venerdì 13 dicembre 2013

IL LIBRO DEL GIORNO # AL PARADISO DELLE SIGNORE


In questo venerdì 13 umido e nebbioso parliamo di un libro che in gran parte delle sue pagine invece risplende del lusso delle merci che si affacciano dalle vetrine scintillanti di un grande magazzino, quindi trasferiamoci per un po' qui:

AL PARADISO DELLE SIGNORE



AUTORE: Emile Zola
EDITORE: Newton Compton
TRADUZIONE: Ferdinando Martini
DATI: pagine 286, stampato nel 2012, costo 6€


LA TRAMA: La ventenne Denise arriva a Parigi dalla campagna in cerca di una lavoro che le permetta di provvedere ai due fratelli più piccoli ora che sono rimasti orfani, confidando nell'aiuto dello zio Baudu che ha un negozio di stoffe. Quando però i tre si presentano a casa dei parenti capiscono subito che la bottega dello zio naviga ormai in cattive acque e le entrate bastano a malapena per provvedere alla piccola famiglia composta dai coniugi Baudu e da una figlia Genéviève, destinata a sposare l'unico commesso ancora impiegato. In realtà tutte le botteghe della zona sono avviate verso un lento ma inesorabile declino a causa della concorrenza di un grande magazzino che a colpi di offerte e svendite ha rubato loro la clientela ingigantendosi sempre di più. Denise, addolorata per la sorte degli zii, ma decisa a trovare lavoro, diventa una commessa al Paradiso delle Signore dove conoscerà il proprietario, Octave Moret.


Questo romanzo di Zola fa parte ciclo dei Rougon-Macquart e tratta alcuni dei temi più ricorrenti nelle opere di questo autore pur presentando delle caratteristiche peculiari.
Tema centrale dell'opera sembra essere il cambiamento, il progresso verso cui si avvia il commercio in Francia alla fine del XIX e contemporaneamente il disfacimento a cui sono condannate le vecchie botteghe, i negozi tramandati per generazioni fondati più saldamente sulle idee conservatrici dei loro proprietari più ancora che sulle vecchie fondamenta. Zola insiste infatti per tutto il libro in descrizioni agli antipodi, le vecchie botteghe buie, umide, vuote da un parte, la macchina fervente di vita e di lavoro che è il grande magazzino dall'altra. Su questa scenografia si muove la protagonista, Denise, un'orfana senza mezzi che diventa subito vittima della derisione e della malevolenza dei colleghi, senza però perdere mai dignità e restando salda nei propri propositi. Queste caratteristiche così peculiari tra le commesse del magazzino a lungo andare affascineranno il proprietario, il giovane vedovo Moret, uomo scaltro e intraprendente, abituato ad usare le donne per favorire il proprio lavoro ed ottenere da loro quanti più vantaggi possibili.
La stessa Denise, affascinata da questo nuovo modo di fare commercio e dalle capacità imprenditoriali di Moret, dimostrerà doti notevoli nel suo lavoro, ma resterà sempre fedele a sé stessa, incapace di comportarsi diversamente da come sente di dover fare, non tanto per preservare la propria onorabilità quanto per non tradire la propria natura, nonostante le difficoltà ed i suoi stessi sentimenti.
Insieme a Denise, l'altro protagonista del romanzo è proprio il Paradiso delle Signore, il colossale magazzino strutturato come una perfetta macchina di guadagno che cresce sempre di più fagocitando strade e negozi e spingendo le proprie ramificazioni tentacolari sempre più lontano.
Tra le pagine più belle del libro ci sono proprio le descrizioni degli allestimenti approntati per le grandi svendite, narrate con minuzia di particolari e rese vivide e vitali, tanto che anche al lettore sembra di passeggiare tra le corsie, di vedere con i propri occhi i banchi ricoperti di stoffe, trine, ombrellini, di vedere scintillare le sete e i velluti dietro alle vetrine, di sentirsi spingere dalla calca delle signore a caccia di acquisti.
Sono proprio le donne secondo Moret le padrone del suo negozio ed egli sfrutta il suo fascino per ammaliarle, capire e anticipare i loro desideri, proporre loro sempre nuove tentazioni a cui non sappiano resistere. Nonostante le tratti con garbo, le seduca e le vizi, Moret in fondo sembra disprezzare le donne, o meglio quelle donne che per lui non sono altro che clienti e che per lui non costituiscono altro che un mezzo per arricchire le proprie tasche e il proprio prestigio. Denise invece è diversa, la sua grazia non è frutto di affettazione, la sua indole è gentile ma non frivola, è intelligente e capace ma non arrogante, ma soprattutto è riuscita a conservare, pur nelle difficoltà, la sua integrità ed è per questo che, pur ricambiando i sentimenti di Moret, lo rifiuta. Intorno al Paradiso delle Signore, in cui si muovono il popolo degli acquirenti e un esercito di commessi, fattorini e contabili, il mondo del vecchio commercio si sgretola inesorabilmente; il vento del progresso sembra spazzare via senza rimorsi cose e persone che non riescono o non vogliono adeguarvisi. Si chiude un'epoca e sulle sue rovine se ne apre una nuova. 
Io sono un'amante dei classici; quando ne leggo uno dopo un po' di tempo, magari dopo qualche altra lettura deludente, mi sento come se fossi finalmente a casa dopo un viaggio faticoso e così è stato anche con questo romanzo. Certo non lo consiglierei a coloro che mal sopportano le descrizioni perché potrebbero desiderare strangolarsi con qualche metro di trina o di merletto, ma a me è piaciuto molto.

VOTO: 9