martedì 5 novembre 2013

IL LIBRO DEL GIORNO # L'EREDITA DI ESZTER


Oggi parliamo di un solo libro, una lettura recente che mi è piaciuta molto.
Non si tratterà di una vera e propria recensione in quanto non credo di essere in grado di recensire alcunché: non ho fatto studi adatti, non ho esperienze di lavoro in campo editoriale, probabilmente non ho neppure uno spiccato buon gusto in fatto di letture, sono semplicemente una persona che legge e a cui piace parlare di libri. Queste dunque saranno le mie personali impressioni riguardo a 

L'EREDITA DI ESZTER


TITOLO: L'eredità di Eszter
AUTORE: Sàndor Marai
EDITORE: Adelphi
TRADUTTORE: G. Bonetti
DATI: pagine 137, stampato nel 2009, costo 8€.

DALLA QUARTA DI COPERTINA: Per vent'anni Eszter ha vissuto un'esistenza piana e senza scosse, nella quasi inconsapevole attesa del ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia mai amato e grazie al quale ha conosciuto, per un breve periodo, quel "senso di allarme continuo" che è stato "l'unico vero significato della sua vita". Un giorno Lajos, che mente "come urla il vento", torna. Ed Eszter sa che torna per prendersi la sola cosa di valore che ancora non si è portato via - e che lei non farà niente per impedirglielo. Sa anche che la storia non è finita, perché "gli amori infelici non finiscono mai".

In questo breve romanzo è raccontata una vita intera e non solo quella della protagonista e voce narrante, ma anche quella della sua famiglia. In poco più di cento pagine, Sàndor Marai ripercorre le fasi fondamentali dell'esistenza dei suoi personaggi, disegnando scene delle loro vite in modo minuzioso e vivo e caratterizzando approfonditamente protagonisti e comprimari. Le stesse vicende narrate da un altro autore, potrebbero costituire materiale sufficiente per un romanzo-fiume, ma probabilmente non avrebbero la stessa incisività. Il ritmo del racconto infatti è così serrato, che nonostante i rimandi agli eventi del passato, sembra precipitare i protagonisti verso quel colloquio inatteso eppure inevitabile che li attende da vent'anni e al lettore non è dato neanche il tempo di pensare con apprensione o biasimo alle azioni di Lajos o alle decisioni di Eszter, che queste sono già compiute, è già tempo di guardare avanti.
Tuttavia questo libro parla anche di memoria e sembra quasi di vederli gli occhi di Eszter che guardano senza vedere, rivolti non solo al passato, ma a quello che poteva essere e non è stato.
La figura di Lajos, dell'uomo bugiardo e inaffidabile, non assume le fattezze del seduttore scapestrato che secondo certa narrativa dovrebbe tanto piacere alle donne, è invece tragica e ridicola insieme, è la figura di un uomo che non sa vivere secondo i dettami della società, ma che si nutre della vita stessa disordinatamente, costruendo e distruggendo con la stessa noncuranza beni, relazione, sentimenti.
Al contrario di Lajos che avanza nella vita senza rotta e senza lasciare nulla di integro e salvo dietro di sé, Eszter ha vissuto in una sorta di immobilità per vent'anni, non in attesa, ma priva di qualcosa che animasse la sua esistenza e quando riceve la notizia della visita di Lajos è come se capisse finalmente, qualcosa che non sapeva neanche di dover sapere, ovvero che quello che tanti anni prima era cominciato tra loro, non ha avuto ancora la sua conclusione.  

Ovviamente consiglio  a tutti di leggerlo!

VOTO: 8