lunedì 6 aprile 2015

IL LIBRO DEL GIORNO # PAROLE AVVELENATE DI MAITE CARRANZA

Bentrovati lettori di passaggio, oggi approfitto di un po' di tempo per parlarvi di una delle letture dello scorso mese di marzo. Mi scuso in anticipo se non  riuscirò ad evitare completamente gli spoilers, ma si tratta di un romanzo piuttosto breve in cui gli avvenimenti sono tutti importanti ed è difficile parlarne in modo chiaro senza fare qualche rivelazione. Comunque si tratta di un libro che consiglio sicuramente e spero di incuriosire qualcuno di voi riguardo questa lettura.

Titolo: Parole avvelenate
Autore: Maite Carranza
Editore: Atmosphere Libri
Traduttore: S. Cattaneo
Dati: data di pubblicazione 18/06/2013, pp. 240, 15€

Barbara Molina è scappata di casa a quindici anni lasciando Barcellona per raggiungere gli zii a Bilbao, ma dopo una drammatica telefonata alla madre, è scomparsa lasciando dietro di sé solo una borsa e tracce del suo sangue.
Sono passati ormai quattro anni, di lei non si hanno avuto più notizie e il suo corpo non è mai stato ritrovato, i principali indiziati non si sono mai traditi e  per la sua famiglia e i suoi amici è iniziato un calvario fatto di incertezza.
L'agente di polizia che si è occupato del caso sin dall'inizio, Lozano, è al suo ultimo giorno, dopodiché dovrà andare in pensione e lasciare al suo successore tutto il lavoro svolto incessantemente in quei quattro anni con la consapevolezza di aver fallito, di non aver ritrovato Barbara.
Proprio questo insopportabile pensiero di dover lasciare irrisolto un caso che lo ha così coinvolto, spingono Lozano ad un ultimo giorno di frenetiche ricerche, interrogatori, congetture e a ripercorrere l'intera vicenda in cerca di qualcosa di nuovo, di un indizio decisivo che dia la svolta al caso.
Capitolo dopo capitolo conosciamo tutti i protagonisti di questa tragedia, prima fra tutti proprio Barbara che in prima persona racconta episodi della sua vita, come e perché è scomparsa e cosa ne è stato di lei, mentre in terza persona sono raccontati i sentimenti e i pensieri della madre di Barbara, una donna annientata dal dolore e dal senso di colpa, che ha lasciato al marito le redini della propria vita e di tutto quanto concerne la ricerca della figlia, e quelli di Eva, che un tempo è stata la migliore amica della ragazza scomparsa.
Sarà proprio Eva a ricevere la telefonata più inaspettata, quella che in pochi secondi rimetterà in discussione tutte le conclusioni a cui la polizia e le persone coinvolte erano giunte dopo tutto quel tempo, dopodiché  gli eventi si susseguono rapidamente, intervallati dai ricordi e da nuove ipotesi. Nonostante l'impianto del romanzo sia quello di un giallo, il fulcro del libro non è tanto trovare il colpevole, quanto capire cosa e perché è successo, ricostruendo pezzo dopo pezzo la personalità di Barbara, la sua vita prima della scomparsa, in che modo si collocano nella vicenda la sua famiglia, gli zii, la sua amica del cuore, il suo ex fidanzato e l'insegnante preferito.
Da un certo punto della narrazione  in poi infatti è intuibile quale sia il segreto più inconfessabile e chi sia a custodirlo, di chi sia la colpa di tutto, e proprio per questo il lettore sente il bisogno di rallentare, di prendere le distanze da una lettura che diventa dolorosa e disturbante, di negare in un certo senso l'evidenza cercando un colpevole più adeguato, più "accettabile".
Ma questo ovviamente non è possibile e il libro volge al temine seguendo il ritmo cadenzato delle rivelazioni e del raggiungimento di una nuova consapevolezza da parte dei protagonisti.
Il merito dell'autrice sta, a mio avviso, non tanto nella costruzione del giallo, quanto nella ricostruzione volutamente ambigua della vicenda e dei suoi attori, soprattutto di Barbara, che è la vittima, ma che solo Lozano vede chiaramente come tale, infatti nei ricordi e nelle congetture di tutti gli altri, perfino in quelli della madre, c'è sempre un accenno stonato, una recriminazione, un dubbio, un giudizio negativo, il sospetto o l'aperta attribuzione di qualche colpa nei confronti di una ragazza che al tempo della scomparsa era poco più di una bambina. E Barbara, combattuta tra il desiderio di vivere e quello di liberarsi per sempre da un destino forse peggiore della morte, è l'immagine distorta, volutamente macchiata, di una vittima innocente.
L'autrice ha scritto questo romanzo pensando ad un pubblico giovane, utilizzando un linguaggio ed una struttura narrativa che nella loro semplicità permettono al lettore di entrare immediatamente nel cuore della vicenda, di non essere mai distratti dall'impianto investigativo e di comprendere facilmente, ma non per questo meno dolorosamente il messaggio che vi è alla base.
Concludo dicendo di essere rimasta turbata da questo libro, ma di certo non pentita di averlo letto; conoscevo già questa autrice di cui anni fa ho letto una trilogia per ragazzi, La guerra delle streghe, che mi aveva piacevolmente intrattenuta, e sono stata contenta di ritrovarla con questo romanzo così diverso.

VOTO: 7 e 1/2