mercoledì 2 dicembre 2015

LIBRI DEL MESE # Tre tonalità di rosa

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi è mercoledì, ma invece della consueta rubrica WWW Wednesdays ho pensato di proporvi un post dedicato ad alcune delle mie ultime letture, tre romanzi molto diversi fra loro, ma accomunati dal fatto di essere tre letture che potremmo definire molto femminili. Mi è sembrato interessante notare quante sfumature differenti si possano trovare nel generico insieme dei romanzi rosa, dove con questa definizione non si intende nello specifico la narrativa romance, ma tutta una serie di romanzi con protagoniste femminili che si muovono in ambienti e con finalità diverse e che raccontano vite e vicissitudini di donne rivolgendosi ad un pubblico principalmente femminile.
Iniziamo parlando di Amori non molto corrisposti di Barbara Pym, autrice inglese molto nota negli anni '50 e poi dimenticata per un lungo periodo e infine riscoperta qualche decina di anni dopo.


Autore: Barbara Pym
Editore: Astoria
Curatore: B. Mora
Dati: pp. 254, €17 cartaceo, €8,99 ebook.

La protagonista di questa storia è Dulcie, una donna semplice che lavora come compilatrice di indici e correttrice di bozze e vive da sola nella grande casa lasciatale dai genitori. Nonostante sia ancora giovane, dopo la rottura del fidanzamento con il volubile Maurice, Dulcie si sente già avviata verso un'esistenza da zitella e non si cura più di tanto né del suo aspetto né di coltivare relazioni sociali.
Durante un convegno sui mestieri dell'editoria fa la conoscenza di Viola, un'altra giovane donna indipendente e piuttosto eccentrica ai suoi occhi, innamorata del famoso studioso Alwyn Forbes, uno degli oratori ospiti del congresso. Anche Dulcie non può fare ameno di rimanere affascinata da quest'uomo bello e dall'allure intellettuale, nonostante la sua fama di marito fedifrago. 
Così una volta tornata a casa Dulcie inizia una sua personale indagine sulla vita di Alwyn e coinvolgerà anche Viola nelle sue ricerche, ma mentre quest'ultima perde sempre più l'interesse che nutriva per lui, il sentimento di Dulcie si trasforma da semplice infatuazione in un vero e proprio innamoramento. Peccato che Alwyn, in piena crisi di mezza età e fresco di separazione dalla moglie, si sia invaghito della giovanissima nipote di Dulcie.
Così tra un appostamento e un incontro casuale le vite dei personaggi si incrociano in diversi modi e scenari e i sentimenti degli uni per gli altri si accavallano e si ingarbugliano.
L'autrice è brava nell'orchestrare con grazia e ironia questa commedia degli equivoci e nel ritrarre i suoi personaggi sottolineandone le debolezze. Dulcie ci appare inizialmente come una donna un po' incolore, ma dotata di, forse troppa, curiosità e di uno spirito d'iniziativa insospettabile, mentre Alwyn si comporta  per tutta la durata del romanzo in modo assolutamente egoista, dimostrando vanità e d egocentrismo; tuttavia anche gli altri personaggi non sono da meno tanto che alla fine del romanzo non si può fare a meno di sorridere di certi difetti piuttosto che rimanerne indignati.
Il punto di forza del romanzo è sicuramente lo stile piacevolissimo dell'autrice, mentre ho trovato che la trama, seppur ben congegnata, non avesse realmente molto da dire. In sostanza ho trovato l'idea di fondo un po' troppo debole per rendere completamente apprezzabile il romanzo.

VOTO: 7-


Il secondo romanzo di cui vorrei parlarvi appartiene più nello specifico al genere Chick lit e mi è stato gentilmente inviato dall'autrice Chiara Santoianni, curatrice della collana "A cuor leggero" edita da Edizioni CentoAutori.


Autore: Chiara Santoianni
Editore: Edizioni CentoAutori
Dati: pp. 150, €7,50.

Protagonista del romanzo è Penelope, una giovane italiana trasferitasi da sei anni a Londra per studiare medicina insieme all'amica Gelsomina. In realtà però il suo sogno è diventare una scrittrice affermata e per questo ha lasciato l'università e si guadagna da vivere come barwoman in attesa di vedere finalmente i suoi lavori pubblicati. Quando però i genitori e la sorella informano Penny di essere in procinto di venie a Londra per assistere alla sua laurea, la sua vita finisce nel caos perché la ragazza si trova a d affrontare tutte insieme le bugie che ha accumulato negli anni ai danni della sua famiglia rimasta a Sorrento. Infatti, non solo non ha mai detto ai genitori di aver lasciato gli studi, ma ha anche fatto loro credere di essere felicemente e castamente fidanzata con un medico intenzionato a sposarla. L'unica possibilità per Penelope di uscire indenne da questa visita sembra quella di mettere su una elaborata messinscena in cui lei dovrà impersonare il ruolo della figlia perfetta, ma per la buona riuscita dell'impresa occorrerà tutta l'astuzia e la disponibilità delle sue migliori amiche Olivia e Gelsomina, un appartamento rimesso a nuovo e un finto fidanzato addestrato a dovere.
Inutile dire che nonostante gli sforzi non tutto è destinato ad andare per il verso giusto.
In questo caso più che sui sentimenti il romanzo si incentra sugli imprevisti e sulle situazioni comiche che le tre amiche si trovano ad affrontare per mettere in atto il loro piano e l'autrice ha utilizzato una buona dose di ironia e sarcasmo.
Inaspettatamente il personaggio che ho preferito è quello che sulla carta avrei pensato di non sopportare, ovvero Olivia, l'amica inglese ricca e un po' svampita che divide l'appartamento con le due ragazze italiane, mentre della protagonista ho apprezzato il lato un po' goffo tipico delle protagoniste dei Chick lit, ma non ho apprezzato quel velo di sufficienza con cui sembra trattare la famiglia e soprattutto il fatto che, nonostante si sia messa da sola in quella situazione e i suoi amici si facciano in quattro per aiutarla, trovi sempre qualcosa di cui lamentarsi.
Inoltre, dopo aver paventato per tutto il romanzo, l'ipotetica reazione dei genitori di fronte alla reale vita della figlia, avrei voluto vedere una reazione un po' più energica da parte loro, mentre invece mi è sembrato che tutto si risolvesse troppo facilmente.
La lettura è stata comunque piacevole e mi ha intrattenuta durante un paio di giorni di febbre, quindi non posso che ringraziare ulteriormente l'autrice.

VOTO: 7-

Ultimo libro di cui vi parlerò brevemente è invece ambientato nel mondo della medicina legale e unisce quindi l'ironia e le venature rosa del Chick lit con gli scenari e le dinamiche del romanzo giallo.


Titolo: L'allieva
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Edizioni Tea
Dati: pp. 347, €12.

Alice Allevi è una specializzanda in medicina legale che ama il suo lavoro, ma che spesso sente di non essere ricambiata, infatti ogni giorno viene redarguita e bistrattata dai suoi superiori dell'Istituto che le rimproverano di essere eccessivamente sbadata e a volte goffa. E Alice è davvero così e nonostante la passione e gli sforzi a volte non può fare ameno di combinare qualche disastro.
Una sera però il suo collega e mentore Claudio, la porta con sé sulla scena di un delitto e lì Alice scopre che il cadavere rinvenuto è quella di Giulia, una giovane e bellissima ragazza incontrata per caso qualche giorno prima. Turbata dalla triste coincidenza e affascinata dalla famiglia di Giulia, in particolar modo dalla sorella di lei, Bianca, Alice si lascia coinvolgere sempre più dal mistero che avvolge quella morte e cerca con ogni mezzo di dimostrare che si è trattato di un delitto, anche a costo di inimicarsi superiori e colleghi e di infrangere la legge.
Mentre la vita lavorativa di Alice si complica inesorabilmente, la vita privata popolata da amiche fidate si arricchisce della conoscenza con Arthur, giornalista bello e giramondo che in breve conquista un posto speciale nel suo cuore, nonostante l'attrazione che Alice prova per il brillante e arrogante Claudio. La trama gialla è piuttosto semplice e non è difficile fin dalla metà del romanzo individuare di chi diffidare per quanto riguarda la risoluzione del delitto, inoltre il finale sotto questo aspetto non è stato del tutto soddisfacente, tuttavia ho letto questo libro con piacere, gustandomi le vicende tragicomiche della protagonista e apprezzando i risvolti più romantici della storia. Non nego che a volte ho trovato Alice un po' petulante e un po' troppo pronta a ficcarsi continuamente in guai sempre più grandi per poi piangersi addosso, ma ne ho apprezzato anche l'intraprendenza. Inizialmente nutrivo dei dubbi riguardo questa lettura, anche per come era stata presentata con tanto di paragoni probabilmente fuori luogo, ma letto per quello che è in realtà, un romanzo leggero, una commedia che mescola ironia, sentimento e un pizzico di giallo, io l'ho trovato assolutamente gradevole.
VOTO: 7

Concludo qui con i miei sproloqui pseudo letterari e vi chiedo di farmi sapere se avete letto questi libri e quali sono le vostri opinioni a riguardo.
Come sempre per opinioni, domande o consigli non avete da fare altro che lasciare un messaggio qui sotto. Alla prossima!