lunedì 30 gennaio 2017

Le saghe e le serie che non ho intenzione di continuare #1


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi ne L'angolo della Libraia vorrei parlarvi di un argomento che immagino accomuni molti lettori, soprattutto da qualche anno a questa parte, cioè da quando trovare un libro auto conclusivo, specialmente in alcuni generi letterari, è diventata una vera impresa.
Il tema di oggi infatti riguarda tutte le saghe e le serie letterarie che non ho intenzione di continuare, non quelle la cui pubblicazione sia stata interrotta in Italia e che quindi mi trovo nell'impossibilità di continuare (e so quanto l'argomento "serie interrotte" stia a cuore ai lettori!), ma solo quelle che, dopo aver letto il primo o alcuni volumi, ho deciso in piena coscienza di abbandonare.

SERIE PER RAGAZZI/FANTASY/URBAN FANTASY/YOUNG ADULT







  • The Familiars di Alan Jay Epstein e Andrew Jacobson, una serie fantasy per ragazzi che ha per protagonisti tre animali, un gatto, una rana e una ghiandaia dotati di poteri magici che usano per proteggere ed aiutare i loro giovano padroni apprendisti maghi. La serie è composta di quattro volumi tutti pubblicati in Italia da Newton Compton, Io mi sono limitata a leggere il primo e nonostante l'idea di base fosse carina, ho trovato la narrazione piuttosto piatta, senza momenti di particolare interesse o personaggi incisivi.
  • Sherlock, Lupin & Io di Irene Adler, una serie dedicata ai più giovani in cui i tre personaggi letterari sono immaginati come un terzetto di ragazzini molto brillanti e molto uniti, impegnati a risolvere sempre qualche mistero. Ho letto solo il primo volume, Il trio della dama nera e ho trovato che fosse carino, abbastanza originale e molto curato nell'edizione, ma il fatto che sia rivolto ad un pubblico di ragazzi molto giovani si sente troppo, a mio avviso, per essere  apprezzato pienamente da un lettore adulto. Inoltre il fatto che i volumi pubblicati siano ad oggi tredici, mi ha fatto decidere di non proseguire la serie.
  • Everlost di Neal Shusterman è la storia di due adolescenti che in seguito ad un incidente si ritrovano in una sorta di limbo popolato esclusivamente da ragazzi bloccati  a metà tra la vita e la morte e in cui vigono precise regole. Letto ormai parecchi anni fa, conservo un buon ricordo di questo libro, tuttavia lo avevo comprato pensando che si trattasse di un volume unico mentre si tratta di una trilogia, il cui secondo volume è stato pubblicato in Italia dopo quattro o cinque anni rispetto al primo, mentre del terzo volume non si hanno notizie. In questo caso il mio interesse per la vicenda è andato ormai perso e ho deciso di non recuperare il secondo volume.
  • Tutte le domande sbagliate di Lemony Snicket è una quadrilogia di cui attualmente in Italia sono stati pubblicati i primi due volumi. Io ho letto solamente il primo, Chi sarà mai a quest'ora? e ammetto di aver apprezzato più l'edizione della Salani, illustrata e molto curata nei dettagli, rispetto alla storia che ho trovato un po' confusa e poco avvincente.
  • I Canti delle terre divise di Francesco Gungui è invece una trilogia di stampo distopico la cui struttura è ispirata alla Divina Commedia di Dante. Anche in questo caso ho letto solo il primo volume, Inferno, e pur trovandola una lettura godibile, non mi ha colpita al punto di voler proseguire con i volumi successivi, soprattutto a causa di una caratterizzazione dei personaggi un po' debole e di una storia d'amore tra i protagonisti veramente improbabile.
  • A fine 2016 ho letto Hania. Il regno delle tigri bianche di Silvana De mari, prequel della trilogia iniziata con Hania. Il cavaliere di luce e giunta già al secondo volume. Avevo già avuto modo di apprezzare lo stile e le storie dell'autrice leggendo la serie de L'ultimo Elfo e anche questo nuovo racconto mi è piaciuto molto, tuttavia adesso sono costretta ad aprire una parentesi un po' delicata, cosa che non faccio mai nei miei post. Per chi non lo sapesse l'autrice è anche medico e psicologa e ha lavorato per un certo tempo in Africa e nei suoi libri si incontrano molti temi come la povertà, la violenza sule donne, la guerra, il razzismo, che nonostante l'ambientazione Fantasy fanno pensare a quanto accade spesso in certi paesi. Ciò che non sapevo è che l'autrice abbia idee radicate su altri argomenti in particolare l'omosessualità, di cui ha parlato ultimamente in diverse interviste, esprimendo pareri e convinzioni che io trovo inaccettabili. Per quanto di solito non mi interessi mai alla vita privata degli autori e alle loro opinioni su temi che non abbiano a che fare con la letteratura, in questo caso ho letto frasi in suddette interviste che reputo discriminatorie, anacronistiche e irragionevoli. Per questo, con dispiacere, ho deciso di non comprare più libri di questa autrice.
  • Il figlio del vampiro di Heater Brewer è invece i primo volume di quella che dovrebbe essere una pentalogia, di cui però in Italia sono stati pubblicato solo i primi tre volumi e che ho trovato senza infamia e senza lode, una storia talmente leggera da avermi lasciato solo una vago ricordo e nessuna voglia di continuare la serie.
  • Buio di Elena P. Melodia è il primo volume della trilogia urban fantsy My Land, uscita ormai parecchi anni fa e di cui conservo un pessimo ricordo: una protagonista irritante con amiche altrettanto irritanti, una storia confusa e uno stile di scrittura fiorito pieno di metafore assurde.
  • Della serie con protagonista Sookie Steakhouse ideata da Charlaine Harris ho invece letto i primi due volumi, Finché non cala il buio e Morti viventi a Dallas e posso dire di essere contenta di averli presi in prestito perché onestamente ho preferito di gran lunga la serie tv che ne è stata tratta, almeno per quanto riguarda le prime due serie.
  • So che molto lettori amano questa autrice e le sue saghe, ma Obsidian di Jennifer l. Armentrout a  me non è piaciuto affatto. Non ho apprezzato la protagonista femminile, ho detestato il protagonista maschile, ho trovato che la trama facesse acqua da tutte le parti, che fosse prevedibile e poco originale e anche lo stile dell'autrice non mi è sembrato particolarmente memorabile. Insomma sono ben lontana dal voler recuperare gli altri volumi di questa serie.
  • Oltre i limiti di Katie Mc Garry invece è uno young adult che ho trovato carino, non una lettura sconvolgente, ma neanche una di quelle storie sciocche, irritanti e diseducative che riscuotono successo per misteriose ragioni. Quando ho visto che era stato pubblicato un seguito però ho deciso che il finale del primo volume, per me, chiudeva bene la storia e ho deciso di non recuperarlo. 
  • Infine una altra trilogia distopica di cui in Italia sono stati pubblicati due volumi. Quando ho letto L'angelo caduto di Susan Ee ne sono rimasta piacevolmente colpita, nonostante la trama non del tutto lineare, ma il fatto che il seguito sia stato pubblicato a distanza di anni  e che del terzo volume si siano perse le tracce, mi ha fatto completamente perdere interesse verso la storia.
Bene, queste sono le mie saghe e serie abbandonate per quanto riguarda la narrativa per ragazzi, il fantasy, l'urban fantasy e lo young adult. In un prossimo post invece vi parlerò delle serie di narrativa o altri generi che non ho intenzione di proseguire.
Fatemi sapere cosa ne pensate delle mie scelte e quali sono le serie che avete abbandonato voi.