venerdì 4 luglio 2014

IL LIBRO DEL GIORNO # CRANK DI ELLEN HOPKINS


Salve lettori, oggi vi parlo di una lettura recente, Crank, un libro piuttosto particolare e non facile da raccontare, sia per il tema principale in esso trattato, la caduta di un'adolescente nel mondo della droga, sia per il fatto che l'autrice, Ellen Hopkins, si è ispirata, scrivendolo, a fatti avvenuti realmente all'interno della sua famiglia.

Titolo: Crank
Autore: Ellen Hopkins
Editore: Fazi
Traduttore: V. Februari
Dati: pp. 446, anno di pubblicazione 2011, 16€

Narratrice della storia è la protagonista stessa, la quale, pagina dopo pagina, ci racconta pensieri, avvenimenti, stati d'animo, sotto forma di versi, in composizioni sempre diverse per ritmo e per struttura, in concordanza con la mutevolezza dei suoi sentimenti e di quello che le accade.
Kristina è una diciassettenne di Reno studiosa e apparentemente tranquilla che vive con la madre, una donna apprensiva, ma allo stesso tempo distratta dalle proprie ambizioni, un patrigno severo, un fratellino nato dal secondo matrimonio della madre e una sorella maggiore, studentessa universitaria concentrata nel risolvere i propri conflitti riguardo alla sua omosessualità. Il padre di Kristina ha abbandonato lei e la sorella quando erano bambine, rifuggendo dal ruolo di marito e di genitore, ma quando si rifà vivo chiedendo di incontrare le figlie, nonostante la contrarietà della madre, Kristina insiste per trascorrere tre settimane delle vacanze estive ad Albuquerque, a casa di questo padre pressoché sconosciuto.
Felice di potersi sottrarre all'assillante controllo materno e al peso delle aspettative che la famiglia le fa gravare sulle spalle, la ragazza rimane ben presto delusa dalla conoscenza dell padre, un perdigiorno immaturo che lavora quel tanto che gli occorre per pagare i propri vizi e vive in una zona degradata della città, ma l'incontro con Adam, un ragazzo che abita nelle vicinanze, bello come un angelo, ma tutto fuorché innocente, la spinge a rimanere e ad approfittare di quella inaspettata libertà per vivere fino in fondo quel viaggio come un'avventura.
Da questo momento, Kristina la brava ragazza tranquilla e affidabile viene messa sempre più in secondo piano, lasciando il posto a Bree, la parte più istintiva, sfacciata e irrazionale della sua personalità.
Tra i due ragazzi nasce un sentimento totalizzante ed esasperato come solo gli amori giovanili sanno essere, tuttavia questo sentimento è privo della gioia e della luce dei primi amore perché su di esso incombe l'ombra del crank, la droga che Bree prova per la prima volta insieme ad Adam e che le strega da subito i sensi e i pensieri.
Terminate le vacanze infatti, Bree sarà costretta a tornare a casa dalla madre e a lasciare Adam, ma "il mostro" la seguirà e continuerà a chiamarla.
Il rientro in famiglia infatti non permetterà a Kristina di recuperare l'equilibrio perduto perché ormai Bree ha preso il sopravvento sui suoi pensieri e sulle sue azioni e a niente varranno le imposizioni della madre, il ritorno a scuola, rivedere i vecchi amici.
L'assillante desiderio della droga, di immergersi nuovamente nei suoi effetti guidano Bree in un crescendo di bugie, incontri con ragazzi sbagliati e comportamenti sempre più pericolosi e sconsiderati, fino alle più estreme conseguenze.
La cosa più difficile da capire per chi legge l'inesorabile discesa di Kristina/Bree verso una dipendenza che diventa sempre più dominante, un vero mostro che seduce e tiranneggia, che cancella il senso di colpa e tacita le ultime rimostranze della razionalità e dell'istinto di autoconservazione, è la mancanza di un motivo, una ragione a cui imputare la caduta.
Non è possibile infatti ritenere Adam responsabile perché Bree era determinata a fare la conoscenza con la droga, né si può incolpare solo la famiglia di Kristina, quella madre esigente e quel padre assente.
Kristina parte per il suo viaggio già in cerca di qualcosa di indefinibile, con Bree pronta a esplodere dentro di lei con la sua voglia di ribellione e la sua fame di cose proibite, ma non è nella droga, con i suoi effetti esaltanti e stranianti che Kristina può trovare una risposta a una domanda che lei stessa non è in grado di formulare, la droga è solo un mezzo con cui dimenticare, un boccone dolceamaro che non placa la fame e ti avvelena.

Quasi subito, il               mostro mi blandì,  
  mi confuse con un          quesito più profondo.
Valeva la pena fare quel viaggio?

Insomma, chi vorrebbe arrancare         attraverso la vita, agendo
sempre nel modo giusto?   Non rischiare significa
perdere i propri sogni.

Come posso spiegarvi la         pura scarica raggelante
dell'attesa di fare qualcosa      di radicalmente sbagliato?
Nessuna paura. Nessuna colpa.

Come posso giustificare di aver         messo piede di proposito su un
sentiero così evidentemente                   insidioso? Che il divertimento
stesse proprio nella caduta?
                                   
Crank è un libro diretto, a volte crudo, capace di immergerti fin dalle prime righe nella sua storia e di farti osservare da vicino la discesa sempre più precipitosa della protagonista, i suoi tormenti fisici e morali, le scelte sbagliate, gli azzardi, i momenti di esaltazione e le cadute rovinose, ma non c'è patetismo, né simpatia. Spesso leggendo viene voglia di pendere a schiaffi questa ragazza che scommette con la vita alzando continuamente la posta, consapevole che tanto perderà comunque. Neppure alla fine, quando questa stessa vita sembra imporle la sua volontà e spingerla ad andare oltre, non c'è speranza nel lieto fine, perché c'è ancora l'eco della voce del mostro che la chiama.

VOTO: 8