giovedì 9 ottobre 2014

IL LIBRO DEL GIORNO # IL 18° VAMPIRO DI CLAUDIO VERGNANI


Bentrovati lettori di passaggio! Chiedo scusa per a lunga assenza, siamo ormai ad ottobre inoltrato e ho deciso di parlarvi di un libro terminato da poco e, a mio avviso, adatto a questo mese che in molti ricolleghiamo più o meno consapevolmente ad Hallowen.
Infatti, anche se questa festività non ci appartiene, l'atmosfera magica ed un po' oscura che la caratterizzano sono entrate a far parte anche del nostro costume, quindi perché non approfittare di questo periodo dell'anno per sbizzarrirsi in qualche lettura da brivido?!
Il libro in questione è infatti un horror, genere in cui non sono molto ferrata in realtà, ma che mi concedo saltuariamente per variare e provare qualcosa di nuovo e si tratta de Il 18° vampiro di Claudio Vergnani.

Titolo: Il 18° vampiro
Autore: Claudio Vergnani
Editore: Gargoyle
Dati: pp. 547, 10€ e 90

Il 18° vampiro è il primo volume di una trilogia horror di un autore italiano che ha pubblicato tra gli altri, anche il romanzo a tema zombie I vivi i morti e gli altri, ed in verità era questo il titolo che mi aveva attirato inizialmente, avendone sentito parlare bene da una youtuber che seguo e della quale apprezzo molto i gusti letterari, ovvero Pennylane.
Tuttavia ho deciso di cominciare a scoprire questo autore partendo da questo libro sia perché scritto prima rispetto all'altro e sia perché si trovava già in edizione economica, inoltre non avendo mai letto nulla sugli zombie, il tema vampiresco mi risultava più "familiare".
La storia raccontata nel romanzo si svolge in Italia, tra Modena e alcune altre località dell'Italia centrale, oltre ad una breve parentesi ambientata a Venezia.
Il protagonista Claudio è un quarantenne appassionato di boxe e di scacchi, afflitto da una depressione latente e che conduce una vita solitaria e senza progetti, fino al suo incontro con Giorgio, l'uomo che gli rivelerà qualcosa di sinistro ed inaspettato, ovvero l'esistenza dei vampiri.
Sentendosi un uomo che non ha niente da perdere, Claudio si unisce a Giorgio e ad altri nella caccia a queste creature setacciando giorno dopo giorno i luoghi più abbandonati e fatiscenti della città, dove i vampiri si rintanano indeboliti dalla luce del sole.
Quando però la minaccia rappresentata dalle creature della notte si fa più concreta e Giorgio viene ucciso, la compagnia dei cacciatori si sfalda finché a prendere in mano le redini della situazione non compare l'Amica, la fidanzata di Giorgio che ricomincia a reclutare e gestire le operazioni dei cacciatori di vampiri, grazie anche a misteriosi finanziamenti.
Claudio accetta di riprendere l'attività unendosi a nuovi compagni tra cui Vergy, un energumeno con un passato militare e Gabriele, un giovane appassionato di tecnologia.
Nonostante la scarsità di informazioni riguardanti al male che cercano di combattere e alla inadeguatezza dei mezzi e degli uomini a disposizione, il gruppo guidato dall'Amica decide di avventurarsi fino ad una piccola località di montagna dove pare essersi raccolta una numerosa e pericolosa comunità di vampiri e proprio durante questa infausta spedizione, i cacciatori faranno la conoscenza del 18° vampiro, una creatura spietata che ha già vissuto diciotto esistenze e regna indisturbato su innumerevoli vampiri.
Le conseguenze di questa spedizione saranno disastrose, non solo per il gruppo di Claudio, perché di lì a poco gli equilibri tra umani e vampiri si romperanno definitivamente e anche tutti coloro che fino ad allora avevano vissuto ignari della minaccia che si annidava per le strade di notte, si troveranno assediati da un esercito di vampiri.
Nonostante io non sia una cultrice del genere horror e non abbia quindi molti termini di paragone, posso affermare di aver apprezzato molto questo romanzo.
Innanzitutto la figura del vampiro in questo romanzo è molto diversa da quelle a cui i lettori sono abituati solitamente, non si tratta infatti né del vampiro civilizzato e ammaliante di molta narrativa moderna, ma neanche della creatura oscura ma in qualche modo affascinante alla Bram Stoker.
I vampiri di Vergnani sono creature corrotte nell'anima e nel corpo, sono capaci di ogni efferatezza quando la notte li vede aggirarsi per le strade nel pieno delle loro forze, mentre di giorno si nascondono come scarafaggi nei luoghi più bui e isolati. Quelli tra loro che non si nutrono regolarmente iniziano a decomporsi e ogni trauma o ferita deturpa il loro aspetto senza però diminuirne la pericolosità soprattutto di notte quando è praticamente impossibile ucciderli.
I personaggi sono ben caratterizzati, tanto che anche nella quasi totale assenza di descrizioni fisiche, il lettore riesce perfettamente ad immaginarsi l'aspetto, le movenze, persino la voce dei protagonisti e principalmente di Claudio e Vergy.
Il primo è un uomo deluso dalla vita e da sé stesso, perennemente in bilico tra depressione e desiderio di rivalsa, diviso tra il desiderio di una morte che cancelli amarezza, paura e dolore e la speranza che la vita possa avere ancora qualcosa di buono in serbo per lui.
Vergy invece è un uomo con un passato poco chiaro che ha partecipato ad attività militari più o meno lecite, appassionato di armi, privo di tatto e animato da uno spiccato senso dell'umorismo.
Nonostante le battute di spirito siano spesso grevi e abbondino le volgarità di ogni tipo, in generale non ne sono rimasta disturbata perché ogni parola è sempre contestualizzata e assegnata al personaggio giusto nel momento giusto, anzi l'ironia di Vergnani e alcune battute veramente azzeccate mi hanno fatto apprezzare ancora di più la narrazione.
Lo stile di Vergnani è estremamente scorrevole, ma non è mai sciatto, al contrario le numerose citazioni letterarie che inizialmente trovavo un po' fuori luogo in certi punti o perché pronunciate da certi personaggi, sono risultate utili per distogliere l'attenzione da certi passaggi particolarmente crudi o sgradevoli e fanno intuire anche la cura con cui il romanzo è stato scritto.
Un' altra caratteristica importante del libro è senza dubbio l'ambientazione, infatti vedere l'azione svolgersi in uno scenario più familiare, per le strade delle nostre città, in mezzo a cose che conosciamo bene e che vediamo e viviamo quotidianamente, permette al lettore di sentirsi ancora più in sintonia con i personaggi sia nei momenti di tensione e di pericolo, sia nei momenti in cui si può "tirare il fiato", cioè nei momenti di pausa e di quiete.
Come ho già detto non sono una cultrice del genere e quindi non posso giudicare la capacità di questo romanzo di impaurire o disturbare un lettore rispetto ad altri libri, tuttavia ritengo che più che paura, questo libro sia caratterizzato da una massiccia dose di tensione emotiva. 
Fin dall'inizio il lettore sa quale sia la minaccia da combattere e non mancano scene disturbanti e crude, ma l'autore è stato capace di porre l'attenzione su altre sensazioni come l'ansia che pervade i personaggi quando devono affrontare l'ignoto, la fatica, l' impotenza, la repulsione, ma anche su altri aspetti come la tenacia e un incosciente coraggio.
Inoltre è interessante l'uso dei due tempi della narrazione, infatti i ricordi del protagonista che ripercorrono l'inizio della sua attività come cacciatore e poi la spedizione del gruppo si intrecciano con i fatti vissuti dai personaggi a distanza di tempo da quell'evento e che poi si dipanano fino alla conclusione del libro.
Per concludere credo che leggerò altro di questo scrittore se ne avrò l'occasione perché ne sono rimasta piacevolmente colpita e non posso far altro che consigliare questa lettura a chi abbia il desiderio di leggere qualcosa di fuori dall'ordinario pur su un tema abusato come quello vampiresco.

VOTO: 8