazza bella, ricca, gentile e intelligente si innamora del vicino di casa anche lui attraente e in gamba, ma povero. Nello specifico Samantha è la figlia diciassettenne di una senatrice che, pur non amando particolarmente il ruolo di madre, ha cresciuto da sola lei e la sorella maggiore, per poi dedicarsi con sempre maggiore impegno alla propria carriera politica, mentre Jase è il terzo di otto fratelli il cui padre ha una ferramenta che non naviga in buone acque e la madre è una casalinga molto indaffarata. Nonostante per tutta la narrazione i cliché abbondino ho trovato carino il modo in cui i due protagonisti instaurano il loro rapporto e come cresce il sentimento che li lega e ho apprezzato molto il fatto che Jase non sia il classico bad boy violento e possessivo tipico dei romanzi del genere, ma un ragazzo gentile e maturo, forse è un po' troppo perfetto per risultare realistico, così come Samantha è un po' lo stereotipo della principessina. Quelli però che non fanno certo una bella figura in questo romanzo sono gli adulti, infatti la madre della protagonista è descritta come una donna fredda e ambiziosa, Clay, il suo compagno è un individuo senza scrupoli, mentre i genitori di Jase sono, a voler essere gentili, due incoscienti, che continuano a metter al mondo figli pura facendo fatica a mantenere quelli che già hanno e costringendoli a vivere, seppur amati, nel caos e nella costante incertezza per il futuro. L'unico personaggio che abbia un minimo di evoluzione è Tim, l'amico d'infanzia della protagonista, mentre la gemella di lui, Nan, si rivela piano piano una vera serpe. In generale il romanzo è carino, anche se un po' troppo lungo specialmente nella parte centrale che si focalizza sull'idillio sentimentale tra ai due protagonisti. Per fortuna un colpo di scena nell'ultima parte regala un po' di ritmo alla narrazione. Un romanzo che comunque mi sento di consigliare sia a chi cerca qualcosa di romantico, ma di leggero e anche ai lettori giovani che si avvicinano alle prime storie d'amore. VOTO: 7.
  • Volevo essere la tua ragazza di Meredith Russo: Questa è stata una lettura decisa di impulso dopo aver visto alcuni video su youtube che celebravano il mese del Pride con un book tag incentrato sulle letture a tema LGBT+. Non avendo una vasta conoscenza della materia, ho pensato di recuperare questo romanzo, anch'esso indirizzato ad un pubblico young adult, incentrato sulla storia di Amanda, una ragazza transessuale. dando un'occhiata distratta a titolo e copertina, onestamente non avrei dato a questo romanzo neanche mezza possibilità, pensando di trovarmi di fronte all'ennesimo romance per adolescenti, invece la trama mi ha ricordato in qualche modo Luna della Peters, anche se in questo caso ci si concentra soprattutto sulla vita della protagonista una volta effettuata la completa transizione, con numerosi flashback su quando Amanda era ancora un bambino e sulle difficoltà per diventare la vera se stessa. Il romanzo è scritto molto semplicemente e mescola tematiche prettamente adolescenziali con informazioni su cosa significhi essere transessuali e crescere in un corpo che non si riconosce come proprio. È molto facile rapportarsi con Amanda e lasciarsi coinvolgere nelle sue nuove conoscenze, nel rapporto con il padre, con le amiche e soprattutto con Grant, ma certi episodi del passato, seppur edulcorati sono comunque difficili da leggere anche per chi non vive determinate realtà, così come in più punti della narrazione mi sono sentita in ansia per le sorti della protagonista. Un romanzo che, come ha scritto la stessa autrice, non ha la pretesa di rivelare verità universali, o di essere di esempio per tutti i transessuali, ma che riesce comunque ad avvicinare il lettore con delicatezza e naturalezza a certe tematiche. VOTO: 7+.
Queste sono state le mie letture del mese di Giugno! So che non sono molte, soprattutto se rapportate a quanti volumi riescono a leggere altri lettori e molte  bravissime colleghe blogger, ma la lettura non dovrebbe mai essere considerata un gara o un tour de force e io sono assolutamente soddisfatta delle storie in cui mi sono immersa questo mese. Fatemi sapere se questa sorta di Wrap up è un genere di post che può piacervi e lasciatemi i vostri commenti qui sotto!

domenica 16 giugno 2019

NOPE BOOK TAG

Ben ritrovati lettori di passaggio, sarà che il caldo è arrivato troppo repentinamente e mi sta abbattendo, sarà che negli ultimo mesi il mio umore non è particolarmente buono, fatto sta che oggi vi propongo un Book Tag in cui ci si concentra sui lati peggiori delle nostre letture.
Non so chi lo abbia ideato, ma io l'ho visto in diversi canali di booktubers e dato che si tratta di parecchie domande, alcune simili tra loro, mi sono permessa abbreviarlo un po', nella speranza che il risultato vi piaccia comunque e che decidiate di rispondere anche voi!


1) NOPE ENDING: Un finale che ti ha fatto arrabbiare, ti ha deluso o era semplicemente brutto.


Nel tentativo di non parlare sempre degli stessi libri e di non dare risposte troppo ovvie, ho scelto di non nominare né un classico né un titolo particolarmente popolare, ma Jane e i fantasmi di Netley di Stephanie Barron, settimo volume de Le indagini di Jane Austen, una serie di cui vi ho parlato altre volte e che mescola fatti reali della vita dell'autrice con situazioni e personaggi di fantasia. Il finale di questo settimo volume per me non è stata una delusione, ma accade qualcosa che non mi aspettavo e che è stato un vero colpo al cuore letterario.

2) PROTAGONISTA NOPE: Un personaggio principale che detesti.


Ammetto che se i personaggi principali di un libro mi risultano intollerabili, ci sono buone probabilità che io abbandoni la lettura e passi ad altro, ma ripensando ai romanzi letti qualche tempo fa, mi sono ricordata di aver mal digerito Margo, la protagonista femminile di Città di carta di John Green, libro che mi ha lasciata abbastanza tiepida e che poi infatti ho deciso di non tenere.

3) SERIE NOPE: Una serie che si è rivelata una delusione o che hai abbandonato perché non valeva più la pena andare avanti.


Non sono mai stata particolarmente attratta dai mondi creati da Cassandra Clare, ma dopo aver visto il film tratto qualche anno fa dal primo volume della serie The mortal instruments, Città di ossa, ho pensato di dare una possibilità alla serie ambientata in epoca vittoriana The infernal devices, ma dopo aver letto L'angelo e Il principe e essere incappata in parecchi spoilers sulla conclusione della trilogia, ho pensato che non valesse la pena di leggere anche La principessa, sia perché non avevo più la curiosità su come sarebbero andate a finire le cose, ma soprattutto perché ho trovato lo stile della Clare poco consono ai miei gusti, molto lento, farraginoso nelle descrizioni e perché non ho mai provato durante la lettura il benché minimo attaccamento verso i personaggi. 

4) COPPIA NOPE: Una coppia che secondo te non dovrebbe stare insieme.


Uno dei personaggi secondari che più mi hanno irritata negli ultimi anni è senza dubbio il fidanzato di Robin Ellacott, la socia in affari di Cormoran Strike, protagonisti della serie di gialli di Roberth Galbraith, per cui detesto vederla in coppia con Matthew.

5) PLOT TWIST NOPE: Un colpo di scena che non ti aspettavi o che non hai apprezzato.


A volte anche io che non amo molto il romance mi avventuro nella lettura di qualche titolo di cui ho sentito parlare bene, ma raramente ne rimango soddisfatta e nel caso di Scusa ma ti amo troppo di Loretta Tarducci e Elisa Trodella ho trovato il colpo di scena finale una vera scempiaggine, un becero tentativo di riabilitare agli occhi del lettore una protagonista veramente pessima che mi ha infastidita per tutta la lettura.

6) AZIONE O DECISIONE NOPE DI UN PROTAGONISTA.


Evie, la protagonista de Le ragazze di Emma Cline, compie ben più di una azione sbagliata ed è abbastanza difficile per il lettore assistere al coinvolgimento sempre più intenso e dannoso di una ragazzina nella vita della comune da cui si è lasciata attirare.

7) GENERE NOPE: Un genere letterario che non ti piace.


Per questa risposta ho scelto il nuovo romanzo di E.L. James, The Mister, come esempio lampante di un genere, il romance che abbonda di scene di sesso, che proprio non mi piace.

8) CLICHÉ NOPE.

Francamente non sopporto più le relazioni sentimentali tossiche che infestano soprattutto i romanzi young adult, qui esemplificati da After di Anna Todd, in cui il personaggio maschile è quasi sempre un bad boy con evidenti problemi psichici, incline alla violenza, alla prevaricazione e alla possessività, mentre la protagonista femminile invece è sempre una ragazza dai sani principi che lo redimerà con il suo amore. Basta, basta, basta! Oltre al fatto che tra amore e ormoni in subbuglio c'è una bella differenza, l'amore non guarisce ogni cosa e incarnare lo stereotipo della crocerossina che salverà il suo uomo è, non solo ridicolo, ma anche pericoloso.

9) CONSIGLIO NOPE: Un libro molto consigliato o chiacchierato che non hai nessuna voglia di leggere.


Ho sentito parlare fino alla nausea di questa trilogia, ma come mi è già successo con la serie de Il trono di ghiaccio di Sarah J. Mass, non sono attratta né dalla trama né dalle recensioni che ho letto a riguardo e quindi credo che me ne starò ben lontana da La corte di rose e spine.

10) INTERESSE AMOROSO NOPE.


Nei romanzi di Barbara Pym ci sono spesso coppie o innamoramenti piuttosto bislacchi e non fa eccezione Qualcuno da amare, in cui la pratica e mite Belinda custodisce nel cuore da decenni il proprio amore e la propria devozione per l'arcidiacono Henry, che invece non solo ha sposato un'altra, ma è un uomo decisamente mediocre, pigro e vanesio.

11) VILLAIN NOPE: Un cattivo che fa davvero paura o che semplicemente non sopporti.


Nonostante abbia letto I pilastri della terra di Ken Follett parecchi anni fa, il cattivo della storia, l'odioso William, è rimasto nella mia memoria come uno dei villain più carogna che abbia mai letto.

12) AUTORE O AUTRICE NOPE.


Mi dispiace un po' fare proprio questo nome perché capisco che Rupi Kaur sia apprezzata da molti, ma la lettura di Milk and honey a me ha deluso molto. Nonostante l'importanza dei temi trattati e non entrando nel merito del vissuto dell'autrice, io non riesco a considerare poesia una raccolta di pensieri, aforismi e considerazioni che potrebbero benissimo essere presentate sotto forma di prosa con lo stesso medesimo risultato. Ho dato un'occhiata anche al secondo libro dell'autrice  e ho visto che la formula è più o meno la stessa, quindi non so se lo leggerò effettivamente in futuro. Per me la poesia è decisamente un'altra cosa.

Bene lettori di passaggio, questo erano le mie risposte. Sono stata troppo cattiva?. Fatemelo sapere nei commenti e, se vi va, rispondete anche voi al Tag!