sabato 21 gennaio 2017

Il libro del giorno # La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi approfitto di un po' di tempo libero per parlarvi di una delle mie letture più recenti e si tratta di quello che può ormai essere considerato un classico della narrativa per ragazzi.
 Con questo titolo inauguro (finalmente) la mia partecipazione alla Challenge di lettura 2017 La ruota delle letture:
- Leggi un libro con la copertina prevalentemente verde.


Titolo: La fabbrica di cioccolato
Autore: Roald Dahl
Editore: Salani
Traduttore: R. Duranti
Dati: pp. 200, €8.50

Sinossi: Soltanto per il suo compleanno Charlie riceve UNA tavoletta di cioccolato. Per tutto il resto dell'anno la famiglia mangia cavolo a pranzo e a cena. Che tortura quindi per lui passare ogni giorno davanti alla grandiosa Fabbrica di Cioccolato Wonka! Ma un giorno viene diramato un avviso: chi troverà una delle cinque tavolette di cioccolato avvolte in carta d'oro riceverà una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della sua vita. I fortunati saranno un grasso ghiottone, la detentrice del record di masticatrice di gomme, la viziatissima Veruca, il teledipendente Mike Tivù e... Charlie. Uno di essi rimarrà padrone della fabbrica e potrà brucare a sazietà i prati di zucchero, pattinare sulla granatina di limone e fare il bagno sotto una schiumante cascata di cioccolato.

Forse chi segue il blog da un po' di tempo sa che da bambina non ho mai avuto occasione di leggere Roald Dahl, non so nemmeno se la cosa è dipesa dall'opportunità o dal fatto che fossi attratta più da altri generi di letture, fatto sta che ho conosciuto questo autore solo come la firma che stava dietro ai racconti che avevano ispirato tanti film e solo un paio di anni fa mi sono decisa a intraprendere la lettura di alcuni dei suoi lavori. Ho cominciato con la storia che mi era più familiare, Matilde, passando poi a Le streghe e Gli Sporcelli e ad alcuni racconti e all'inizio di questo nuovo anno ho pensato che fosse arrivato il momento di leggere anche La fabbrica di cioccolato che è certamente uno dei più famosi e per questo non mi soffermerò neppure sulla trama, ma solo su quelle che sono state le mie impressioni.
La prima cosa che mi è stata chiara fin dai primi capitoli della lettura è che questo, per me, è stato uno di quei casi in cui ho avuto la certezza, da lettrice, che se avessi letto questa storia anni fa, da ragazzina, l'avrei apprezzata sicuramente di più, ciò non toglie che la storia mi sia comunque piaciuta.
Ci sono però alcune cose che hanno, in un certo senso, inquinato il mio giudizio a riguardo.
Innanzitutto avevo già visto entrambi i film che ne sono stati tratti, sia quello con Gene Wilder del 1971, che ritengo più riuscito, sia quello più recente con Johnny Deep e questa visione ha ovviamente diminuito l'effetto sorpresa che dovrebbe meravigliare un lettore di fronte alla sfrenata fantasia e alle bizzarre trovate ideate da Roald Dahl, ma soprattutto, nel mio caso ha lasciato un leggero pregiudizio verso uno dei protagonisti, Willy Wonka. So che si tratta di una questione puramente soggettiva, ma quando ho visto la prima versione del film, da bambina, questo personaggio, per la sua eccentricità e per una certa noncuranza nei modi, mi aveva fatto una brutta impressione e questa irrazionale diffidenza verso il Willy Wonka cinematografico è rimasta intatta anche dopo la visione del film più recente e si è irrimediabilmente trasferita anche al personaggio su carta. Pur non essendo quindi una grande fan del mago del cioccolato, non ho potuto non apprezzare la capacità inventiva dell'autore nel creare un mondo assolutamente realistico in cui i problemi, come la povertà in cui si trova a vivere la famiglia di Charlie, la mancanza di lavoro, di valori, di comunicazione, sono problemi che conosciamo bene anche oggi, ma dentro a questa realtà ha progettato un luogo che fugge da ogni regola, la fabbrica di cioccolato che nasconde strabilianti invenzioni dietro ogni porta e che l'autore ci mostra in tutta la sua lussureggiante eccentricità incollando il lettore alla pagina come di fronte ad uno spettacolo di fuochi d'artificio. L'altra cosa che non mi ha convinta del tutto e che è sempre dovuta al fatto di essere forse troppo adulta per apprezzarla appieno è la scrittura dell'autore, non tanto lo stile, quanto quella vena di divertita malignità con cui l'autore sbeffeggia i piccoli protagonisti, viziati, ingordi, maleducati e prepotenti, tutti destinati a subire una sorta di contrappasso ideato apposta per correggere i loro vizi, uno spirito che i bambini sono più capaci degli adulti di capire e condividere. Tra gli aspetti positivi invece non posso non menzionare gli Umpa-Lumpa e i oro interventi musicali, ma anche il personaggio di nonno Joe, vitale come un ragazzino, ma soprattutto genuinamente capace di meravigliarsi e di entusiasmarsi come e più dei bambini.
Un altro degli aspetti che ho apprezzato maggiormente poi è il messaggio di Dahl in difesa della lettura e dell'importanza che questa potrebbe e dovrebbe ricoprire nella vita dei ragazzi.
In definitiva, anche se per motivi assolutamente soggettivi non mi sento di dare il massimo dei voti a questo libro e continuo a preferire Le Streghe tra i titoli di Dahl che ho letto, non posso che consigliarne la lettura lasciarvi alle vostre considerazioni con alcune strofe di una delle canzoni dei misteriosi Umpa-Lumpa:

C'era una volta una grande avventura:
la consuetudine alla lettura!
Pieni di libri i comodini,
scaffali, tavoli e anche lettini!
Tutti leggevano e il tempo volava,
e con il tempo la mente viaggiava:
storie di draghi, regine e pirati,
di navi e tesori ben sotterrati;
deserti, giungle e fitte foreste,
cannibali e indios a caccia di teste.
Paesi strani e luoghi mai visti,
malvagi, eroi, tipi buffi o tristi:
di spazio pei sogni ce n'era a iosa,
leggere era un'attività meravigliosa!

VOTO: 8-