venerdì 1 settembre 2017

Wrap Up dell'estate # Parte 1

Buon primo settembre lettori di passaggio! Da oggi il blog torna ad essere pienamente attivo e spero in futuro di avere il tempo e la voglia di essere più presente. La fine di agosto e l'abbassamento, anche se sensibile,delle temperature mi fanno sentire piena di nuove energie, visto che non ho mai sofferto il caldo come questa estate, ma finalmente (almeno per me ovviamente) ci stiamo avviando verso l'autunno e quindi ho pensato di proporvi un breve riassunto delle mie letture estive. Premetto che non sono state molte e neanche particolarmente memorabili, ma sono comunque contenta di poterne parlare con voi e di sentire che cosa ne penserete!


Durante i mesi scorsi ho letto due volumi che fanno parte della serie di romanzi de La Signora in giallo scritti da Donald Bain e ispirati al personaggio di Jessica Fletcher, la scrittrice di gialli, investigatrice per passione, della famosa serie tv di cui ero appassionata da ragazzina. Ammetto di essere sempre stata scettica riguardo la qualità di questi gialli e invece mi sono dovuta ricredere perché Donald Bain, non solo se la cava molto bene nel costruire trame e nel caratterizzare i personaggi, ma è anche molto bravo nel rendere atmosfere e ambientazioni, cosa che ho potuto apprezzare soprattutto nel primo volume ambientato alle Hawaii. Nel secondo invece ci troviamo a Cabot Cove, la cittadina del Maine in cui Jessica vive da sempre e dove pagina dopo pagina si incontrano molti personaggi che ricordavo apparsi nelle puntate del telefilm, dal Dottor Hazlitt, allo sceriffo, dalla parrucchiera Loretta all'agente immobiliare Eve Simpson. Tuttavia in questo secondo romanzo incentrato su due delitti, forse collegati, uno avvenuto anni prima e uno che si verifica durante le riprese di un film tratto da un romanzo di Jessica, sono rimasta un pochino delusa dalla risoluzione dei misteri, che ho trovato un po' prevedibile. 
Omicidio alle Hawaii si aggiudica quindi un 7 pieno, mentre a Primo piano per un delitto assegnerei un voto leggermente più basso e quindi un 7-.



Dopo aver letto Carry on di Rainbow Rowell di cui vi ho parlato qui, ho pensato di sfoltire un po' la mia raccolta di ebooks ancora da leggere di genere young adult e ho letto L'universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven e Il mio cuore e altri buchi neri di Jasmine Warga
Il primo è stata una lettura molto carina, soprattutto grazie alla caratterizzazione della protagonista Libby, una ragazza con problemi di obesità, ma con un carattere forte e una vitalità che mi hanno trasmesso ottimismo e mi hanno fatto provare subito simpatia per lei. Meno riuscito, secondo me il personaggio di Jack, il ragazzo bello e popolare, ma affetto da un raro disturbo che gli impedisce di riconoscere i volti della gente. Onestamente ho trovato poco credibile che nessuno, né i genitori, né gli amici, né gli insegnanti abbiano potuto non notare qualcosa di strano, tanto meno che un bambino e poi un ragazzino sia riuscito a convivere con un disturbo del genere senza mai chiedere spiegazioni o cercare aiuto, soprattutto visto che la malattia del protagonista non è congenita, ma causata da un incidente avvenuto quando Jack aveva sei anni. Ho apprezzato anche l'evoluzione del rapporto tra i due nonostante la svolta romantica risulti forse un po' affrettata.
L'autrice affronta tematiche importanti, anche difficili, con leggerezza e con sguardo tenero verso i suoi personaggi, forse in un ottica fin troppo rosea, ma ho comunque assegnato a questo romanzo un 7 pieno. 
Il secondo romanzo invece è stata una delusione, soprattutto perché ne avevo letto buone recensioni. La storia è narrata dal punto di vista di Aysel, una ragazza di 17 anni il cui padre è in prigione per aver commesso qualcosa di estremamente grave, probabilmente in conseguenza dei suoi disturbi mentali. Additata a scuola, emarginata in quanto figlia di un pericoloso squilibrato, Aysel cade in depressione soprattutto per la paura di poter diventare un giorno come suo padre, quindi decide di togliersi la vita e su un forum di aspiranti suicidi contatta un ragazzo con i suoi stessi propositi, un compagno di suicidio con cui trovare la forza di andare fino in fondo. Nonostante le premesse per una lettura interessante ci fossero, ho trovato il romanzo estremamente debole. L'autrice racconta la storia dal punto di vista della protagonista, permettendo al lettore di avere accesso diretto alle sue emozioni e ai suoi pensieri, ma questo non è riuscito minimamente a toccarmi. Ripetere quasi in ogni pagina di sentire un buco nero dentro di sé che ingoia ogni possibile felicità, di temere di avere lo stesso male oscuro del padre e quindi di poter diventare un pericolo per gli altri non è abbastanza per esprimere veramente la disperazione in cui un adolescente può cadere per pensare di togliersi la vita. Sicuramente si capisce come Aysel si senta sola, emarginata e demoralizzata, ma io non ho mai temuto per lei, non ho mai pensato che potesse davvero suicidarsi. Paradossalmente sono entrata più in contatto con il dolore del protagonista maschile che ci viene descritto solo attraverso gli occhi di Aysel. L'idea poteva essere buona, ma a mio parere l'autrice non ha saputo svilupparla soprattutto a causa di evidenti limiti stilistici e della superficialità con cui è descritta l'introspezione della protagonista. Il mio voto in questo caso è un 6 stiracchiato.

Questo è tutto per la prima parte del wrap up delle mie letture estive. Al prossimo post con le mie opinioni sugli altri libri letti nei mesi scorsi!