giovedì 17 novembre 2016

Il libro del giorno # Il seggio vacante di J.K. Rowling

Ben ritrovati lettori di passaggio! A tenermi lontana dal blog ci si è messa pure l'influenza, ma spero che abbiate pazientato e che vi faccia piacere rileggere le mie chiacchiere riguardo le mie letture.
Oggi vi vorrei parlare brevemente di un  romanzo verso il quale avevo dei preconcetti che sono stati praticamente ribaltati dalla effettiva lettura.


Titolo: Il seggio vacante
Autore: J.K. Rowling
Editore: Salani
Traduttore: S. Piraccini
Dati: pp. 553, €12.90

Il libro in questione è Il seggio vacante di J.K. Rowling, prima fatica dell'autrice dopo il grande successo di Harry Potter e che non ha niente a che fare con la celebre saga. All'uscita questo romanzo ha suscitato molta curiosità, ma gran parte dei lettori non sembrava esserne rimasta soddisfatta. Il motivo principale sarebbe stata la lentezza della narrazione, motivo per il quale anche io ho aspettato tanto prima di cimentarmi nella lettura.
In tutta onestà, dopo le prime cinquanta pagine, la mia determinazione nel leggere finalmente questo libro che stazionava ormai da tre anni nella mia libreria, ha vacillato e ho pensato che evidentemente tutte le opinioni negative che avevo sentito non erano del tutto infondate. Infatti mi sono lasciata scoraggiare dalla moltitudine di personaggi e dalla iniziale difficoltà a ricordare nomi e relazioni tra gli uni e gli altri. Per fortuna sono andata avanti e non potrei essere più felice di averlo fatto perché pagina dopo pagina sono stata completamente risucchiata dalle vicende di Pagford e dei suoi abitanti.
L'apparente tranquillità di questo grazioso villaggio inglese è incrinata dalla improvvisa morte di uno dei consiglieri comunali. Da questo deriva il seggio vacante del titolo e da il via ad una catena di eventi che travolgono come una valanga parte degli abitanti. Il consiglio infatti è spaccato su due fronti a causa dei Fields, una zona periferica abitata perlopiù da tossicodipendenti e disoccupati e dalle loro famiglie a metà strada tra Pagford e la cittadina di Yarvil. Parte del consiglio, guidata da Howard Mollison, spinge affinché Pagford si liberi dell'onere di occuparsi dei Fields, impedendo così ai ragazzi della zona di frequentare le scuole del villaggio; l'altra parte guidata da Faibrother è invece fermamente decisa a tenere i Fields nei confini di Pagford e a dare la speranza di un futuro migliore a quei ragazzi, proprio come è successo allo stesso Barry che, dopo un'infanzia misera è diventato prima uno studente modello e poi un affermato professionista. La necessità di sostituire Faibrother all'interno del consiglio, scatena la lotta tra le due fazioni per accaparrarsi il seggio e avere la possibilità di far pendere l'ago della bilancia dalla parte desiderata.
Ad agitare le acque però non ci sono solo questioni amministrative, infatti molte famiglie di Pagford, sotto una patina di decoro e rispettabilità, nascondono la vera natura dei loro componenti, un variegato campione di esseri umani guidati dall'ambizione, sopraffatti dall'insoddisfazione, accecati dall'ira, o gravati da incoffessabili segreti. Anche i giovani sembrano dibattersi in una lotta continua tra di loro, ma soprattutto con il mondo degli adulti rappresentato da genitori distratti, spesso ostili, pavidi, inaffidabili e anche violenti. Con un tono tra farsa e tragedia l'autrice dipinge un quadro particolareggiato di una cittadina immaginaria, ma che il lettore finisce per sentire ben presto reale e tratteggia ritratti incisivi di tutti i personaggi, mettendone in evidenza soprattutto le mancanze e i difetti, tanto che si arriva a pensare che non ci sia un solo personaggio positivo in tutto il villaggio, che le buone intenzioni e la solidarietà siano state tutte seppellite inseme a Barry Faibrother. 
Perfino i ragazzi, costantemente vittime dell'incapacità e della crudeltà degli adulti non esitano a sferrare colpi bassi pur di danneggiare e di ferire, dando così fuoco alla miccia che rischia di far esplodere Pagford come una polveriera.  
Un consiglio che posso dare da lettrice è quindi quello di non lasciarsi abbattere dall'iniziale confusione e di continuare la lettura, perché ben presto si viene ripagati con un romanzo intenso e travolgente.

VOTO: 8 e 1/2