mercoledì 20 novembre 2013

30 DOMANDE SUI LIBRI TAG#2 Parte 1




Dopo quindici giorni di assenza dovuta ad impegni di varia natura (soprattutto agricola, perché se qualcuno di voi abita in campagna come me, sa che questo è un periodo pieno di cose da fare in cui sostanzialmente chiunque abbia perlomeno i pollici opponibili viene impiegato in qualsivoglia attività, da quelle faticose a quelle faticosissime, spesso accompagnate da incontri ravvicinati con il fango!), torno a parlare di libri in questo mio angolo di libreria virtuale.
Anche le mie letture hanno subito un certo rallentamento, quindi ho pensato di inserire un post con un altro tag, anch'esso trovato tra i vari canali youtube che seguo e che parlano di libri. Il tag in questione è intitolato 30 mesi di libri, ma per motivi di convenienza io l'ho ribattezzato come 30 domande sui libri ed ho pensato di suddividerlo in tre post rispondendo a 10 domande alla volta. Dopo essermi dilungata abbastanza direi che è il momento di cominciare!

1) IL TUO LIBRO PREFERITO:

Quando ho risposto a questa stessa domanda nel tag precedente, avevo nominato Orgoglio e Pregiudizio, stavolta, tanto per non smentire la mia passione per la "zia Jane", eleggo a libro preferito Persuasione (ovviamente per tutti coloro a cui piace leggere questa è una domanda impossibile da soddisfare con una sola risposta, almeno per me!).


2) LA TUA CITAZIONE PREFERITA:

Anche in questo caso le risposte potrebbero essere molteplici, ma farò una scelta diciamo sentimentale!
La citazione in questione recita: "Non fate sbrodeghezzi! Non fate potacci!"
Queste poche parole sono tratte dalla prima pagina di Lessico familiare di Natalia Ginzburg, un libro che ho letto tantissimi anni fa e che è stato uno dei miei primi libri da adulta. Non so esattamente il perché, ma sono rimasta affezionata a questa esclamazione con cui il padre dell'autrice riprendeva a tavola lei e i fratelli, forse perché mi aveva fatto ridere o perché al mio toscano orecchio suonava così strana, comunque sia non l'ho più scordata ed ogni tanto la uso persino!


3) IL TUO PERSONAGGIO LETTERARIO PREFERITO:

Prima che qualcuno lanci il pc dalla finestra per la disperazione , questa volta non nominerò un personaggio nato dalla penna di Jane Austen, ma un personaggio che in qualche modo richiama quell'universo letterario, una bambina e poi una donna, particolare, moderna per la sua epoca, determinata e coraggiosa, ma anche innocente e piena di fantasia. Sto parlando di Charity Tiddler, la protagonista di Miss Charity, un romanzo che ho letto ultimamente e che mi è piaciuto davvero molto.


4) IL LIBRO PIU' BRUTTO CHE TU ABBIA MAI LETTO:

Per non ripetermi rispetto al precedente tag, cambio risposta anche in questo caso ed eleggo a libro "teribbile" di cui ancora conservo memoria Buio. My Land, il primo volume della trilogia My Land di Elena P. Melodia. Sostanzialmente l'idea alla base non sembrava male, ma la feroce antipatia che nutro verso la protagonista non mi ha permesso di apprezzare neppure i lati buoni del romanzo che tuttavia a mio parere ha più difetti che pregi.


5) IL LIBRO PIU' LUNGO CHE TU ABBIA MAI LETTO:

Non ne ho la certezza assoluta, ma sicuramente tra i libri più lunghi che abbia letto c'è un capolavoro della letteratura russa, cioè Anna Karenina, con 1211 pagine.


6) IL LIBRO PIU' CORTO CHE TU ABBIA MAI LETTO:

Considerando anche il modo in cui generalmente è impaginato, il carattere grande e la presenza dei disegni, penso che per me il libro in questione sia Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry, di cui non so dirvi il numero esatto di pagine in quanto non lo possiedo, ma l'ho letto in prestito.


7) IL LIBRO CHE TI DESCRIVE: 

Questa per me è una domanda facile perché ho sempre notato certe somiglianze tra me e le quattro Piccole donne della Alcott, nello specifico avevo e talvolta ho ancora tutti i difetti di tutte e quattro!


8) UN LIBRO CHE CONSIGLIERESTI:

Non potendo star qui un'ora ad elencare, il primo che mi viene in mente è Le quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino, perché quando l'ho letto mi ha scioccato, in senso positivo; non mi aspettavo una lettura così cruda e una storia così tragica e grottesca al tempo stesso. Lo consiglio volentieri, ma magari non ai più facilmente impressionabili.


9) UN LIBRO CHE TI HA FATTO CRESCERE:

Questo libro l'ho letto alle elementari e non l'ho mai riletto, ma ancora ricordo di aver sperato fino alla fine in un lieto fine che non ci sarebbe stato. Per la prima volta ho incontrato il dolore e la morte in un libro senza che fossero edulcorati dall'atmosfera della fiaba e dalla distanza della leggenda.
Il libro in questione è Il gran sole di Hiroscima di Karl Bruckner.


10) UN LIBRO DEL TUO AUTORE PREFERITO:

Premesso che non riesco in tutta sincerità ad eleggere un solo autore come preferito, in questa sede scelgo di nominare Giorgio Bassani, che ho iniziato a conoscere proprio quest'anno e che con due romanzi mi ha conquistata. Quindi il libro che scelgo per questa decima domanda è Il giardino dei Finzi-Contini.


Concluse le prime dieci domande dò appuntamento a chiunque passasse di qui e fosse casomai interessato, al prossimo post con i seguenti interrogativi letterari. In realtà in questo periodo di assenza dal blog ho pensato a diversi argomenti di cui mi piacerebbe discutere, tra cui alcune novità editoriali e il trattamento che le case editrici italiane riservano spesse alle saghe. Per qualunque suggerimento o domanda non avete che da lasciare un commento! Grazie a tutti coloro che sono passati o passeranno da questo blog e grazie del tempo che avete impiegato  a leggere i miei sproloqui librari! Alla prossima!

martedì 5 novembre 2013

IL LIBRO DEL GIORNO # L'EREDITA DI ESZTER


Oggi parliamo di un solo libro, una lettura recente che mi è piaciuta molto.
Non si tratterà di una vera e propria recensione in quanto non credo di essere in grado di recensire alcunché: non ho fatto studi adatti, non ho esperienze di lavoro in campo editoriale, probabilmente non ho neppure uno spiccato buon gusto in fatto di letture, sono semplicemente una persona che legge e a cui piace parlare di libri. Queste dunque saranno le mie personali impressioni riguardo a 

L'EREDITA DI ESZTER


TITOLO: L'eredità di Eszter
AUTORE: Sàndor Marai
EDITORE: Adelphi
TRADUTTORE: G. Bonetti
DATI: pagine 137, stampato nel 2009, costo 8€.

DALLA QUARTA DI COPERTINA: Per vent'anni Eszter ha vissuto un'esistenza piana e senza scosse, nella quasi inconsapevole attesa del ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia mai amato e grazie al quale ha conosciuto, per un breve periodo, quel "senso di allarme continuo" che è stato "l'unico vero significato della sua vita". Un giorno Lajos, che mente "come urla il vento", torna. Ed Eszter sa che torna per prendersi la sola cosa di valore che ancora non si è portato via - e che lei non farà niente per impedirglielo. Sa anche che la storia non è finita, perché "gli amori infelici non finiscono mai".

In questo breve romanzo è raccontata una vita intera e non solo quella della protagonista e voce narrante, ma anche quella della sua famiglia. In poco più di cento pagine, Sàndor Marai ripercorre le fasi fondamentali dell'esistenza dei suoi personaggi, disegnando scene delle loro vite in modo minuzioso e vivo e caratterizzando approfonditamente protagonisti e comprimari. Le stesse vicende narrate da un altro autore, potrebbero costituire materiale sufficiente per un romanzo-fiume, ma probabilmente non avrebbero la stessa incisività. Il ritmo del racconto infatti è così serrato, che nonostante i rimandi agli eventi del passato, sembra precipitare i protagonisti verso quel colloquio inatteso eppure inevitabile che li attende da vent'anni e al lettore non è dato neanche il tempo di pensare con apprensione o biasimo alle azioni di Lajos o alle decisioni di Eszter, che queste sono già compiute, è già tempo di guardare avanti.
Tuttavia questo libro parla anche di memoria e sembra quasi di vederli gli occhi di Eszter che guardano senza vedere, rivolti non solo al passato, ma a quello che poteva essere e non è stato.
La figura di Lajos, dell'uomo bugiardo e inaffidabile, non assume le fattezze del seduttore scapestrato che secondo certa narrativa dovrebbe tanto piacere alle donne, è invece tragica e ridicola insieme, è la figura di un uomo che non sa vivere secondo i dettami della società, ma che si nutre della vita stessa disordinatamente, costruendo e distruggendo con la stessa noncuranza beni, relazione, sentimenti.
Al contrario di Lajos che avanza nella vita senza rotta e senza lasciare nulla di integro e salvo dietro di sé, Eszter ha vissuto in una sorta di immobilità per vent'anni, non in attesa, ma priva di qualcosa che animasse la sua esistenza e quando riceve la notizia della visita di Lajos è come se capisse finalmente, qualcosa che non sapeva neanche di dover sapere, ovvero che quello che tanti anni prima era cominciato tra loro, non ha avuto ancora la sua conclusione.  

Ovviamente consiglio  a tutti di leggerlo!

VOTO: 8