domenica 17 giugno 2018

Il libro del giorno # Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli


Titolo: Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli
Autrice: Chiara Moscardelli
Editore: Giunti
Dati: pp. 320, €14.90, ebook €8.99.

Teresa Papavero, quarantenne single resa diffidente e insicura dall'abbandono della madre quando era bambina e vissuta all'ombra del padre, celebre psichiatra, perduto in modo alquanto inaspettato il lavoro in un call center, decide di tornare a Strangolagalli, paese alle porte di Roma in cui ha vissuto da bambina e qui, con l'aiuto dell'amica d'infanzia Luigia, ha trasformato la casa di famiglia in un B&B. Durante un appuntamento con un ragazzo conosciuto in un sito di incontri, quella che doveva essere una serata romantica, prende tutt'altra piega quando Paolo, il suo accompagnatore, finisce giù dal terrazzo, mentre lei è in bagno. Un avvenimento assolutamente inaudito a Strangolagalli che allerta non sono il maresciallo locale, ma richiama nella cittadina anche il poliziotto Serra. 
A complicare ulteriormente la vicenda ci pensa un'ospite del B&B che pensa bene di sparire senza lasciare traccia, così che in paese arriva persino la televisione, nelle fattezze di Corrado, inviato del famoso programma Dove sei? e vecchia conoscenza di Teresa.
Non avevo mai letto nulla dell'autrice, ma fin dalle prime pagine ci si rende conto che, a dispetto della trama, siamo di fronte più ad una commedia che ad un vero e proprio giallo, infatti il libro ruota tutto attorno al personaggio di Teresa e alla contrapposizione tra le sue capacità deduttive e mnemoniche, che nonostante gli studi, non si sono mai concretizzate in un vero e proprio lavoro e la sua indole estremamente insicura che spesso induce gli altri, compreso suo padre, a ritenerla una scema. L'innata curiosità di Teresa e la sua propensione alle indagini, unite ad una certa goffaggine e ad uno stile molto personale in fatto di abbigliamento, spingono sia il Maresciallo Lamonica, sia il poliziotto Serra, a considerarla semplicemente una zitella impicciona, ma la sua tenacia e una certa dose di incoscienza le permetteranno di ottenere dei risultati sbalorditivi e di accrescere la considerazione che i suoi compaesani hanno di lei. I personaggi come il sindaco, sua figlia Irma, la Signora Marisa, la bibliotecaria Antonia o il macellaio Floriano, rappresentano delle vivaci note di colore e dei momenti di pura comicità, ma trasmettono anche un senso di appartenenza e di coesione tipico dei piccoli centri, in cui gli abitanti uniscono le forze intorno agli obbiettivi comuni, che sia la sagra del paese, come il ritrovamento di una persona scomparsa. Compartecipazione che forse era più frequente un tempo, ma che ritrovare nei romanzi regala sempre una certa calorosa nostalgia.
Per quanto riguarda i due uomini, che a modo loro, si contendono le attenzioni di Teresa, nessuno dei due mi ha convinta più di tanto, in particolar modo Serra, che ha senza dubbio un ruolo più importante nella risoluzione del giallo e nel romanzo in generale, è un personaggio un po' troppo stereotipato sulla figura del macho che ottiene sempre quello che vuole. Ho apprezzato invece la protagonista, i suoi modi diretti, la sua imbarazzante sincerità e la sua capacità di non prendersi troppo sul serio, ma soprattutto il fatto che, nonostante l'eccessiva insicurezza e qualche lamentela di troppo, abbia capito che per sentirsi realizzati non contano solo i traguardi raggiunti, ma anche capire quale è il proprio posto nel mondo e dove sia quel posto in cui le nostre qualità possono essere sfruttate al meglio. Per quanto riguarda la trama invece, mentre la prima parte scorre via rapidamente, l'ultima parte del romanzo risulta, a mio parere, un po' appesantita dal complicarsi dell'intreccio riguardante la morte di Paolo e da certe situazioni che ho trovato ben poco credibili.
Il finale della storia, benché porti alla risoluzione di tutti i misteri che hanno avuto luogo a Strangolagalli, lascia la porta aperta da ulteriori sviluppi nella vita lavorativa e sentimentale di Teresa, e non svelano nulla riguardo alla sparizione di sua madre, quindi chissà che questa non sia solo la prima di una serie di indagini della signorina Papavero.
Nel complesso un romanzo giallo che contiene una buona dose di umorismo e una spruzzata di romance perfetto da leggere sotto l'ombrellone.

VOTO: 7+

lunedì 11 giugno 2018

Sul comodino della Libraia # 8


Buon lunedì lettori di passaggio, oggi voglio sfidare il caldo infernale che si è abbattuto dalle mie parti proponendovi il post riassuntivo delle mie recenti e attuali letture.

LE MIE LETTURE RECENTI



A maggio, tra le altre cose, ho cercato di "smaltire" alcuni ebook che avevo nella mia libreria digitale da parecchio tempo e, invogliata anche dall'imminente uscita del film, ho letto Non so chi sei ma io sono qui di Becky Albertalli, recentemente ripubblicato con il titolo Tuo, Simon. Come sicuramente saprete si tratta di un romanzo a tematica Lgbt destinato ad un pubblico young adult, che mi è piaciuto nonostante mi aspettassi qualcosa di più. Ho apprezzato che il protagonista, Simon, sia un ragazzo assolutamente normale, con una famiglia presente e dei buoni amici, e che non ci sia nel libro quell'eccesso di dramma che spesso caratterizza i romanzi di questo genere e ho apprezzato la riflessione sul coming out e su ciò che questo comporta, tuttavia l'identità del misterioso Blu si intuisce praticamente subito e in generale al romanzo, a mio parere, manca un po' di mordente. Quindi se dovessi assegnare un voto, darei un bel 7+.
Ho poi recuperato La scatola nera di Jennifer Egan, un libriccino che all'uscita suscitò parecchia curiosità per il fatto di essere composto esclusivamente da frasi non più lunghe di 140 caratteri. 
Si tratta di un racconto di spionaggio che ruota attorno a elementi di tecnologia futuristica, il tutto in formato Twitter, ma al di là dell'esercizio di stile non l'ho trovato particolarmente degno di nota, quindi lo valuterei poco sopra la sufficienza assegnandogli un 6+.
Dopo lunga esitazione mi sono poi decisa ad iniziare Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket e ho letto il primo volume, Un infausto inizio. La serie è famosissima, ma io ne sapevo davvero poco visto che non ho mai visto né il film né la serie tv che ne sono stati tratti. Anche in questo caso devo dire che forse mi aspettavo qualcosa in più, magari un po' più di ironia visto anche il target di lettori a cui la serie si riferisce. Ho invece apprezzato molto la figura del Conte Olaf, che mi è sembrato un cattivo davvero inquietante e ben riuscito. Voto 7.
Infine ho appena terminato di leggere Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli, un romanzo a metà strada tra la commedia rosa e il giallo che mi ha divertita e intrattenuta, anche se forse si è un po' smontato nella parte finale. Di questo romanzo cercherò di parlarvi più nello specifico in un prossimo post, comunque gli ho assegnato un bel 7 e 1/2.

LE LETTURE SUL COMODINO


Attualmente ho in lettura il secondo volume di Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket, La stanza delle serpi e un romanzo di Andrea Vitali che avevo preso in prestito, Di Ilde ce n'è una sola, ma in entrambi i casi sono ancora alle prime pagine e quindi è decisamente troppo presto per esprimere un qualsiasi giudizio.

Come sempre fatemi sapere se avete letto questi libri o se vi interessano e quali sono le vostre letture del momento!

giovedì 31 maggio 2018

Caro libro perché ti ho abbandonato


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi di un argomento di cui volevo discutere con voi già da un po', ovvero abbandonare o meno un libro in lettura e perché.
Dovete sapere che quando io leggo un libro, un qualsiasi libro, io leggo tutto, ma proprio tutto: prefazione, postfazione, seconda e quarta di copertina, biografia dell'autore, note e pure i  ringraziamenti. Non salterei mai una pagina, ma neppure una semplice riga. Non riuscirei a pensare di aver letto un libro saltellando parole qua e là o tralasciando altri contenuti presenti nel volume e questo è uno dei motivi che fanno di me una lettrice piuttosto lenta. Probabilmente è un comportamento un po' maniacale, ma è così che io mi approccio alla lettura. Di conseguenza, visto che i libri da leggere sono tanti e il tempo è sempre poco, quando una lettura non mi piace, mi annoia o non riesce a catturare la mia attenzione preferisco abbandonarla e passare ad altro. In media questo capita almeno quattro o cinque volte l'anno, sia con volumi appena iniziati sia a lettura abbastanza avanzata e oggi vi vorrei parlare di alcuni dei libri più conosciuti che ho abbandonato negli ultimi anni e dei motivi per cui li ho abbandonati.

LA STRANIERA DI DIANA GABALDON
La trama:
Nel 1945 Claire Randall, un'infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highland scozzesi. Durante una passeggiata la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano in quelle zone. All'improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell'anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire si trova coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore.

Perché l'ho abbandonato:
La trama mi aveva attirata molto per l'ambientazione e per l'elemento paranormale dei viaggi nel tempo e i primi capitoli li ho letti volentieri nonostante non fossi entrata molto in empatia con la protagonista che ho trovato fin dall'inizio molto fredda. Arrivata però a circa la metà delle 838 pagine di questo bel malloppone l'autrice ha virato verso il genere romance in un modo che non mi è proprio piaciuto. 
ATTENZIONE SPOILER IN ARRIVO...
Al lettore è chiaro fin dall'inizio che c'è attrazione tra Claire e Jamie, il protagonista maschile, e tra i due il rapporto si sta evolvendo senza però essere arrivati ancora ad uno stadio di vera intimità, quando l'autrice inserisce un escamotage, non necessario ai fini della trama, che poteva benissimo procedere in altro modo, per far sì che i due protagonisti "debbano" sposarsi e dare così il via a ripetute scene di sesso. Io non ho nulla in contrario ad una giusta dose di romance in un romanzo se è coerente con la storia, ma in questo caso è palese che l'autrice abbia creato una situazione ad hoc finalizzata a giustificare scene di passione, scritte non so se per proprio divertimento o per conquistare anche un pubblico di lettori di harmony a sfondo storico. Avrei capito se lo stesso escamotage fosse stato inserito alla fine del romanzo in vista dei numerosi seguiti, ma avrei preferito grandemente che l'autrice lasciasse crescere il rapporto tra i protagonisti in modo naturale senza usare scorciatoie. Tutt'al più che Claire, nella sua epoca è sposata con Frank e temo che l'autrice abbia usato l'espediente del matrimonio obbligato con Jamie per "giustificare" la sua protagonista che è caduta fra le braccia di un altro senza farsi nemmeno tanto pregare. Non so se questo fosse il reale intento dell'autrice, ma io trovo solo il pensiero offensivo per l'intelligenza del lettore. Non avrei avuto nulla da obiettare se le scene di passione fossero state dolo il frutto dell'innamoramento tra i due, ma vederle inserire così a forza, giustificate dal fatto che i due sono stati fatti sposare lo trovo ridicolo e perfino bigotto.
In sostanza non ho abbandonato La straniera tanto per le scene di sesso quanto perché mi sono sentita presa in giro dall'autrice, cosa che non tollero e che mi guasta irrimediabilmente la lettura.

IL MIO SPLENDIDO MIGLIORE AMICO DI A.G. HOWARD
La trama:
Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie"... Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove... Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

Perché l'ho abbandonato:
Questo è un tipico caso in cui ho dato più importanza all'estetica rispetto alla sostanza perché già dalla trama avrei dovuto sospettare che avrei potuto avere problemi con questo romanzo, ma le copertine di questa trilogia mi piacevano così tanto che alla fine ho ceduto e ho acquistato il primo libro. L'idea di riscrivere il Paese delle meraviglie in una veste più dark mi ispirava molto, ma quando la storia ha iniziato ad entrare nel vivo dell'azione, ho trovato il risultato molto confuso. Se già questo non mi avesse rallentato nella lettura, man mano che si va avanti si accentuano altri due difetti che mi fanno sempre storcere il naso soprattutto nei romanzi scritti per un target di lettori young adult, ovvero il triangolo amoroso e il fatto che i protagonisti siano caratterizzati un po' con l'accetta, ovvero in modo un po' superficiale. Probabilmente andando avanti con la storia, quest'ultimo è un difetto che potrebbe essere stato risolto dall'autrice, ma in generale la storia e i personaggi non mi hanno convinta abbastanza da andare oltre la metà del romanzo.

IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI DI BRUNO TOGNOLINI
La trama:
Ginger, una splendida gatta Maine Coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un cimitero per animali. Anche lei adesso è un fantasma, anzi un Àniman, uno spirito che fa parte dell'anima del mondo, invisibile agli occhi umani. La vita di Ginger e i suoi amici Àniman, tra cui il pastore maremmano Orson, il beagle hacker Turing e la saggia e oracolare tartaruga Mamma Kurma, trascorre felice fra tuffi nella pioggia per diventare nuvole, corse nel vento in cui le loro identità si scambiano, chiacchierate e visite di un'umana un po' speciale, chiamata Nonnina. Ma oscure minacce incombono su di loro: nessuno sa spiegarsi alcune misteriose sparizioni e il terreno del cimitero sta per essere venduto a una società edile. E, come se non bastasse, i peluche dei bambini in visita dai loro piccoli amici hanno uno sguardo quasi vivo, inquietante...

Perché l'ho abbandonato:
In questo caso si tratta di un libro per ragazzi, genere che a me appassiona molto, nonostante la veneranda età, e con protagonisti principali degli animali che, una volta morti, si risvegliano in un giardino che è una sorta di limbo ideale in cui trascorrere insieme un tempo infinito. L'idea è assolutamente interessante e trovo che l'autore scriva molto bene e che abbia dato una risposta intelligente riguardo a cosa succede alle anime degli animali che muoiono e che secondo lui si fondono in un certo senso nell'anima eterna di tutti gli animali vissuti e viventi. Il problema che ho avuto con questo libro però è stata proprio la storia che procede in modo estremamente lento, molte pagine sono dedicate alle riflessioni di Ginger sulla sua nuova condizione e molte altre ai giochi  e ai passatempi degli abitanti del giardino, mentre i veri e propri fatti e le scoperte degli animali riguardo le misteriose scomparse che si susseguono sono eccessivamente diluite nella narrazione e arrivata un po' oltre la metà ho gettato la spugna e abbandonato il romanzo per sopraggiunta e insuperabile noia.
Tuttavia questo libro lo avevo preso in ebook e non escludo un giorno di dargli un'altra possibilità. 

SARA AL TRAMONTO DI MAURIZIO DE GIOVANNI
La trama:
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra - fin quasi i pensieri - della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola, e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.
Perché l'ho abbandonato
Mi rendo conto che questo romanzo di recente uscita è piaciuto praticamente a tutti ed io stessa ho letto in giro molte recensioni positive e devo ammettere che il primo capitolo ha conquistato anche me. Mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha presentato il personaggio di Sara, una donna dall'aspetto anonimo che, passando inosservata, studia il comportamento degli altri nei minimi dettagli riuscendo persino a leggere le labbra e le posture, ma anche una donna di mezz'età che sta soffrendo per la morte del suo grande amore, l'uomo per il quale ha abbandonato marito e figlio e con cui ha condiviso vita e lavoro. A questo si è aggiunto il dolore per la morte prematura di quel figlio perso da tanto tempo, con la cui compagna incinta Sara sta cercando di creare un legame.
Non avendo mai letto nulla di De Giovanni non avevo aspettative di alcun tipo, ma pagina dopo pagina è come se le promesse di quel primo capitolo così riuscito, fossero state disattese una per una. 
Lo stile dell'autore ad esempio, che a una prima lettura avevo trovato asciutto, si appesantisce nei capitoli successivi di descrizioni poco coerenti con i toni della narrazione e che allo stesso tempo non riescono a creare una vera e propria atmosfera. Nella trama si specifica che il romanzo è ambientato a Napoli, ma io sinceramente non capisco come questo sia possibile da stabilire, almeno fino alla metà del libro, punto in cui ho mollato il colpo.
Il personaggio di Sara, che ho comunque apprezzato per il fatto di essere una donna non convenzionale e che ha il coraggio delle proprie scelte, ha però una certa dose di supponenza che non amo molto, mentre gli altri personaggi sono per lo più degli stereotipi, a partire da Davide Pardo.
Onestamente di poliziotti stropicciati che hanno problemi con le donne, modi bruschi, ma tanta umanità, i romanzi sono pieni; in questo caso mancava un impermeabile stazzonato e il cliché sarebbe stato perfetto. Non mi è piaciuto nemmeno il personaggio di Teresa, la vecchia collega di Sara, non tanto in sé, quanto nell'uso che ne fa l'autore, come se descrivendo una donna con caratteri opposti alla protagonista, potesse in qualche modo avvantaggiare quest'ultima nella stima dei lettori.
Dove l'una è ha un aspetto anonimo e dimesso l'altra è sempre agghindata e sexy; mentre Sara ha dedicato tutta la vita al suo unico grande amore l'altra corre dietro ai giovanotti, mentre la prima si è ritirata dal lavoro per la vita privata, l'altra è un'ambiziosa carrierista. Un dualismo che ho trovato stucchevole e che secondo me non serve a nulla ai fini della caratterizzazione della protagonista. Infine il giallo vero e proprio di cui si persegue la risoluzione del romanzo non mi ha incuriosita abbastanza da indurmi a continuare la lettura. 

Spero che questo post sia utile per voi lettori per capire cosa cerco in un romanzo e cosa invece proprio non sopporto e spero anche che nessuno di voi rimanga troppo male alla vista di certi "abbandoni celebri". Fatemi sapere se invece a voi questi romanzi sono piaciuti e perché e quali romanzi avete abbandonato voi! 

martedì 22 maggio 2018

My World Award

Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi un post speciale dedicato al My World Award che mi è stato assegnato dalla carissima Ariel del blog L'angolo di Ariel.

Chi riceve il premio deve semplicemente seguire e taggare il blog che lo ha nominato e rispondere a 10 domande. Queste sono le domande ideate da Ariel:

1. Quale scrittore/scrittrice poco conosciuto/a meriterebbe, a tuo parere, maggior visibilità?
Domanda molto difficile, non saprei fare nomi riguardo autori contemporanei, visto che se c'è una cosa che non manca nell'editoria moderna è la pubblicità, ma ci sono tanti autori del passato che nonostante la fama raggiunta, sono stati poi dimenticati. Per fortuna molte scrittrici che hanno subito questa sorte stanno venendo ripubblicate in questi anni, come per esempio Barbara Pym o Angela Thirkell.

2. Qual è la migliore vacanza che hai fatto? 

Non sono una grande viaggiatrice, ma ricordo con piacere una vacanza fatta d'estate a diciotto anni con delle amiche e le bellezze di alcune capitali d'Europa.

3. Quale cibo proprio non sopporti?

Ammetto di essere un'onnivora impenitente, ma non vado matta per il formaggio.

4. Ti piacciono i film musicali?

Adoro sia i veri e propri musical che i film musicali (tra i miei preferiti Moulin Rouge, Hairspray, Mamma Mia, Il fantasma dell'Opera...).

5. C'è un libro della tua infanzia che ricordi particolarmente?

Piccole donne è stampato in modo permanente nella mia memoria, anni fa ne sapevo pagine intere a memoria!

6. Hai una serie tv preferita?

Amo molto le serie tv, sia quelle "storiche" che guardavo da più giovane come Ugly Betty e Veronica Mars, sia quelle che seguo adesso soprattutto in lingua originale o sottotitolate. Negli ultimi anni ho amato molto Peacky Blinders e Poldark e quest'anno ho seguito con piacere The Alienist, ma ho anche dei guilty pleasures incoffessabili (si fa per dire) come Pretty little liars!

7. Quale genere musicale ascolti con maggior piacere?

Mi piace un po' di tutto, dal rock anni 70, al pop, alla musica classica, però non mi piacciono rap, trap... , sono cosciente che sono i cantanti del momento, ma io tutti questi rapper non li distinguo nemmeno l'uno dall'altro.

8. C'è un personaggio letterario che, se esistesse, potrebbe rivelarsi un ottimo amico (o amica) per te?

Me ne vengono in mente parecchi, ma tra i miei preferiti direi Anne Elliot, la protagonista di Persuasione di Jane Austen, e il professor Lupin.

9. Quale città italiana non hai mai visitato ma ti piacerebbe vedere?

Me ne mancano parecchie da visitare e tra le tante che mi piacerebbe visitare ci sono Matera e Napoli.

10. Slow food o fast food?

Direi Food! Cioè quando si tratta di mangiare i miei gusti comprendono di tutto, dalla pizza al taglio, alla nouvelle cousine, dal panino, alla cucina etnica. Però, essendo abituata agli orti e alle verdure di campagna, sono molto critica sulla verdura e cose come l'insalata in busta per me sono il male!

Una volta risposto alle domande occorre nominare altri 10 blog a cui assegnare il premio, ma visto che ormai quasi tutti i blog che seguo sono già stati nominati, anche più di una volta, ho pensato di lasciare libera scelta a tutti voi lettori di passaggio che avete un vostro angolo letterario. Quindi consideratevi tutti taggati e se volete rispondete alle mie 10 domande.

  1. Che ordine dai alla tua libreria?
  2. Il personaggio più irritante incontrato in un libro.
  3. Compri libri usati o rigorosamente nuovi?
  4. Il miglior film visto finora nel 2018.
  5. Una ricetta di cucina scovata in un romanzo.
  6. Uno scrittore/scrittrice esordiente che consiglieresti.
  7. Il personaggio letterario con cui usciresti a cena e perché
  8. Sport preferito?
  9. Una coppia letteraria che secondo te non è bene assortita.
  10. Le tue serie o saghe preferite.
Grazie ancora ad Ariel e buon My World Award a tutti!


lunedì 14 maggio 2018

Sul comodino della Libraia # 7


Buon inizio settimana lettori di passaggio, dopo qualche settimana di assenza torna la rubrica con cui faccio insieme a voi il punto sulle mie letture del momento.

LE MIE LETTURE RECENTI


In ordine cronologico, negli ultimi giorni ho terminato la lettura di L'arte di essere normale di Lisa Williamson, un romanzo a tema LGBT indirizzato ai giovani lettori, ma che io ho apprezzato davvero molto. Le vicende dei due protagonisti, David e Leo, i loro problemi e il rapporto di amicizia e di solidarietà che si crea tra di loro, mi hanno coinvolta tanto da mettere da parte le altre letture che stavo affrontando. Non è sicuramente un romanzo perfetto, ma io mi sento di consigliarlo a chi ama leggere romanzi con questo genere di tematiche e gli assegnerei un 8-.
Dopodiché non ho resistito e mi sono buttata a capofitto nella ventesima avventura di Agatha Raisin, la ex dispotica pr diventata investigatrice privata, che in questo volume, Agatha Raisin Arriva la sposa! di M.C. Beaton, si trova particolarmente in difficoltà, sia per l'età che avanza inesorabilmente, sia a causa di un assassino particolarmente sfuggente e determinato a farla fuori. Un volume un po' meno ironico di altri, ma a cui darei comunque un 7+.
Infine ho letto un breve volume di Roald Dahl, Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra, che contiene il racconto del titolo e un altro racconto, Lo scrittore automatico. Non avevo mai letto nulla della produzione di Roald Dahl indirizzata ai lettori adulti e devo ammettere che, nonostante i due racconti siano gradevoli, non ne sono rimasta particolarmente colpita e il mio giudizio non va molto oltre la sufficienza, quindi un 6+.

LETTURE SUL COMODINO



Al momento ho in lettura un solo libro, Non so chi sei ma io sono qui di Becky Albertalli, che avevo preso in ebook diverso tempo fa, ma che era ancora ad aspettare di essere letto nei meandri del mio tablet. Adesso, vista l'imminente uscita del film che ne è stato tratto, ho pensato che fosse il momento giusto per dargli una possibilità.

E voi cosa state leggendo di interessante? Fatemelo sapere nei commenti e come sempre aspetto le vostre opinioni e i vostri consigli di lettura.

domenica 6 maggio 2018

Acquisti letterari di Primavera #2

Ben ritrovati lettori di passaggio, in questo primo post di Maggio vi presento i miei ultimi acquisti letterari cartacei e digitali e per non farmi mancare niente, ho racimolato anche qualche prestito!


Per quanto riguarda i volumi cartacei, all'inizio di Aprile ho effettuato un ordine su Ibs e mi sono portata a casa:
  • Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono di Pénélope Bagieu, che ho già letto ed apprezzato, soprattutto per le bellissime illustrazioni.
  • Agatha Raisin. Arriva la sposa! di M.C. Beaton, il ventesimo volume di questa serie che adoro.
  • L'assassionio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes, primo volume della serie di I delitti Mitford.
Invece, rovistando tra i Remainders, ho trovato al 65%  di sconto:
  • La casa dello scorpione di Nancy Farmer, un romanzo distopico di cui avevo sentito parlare anni fa.
  • Anna delle cinque città di Arnold Bennett, un classico poco conosciuto che mi ha incuriosito molto per la trama e l'ambientazione.
Per quanto riguarda i prestiti invece, essendo mia cugina una appassionata della serie de Il commissario Ricciardi, ha pensato bene di prendere anche il suo ultimo lavoro, Sara al tramonto, romanzo che ho attualmente in lettura, ma che sto trascurando da qualche giorno perché altre letture hanno preso il sopravvento; inoltre ho recuperato altri due volumi di Andrea Vitali che non avevo, e che invece mia zia possiede, Di Ilde ce n'è una sola e La signorina Tecla Manzi.


Infine, per quanto riguarda gli ebooks, ho preso due romanzi young adult, Uno di noi sta mentendo di Karen M. McManus, che ho già letto e di cui ho parlato brevemente su Goodreads (questa è la mia pagina, appena aperta e se vi va di venire a dare un'occhiata mi fa assolutamente piacere: https://www.goodreads.com/review/list/81177322?sort=date_read), e poi I giorni felici di Juniper Lemon di Julie Israel, romanzo di cui non so molto, ma che ho preso perché intrigata dalla trama.

Questi sono i miei acquisti più recenti. Ultimamente sto cercando di contenermi il più possibile, ma non credo che resisterò a lungo prima di combinare altri "danni". Come sempre fatemi sapere se avete letto questi libri o se interessano anche a voi. Alla Prossima!

venerdì 27 aprile 2018

Il libro del giorno # Zia Antonia sapeva di menta di Andrea Vitali

Ben ritrovati lettori di passaggio, sarà la Primavera, sarà una congiunzione astrale favorevole, fatto sta che anche oggi torno con un post dedicato alla mia lettura più recente.


Titolo: Zia Antonia sapeva di menta
Autore: Andrea Vitali
Casa editrice: Garzanti
Dati: pp. 147, €9.90

Questo è il sesto romanzo che leggo di Andrea Vitali e considerato quanto è prolifico questo autore non sono certo molti, tuttavia ogni volta che inizio una nuova storia ambientata in quel di Bellano, sia che ci si trovi negli anni venti, sia che i fatti svolgano negli anni sessanta o nel dopoguerra, ho sempre la sensazione di tornare in un luogo familiare e di ascoltare una storia dalla bocca di un vecchio amico. Questo è il dono di Vitali, al di là e al disopra dei suoi meriti letterari, di narratore e di inventore di trame. Questa prende avvio nell'autunno del 1970, quando l'anziana Antonia Cervicati, vedova ritiratasi spontaneamente nell'ospizio gestito dalle suore del paese, per non gravare ulteriormente sulle spalle del nipote Ernesto, decide incomprensibilmente di iniziare lo sciopero della fame. Suor Speranza, l'energica Madre Superiora, prende subito la questione di petto e chiama a raccolta il nipote e il medico, il dottor Fastelli, per venire a capo di questa insensata protesta, il motivo della quale metterà in moto un meccanismo che darà dei grattacapi a tutti e tre. Anche qualcun altro però è stranamente pensieroso nell'ultimo periodo, il bidello Antonio, fratello di Ernesto, sposato con la bionda Augusta. I due fratelli non potrebbero essere più diversi, Ernesto infatti è un uomo un po' grigio, ma serio e caritatevole, Antonio invece è energico, ma avido ed egoista e non si è mai interessato della zia. Almeno fino ad ora, visto che improvvisamente le sorti dell'anziana donna sembrano interessargli moltissimo e per una ragione a cinque zeri.
Anche in questa storia l'autore è riuscito a ritrarre personaggi estremamente realistici e vitali, sia nei pregi che nei difetti. In particolare ho apprezzato il senso pratico e il piglio militaresco di Suor Speranza, ma anche il buon senso e la giovialità del dottor Fastelli, che incarna proprio l'ideale del medico condotto di paese, solerte, di buon carattere, ma anche curioso e per nulla sciocco. Così come non è sciocco Ernesto, nonostante l'apparenza dimessa e l'espressione perennemente contrita.
Mi sarebbe piaciuto però che fosse più approfondito il personaggio della zia Antonia, di cui invece si sa davvero poco, oltre al fatto che profuma sempre di menta in quanto ghiotta di caramelle balsamiche. A fare da contraltare al fresco aroma della zia, invece c'è l'olezzo di aglio che Antonio effonde ovunque vada preferendo curare la pressione alta con questo maleodorante rimedio casalingo piuttosto che con le pasticche prescritte dal medico. E sono proprio la presunzione, la grettezza e l'avidità a ritorcesi contro i due detestabili coniugi Antonio e Augusta Cervicati.
Data la brevità della storia, è stato dato poco spazio a personaggi di contorno, che però, come sempre nelle storie dell'autore, risultano seppur in poche righe, subito familiari al lettore, come il parroco o il direttore di banca. E anche Bellano, la cittadina sul lago, vera e propria protagonista in altre storie, con le sue strade, gli edifizi storici, il lungolago, in questa occasione è meno presente, meno enfatizzata, un po' lasciata sullo sfondo degli avvenimenti e delle macchinazioni che si susseguono.
Leggendo i romanzi di Andrea Vitali, non si potrà certo parlare di alta letteratura, ma sicuramente di buona narrativa, di quella che tiene compagnia, fa sorridere e riflettere e, come in questo caso, stupisce sul finale, come a ricordarci che, come recita il vecchio adagio, le apparenze ingannano.

VOTO: 7

lunedì 23 aprile 2018

Il libro del giorno # Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente di Renzo Bistolfi

Buon inizio settimana lettori di passaggio, oggi vi parlo di un romanzo di Renzo Bistolfi, autore che avevo avuto modo di conoscere un paio di anni fa con un libro che mi era piaciuto molto, I garbati maneggi delle signorine Devoto ovvero un intrigo a Sestri Ponente e che, come potete evincere dai titoli, ambienta le sue storie nella sua terra natale, la Liguria.


Titolo: Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente
Autore: Renzo Bistolfi
Casa Editrice: Tea
Dati: pp. 287, €14, ebook €6.99

Siamo nel 1956 e le conseguenze della seconda Guerra Mondiale si fanno ancora sentire, sia dal punto di vista economico che personale, tra gli abitanti di Sestri Ponente.
Maria Scartoccio è l'anziana e intransigente proprietaria di una palazzina in via D'Andrade. 
I suoi inquilini temono l'arrivo di ogni 5 del mese, quando lei, inesorabile e prepotente, va a riscuotere le pigioni, dispensando insulti e minacce in egual misura. Tra i destinatari delle sue intemperanze ci sono Brigida, la signora delle pulizie in pensione dalla sfavillante dentiera, Landa, la vedova con un figlio grande e bello, ma che ha poca voglia di lavorare, Rosa, la sarta che lavora in casa con le sue collaboratrici e Nenna, una donna che si è sempre arrangiata anche in modi non proprio decorosi. L'unica a non dovere nulla alla famigerata Scartoccio è Delaidìn, la vecchietta semi paralizzata che vive in condizioni vicine all'indigenza nell'appartamento lasciatole dai genitori e che, costretta dall'infermità a rimanere sempre tra le mura di casa, soddisfa la sua innata curiosità aguzzando occhi e orecchie verso gli appartamenti dei vicini. Proprio la notte seguente al giro di riscossioni del mese di Novembre, si sentono provenire strani rumori dalla casa della Scartoccio, luci si accendono e si spengono ad orari insoliti e acqua si infiltra dal pavimento nell'abitazione sottostante. Il mattino dopo si scopre con orrore la causa del trambusto: Maria Scartoccio è morta in un incidente domestico grottesco quanto tragico. Nessuno dei suoi inquilini può dirsi sinceramente addolorato, ma in tutti serpeggia la preoccupazione su cosa avverrà in futuro della palazzina, visto che la Scartoccio non aveva eredi e non si hanno notizie sull'esistenza di un testamento.
Tutte le ipotesi e le stranezze inerenti a quella notte sciagurata sono ridotte a pettegolezzi e semplice argomento di conversazione e chi cova dei dubbi sull'incidente avvenuto alla donna, ci rimugina segretamente, ad eccezione di Delaidìn alla quale non sfugge niente.
Quando la morte si ripresenta nel giro di pochi giorni nello stabile di via D'Andrade, per gli inquilini diventa più difficile credere che si tratti solo di una coincidenza e sia per loro che per la polizia, è arrivato il momento di indagare sul serio.
In quanto ad atmosfere e costruzione dei personaggi, leggendo i romanzi di Bistolfi, spesso mi vengono in mente i libri di Andrea Vitali. Entrambi gli autori ambientano le loro storie  in un Italia che vive nei ricordi degli anziani e che ancora si annida in certi particolari come un modo di dire, un vecchio proverbio, un luogo che nonostante gli anni non è mai cambiato, un usanza che resiste al tempo. Entrambi sono indissolubilmente legati al loro territorio, come si evince dalle precise ricostruzioni di luoghi e costumi e dal frequente ricorso al dialetto. Entrambi descrivono i loro personaggi con affettuoso umorismo, tuttavia, mentre Vitali attinge spesso ad un infinito repertorio di goliardate e situazioni al limite del grottesco, nei romanzi di Bistolfi, nonostante si sorrida spesso, è presente una più marcata vena di malinconia.
In questo caso poi, la storia ruota tutta attorno alla tragica, quanto bizzarra morte di Maria Scartoccio, e a quanto ne consegue per tutti i suoi inquilini, quindi al di là della nascente simpatia tra i giovani Ermete ed Iris, non c'è molto spazio per trame secondarie. La forza del romanzo, non risiede però solo sull'aspetto investigativo della vicenda e sulla risoluzione del mistero, ma sulla descrizione di un microcosmo, quello del palazzo in via D'Andrade, i cui abitanti sono una piccola comunità legata dalle regole non scritte del buon vicinato, basate su un senso di solidarietà difficile da ritrovare oggi, ma intessute anche di piccoli rituali, rivalità, chiacchiere e gesti di disinteressata generosità.
Nonostante abbia tutto sommato preferito il mio precedente incontro con l'autore, I garbati maneggi delle signorine Devoto, anche questo romanzo è stata una piacevole lettura che consiglio a chi ama certe nostalgiche ambientazioni.

 VOTO: 7

giovedì 19 aprile 2018

Sul comodino della Libraia # 6


Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi facciamo il punto sulle  mie letture del periodo!

LE MIE LETTURE RECENTI


Ho appena terminato Lo strano caso di Maria Scartoccio di Renzo Bistolfi e ve ne parlerò presto anche perché la copertina di questa lettura è perfetta per soddisfare uno dei requisiti di Aprile  della challenge di lettura a cui partecipo, la Vision Challenge 2018. Prima di questo avevo letto Nowhere Girls di Amy Reed di cui trovate la mia opinione nel post precedente.

LETTURE SUL COMODINO


Attualmente invece sto leggendo Uno di noi sta mentendo di Karen McManus, un thriller young adult che ho recuperato recentemente in edizione digitale e che sto trovando molto accattivante, e Indomite, Storie di donne che fanno ciò che vogliono di Pénélope Bagieu, un volume che non ha bisogno di presentazioni e che mi è arrivato proprio ieri.

E voi cosa state leggendo di interessante? Fatemelo sapere nei commenti e come sempre lasciatemi le vostre opinioni e i vostri consigli nei commenti.

venerdì 13 aprile 2018

Il libro del giorno # Nowhere Girls di Amy Reed

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi parlo di una delle mie letture più recenti, un romanzo young adult che tratta tematiche quanto mai attuali come il bullismo, il sessismo e la violenza nelle scuole.


Titolo: Nowhere Girls
Autrice: Amy Reed
Casa editrice: Piemme
Traduzione: E. Papaleo
Dati: pp. 368, €17.

Prescott è una cittadina della provincia americana in cui la comunità si riunisce intorno a pochi punti fermi, la chiesa, lo sceriffo e la squadra di football del liceo. Tutti si conoscono almeno di vista e le cariche importanti sono tutte occupate da persone impegnate a difendere il loro status e che per questo si guardano le spalle a vicenda. Le cose sembrano destinate ad andare così per sempre, ma a rompere l'apparente tranquillità della città arriva una denuncia di stupro a carico dei tre giocatori più popolari della squadra. L'accusa getta la scuola, ma anche l'intera cittadinanza nello scompiglio e per ripristinare l'ordine delle cose la città volta le spalle alla vittima. Lucy è quindi costretta ad andarsene, a sparire letteralmente dalla circolazione a causa dell'indifferenza, della violenza, degli insulti.
Nella casa dove abitava Lucy si trasferisce la famiglia di Grace, una timida studentessa a sua volta abbandonata dalle amiche e costretta a lasciare la sua città a causa delle idee progressiste della madre che è un pastore. Nella nuova scuola Grace incontra Rosina, una ragazza di origine messicana che si sente oppressa dalle regole e dai bisogni della sua numerosa famiglia, e che invece sogna di partire per poter diventare una rock star e vivere liberamente la propria omosessualità. La migliore, nonché unica, amica di Rosina è Erin, una ragazza estremamente intelligente, ma emarginata a causa della sindrome di Asperger che le rende difficile socializzare e stare a contatto con le persone.
L'ombra di ciò che è successo a Lucy sembra incombere ancora su Prescott e soprattutto sulla scuola dove molti ragazzi, guidati dall'esempio degli stupratori rimasti impuniti, trattano le ragazze come oggetti, le deridono e le sminuiscono, le molestano e le intimidiscono, sicuri di essere intoccabili solo perché membri della squadra di football, vanto della città.
Il disgusto verso questa situazione di intollerabile ingiustizia fa scaturire nelle tre ragazze l'idea di riunire quante più studentesse possibili in una sorta di gruppo segreto, le Nowhere Girls, in cui poter parlare liberamente delle proprie esperienze e cercare con ogni mezzo di combattere le prepotenze e le discriminazioni nella scuola. L'inizio non sarà facile, ma con il tempo saranno sempre più numerose le ragazze che aderiranno al movimento e alle sue forme di protesta, chi per senso del dovere, chi per semplice curiosità, chi perché ha subito sulla propria pelle una violenza rimasta impunita. L'autrice ci racconta i fatti alternando capitoli corali a capitoli che seguono principalmente una delle tre protagoniste, e soprattutto in questi si nota il cambiamento e la maturazione delle tre ragazze. Grace trova in Dio e in se stessa una forza che non sospettava minimamente di avere, grazie all'impegno nel gruppo non è più una studentessa goffa e invisibile, ma diventa un punto di riferimento per le altre. Rosina riesce ad elaborare tutta la sua rabbia e la sua frustrazione, non deve più fingere che ogni cosa le scivoli addosso, mente Erin mette alla prova se stessa per verificare che anche se non tutto è programmato e prevedibile, lei è in grado di gestire le sue emozioni, non deve per forza trasformarsi in un androide per non esserne sopraffatta.
Le strategie delle ragazze per far sentire le proprie voci e per essere finalmente prese sul serio, non sempre risultano efficaci, ma i risultati piano piano arrivano. Molti ragazzi cambiano atteggiamento e appoggiano apertamente il movimento delle Nowhere Girls, gli intoccabili sentono vacillare i loro piedistalli, in altre scuole le ragazze prendono esempio. Sono gli adulti invece a non voler vedere, a cercare con ogni mezzo di mettere a tacere le ragazze, come la preside del liceo e il suo ostinato servilismo verso lo sceriffo e le altre autorità cittadine, o l'allenatore della squadra al quale non importa nulla degli studenti e per cui contano solo le vittorie nel football.
Trattandosi di un romanzo sugli adolescente e principalmente rivolto agli adolescenti non mancano le questioni sentimentali che riguarderanno tutte e tre le protagoniste. Questa è una scelta narrativa che non ho apprezzato del tutto, perché se da un lato sembra giusto che tutte e tre trovino la persona giusta, dall'altro l'ho trovato un modo un po' ruffiano per accontentare i lettori. Così come non ho apprezzato il modo in cui è stato caratterizzato il personaggio di Amber, e per non fare spoiler, mi limiterò a dire che l'autrice non le ha concesso un vero e proprio cambiamento come alle altre ragazze, ma le ha riservato un ruolo ingrato, scelta che in un romanzo basato sul combattere il maschilismo e le discriminazioni di genere, ho trovato alquanto stonata. 
Da un punto di vista stilistico non ho apprezzato particolarmente la scelta di narrare tutta la storia al tempo presente, perché specialmente se usato in terza persona, rende la prosa poco fluida, mentre per quanto riguarda i contenuti, il messaggio più importante a mio parere, oltre alle legittime rivendicazioni delle ragazze e l'intento di combattere la sopraffazione e gli stupri, è che quello che le studentesse di Prescott riescono ad organizzare non è propriamente una rivolta quanto una unione. Finalmente le ragazze sono tutte dalla stessa parte, le cheerleaders e le secchione, le puritane e le disinibite, le sportive e le invisibili. Adesso sanno che hanno tutte qualcosa di importante che le accomuna e nessuna si sentirà più sola a camminare per i corridoi della scuola.
Un romanzo dedicato ad un pubblico young adult che tratta temi importanti e sempre attuali, quindi, nonostante qualche difetto, non possa  non consigliarlo.

VOTO: 7 e 1/2


venerdì 6 aprile 2018

Acquisti letterari di Primavera #1

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi mostro le ultime entrate letterarie nella mia libreria. Come avrete notato anche voi, la primavera ha portato sconti e promozioni in libreria e sono praticamente certa che i miei acquisti futuri si moltiplicheranno, ma per adesso questi sono i miei nuovi arrivi cartacei e digitali:


Con un ordine Ibs mi sono accaparrata Nowhere Girls di Amy Reed, un romanzo young adult edito Piemme, che è la mia attuale lettura; ho poi approfittato degli sconti Einaudi per prendere un altro romanzo di Stefania Bertola che ancora mi mancava, Ragione & sentimento. Con la promozione Feltrinelli, invece, insieme a Gli anni di Virginia Woolf e a Cinque storie ferraresi. Dentro le mura del mio amato Giorgio Bassani, mi è arrivato anche il plaid che vedete in foto. Infine, in edicola, ho recuperato altri due romanzi di Bianca Pitzorno, Speciale Violante e Sulle tracce del tesoro scomparso.

Per quanto riguarda i volumi in digitale,  invece, vi mostro innanzitutto due libri illustrati che mi sono stati inviati a sorpresa dall'autrice, Guia Risari, e di cui vi lascio qui sotto anche dati e trame.

Titolo: Elia il camminatore
Autrice: Guia Risari
Illustratrice: Giulia Rossi
Editore: San Paolo Edizioni
Dati: pp. 40, €15.
Trama: "Elia era un bambino che amava camminare. Era instancabile. I suoi genitori non sempre potevano accompagnarlo e lui era così timido che, al solo pensiero d'invitare qualcun altro, arrossiva." Il piccolo Elia escogita allora un modo per vincere la solitudine: portarsi appresso il suo porcellino d'India. Ma l'animale è troppo piccolo per stare al passo, un gatto si incaricherà di portarlo in groppa durante le passeggiate. Ma il gatto ha le zampe delicate e toccherà a un cane portarsi porcellino e gatto sulle spalle. Via via la compagnia di Elia si ingrossa, si aggiungeranno un asino, poi un bue e, infine, un elefante! Ben presto però a Elia tocca affrontare la realtà: ogni animale deve stare nel luogo più consono alla sua natura e alle sue esigenze. Anche Elia ha bisogno di una compagnia adatta a lui: si fa coraggio e invita a passeggiare la bambina sua vicina di casa che, felice, accetta. 
Titolo: La tigre di Anatolio
Autrice: Guia Risari
Illustratrice: Giulia Rossi
Editore: Beisler
Dati: pp. 60, €13.
Trama: Sin da piccolo Anatolio ha una passione smodata per le tigri. Disegna felini, indossa ciabatte striate, ruggisce persino quando è arrabbiato. Ma il fatto più sorprendente è che la sua compagna di giochi preferita è proprio una tigre in carne e ossa, che pesa duecentocinquanta chili ed è lunga tre metri. Una tigre feroce e affamata come tutte le tigri, ma che accanto al bambino diventa buona, paziente e affettuosa. La storia tenera e surreale di un'amicizia insolita, unica, speciale, in cui tutto è possibile e la differenza è ricchezza. Una storia per guardare oltre le apparenze e sognare in grande.

Invece io ho recuperato due ebook in offerta e si tratta di un libro di cui ho sentito pareri contrastanti, Mezzanotte alla libreria delle grandi idee di Matthew Sullivan e di un romanzo di un autore di cui ho già letto un altro titolo che mi è molto piaciuto e di cui ho deciso di leggere anche questa storia, Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero, un brutto fatto di cronaca a Sestri ponente di Renzo Bistolfi.


Questo è tutto per questo primo book haul primaverile! Come sempre fatemi sapere se conoscete o avete letto questi libri e che cosa ne pensate.


mercoledì 28 marzo 2018

Il libro del giorno # Le ragazze di Emma Cline

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi vorrei parlare di un romanzo molto noto e molto chiacchierato, sia perché considerato un caso letterario, sia perché ispirato da un efferato fatto della cronaca nera americana. Come sapete in genere mi tengo lontana dai libri troppo pubblicizzati, almeno fino a che non cala il clamore, per non essere influenzata dai giudizi altrui, quindi ho aspettato un bel po' per recuperare anche questo. Dopodiché, complice un'offerta sulla edizione ebook, ho deciso che era il momento anche per me di leggere Le ragazze di Emma Cline.


Titolo: Le ragazze
Autrice: Emma Cline
Editore: Einaudi
Traduttore: M. Testa
Dati: pp. 334, ebook €9.90.

Evie ha quattordici anni e ha di fronte l'intera estate del 1969 da trascorrere da sola prima di partire per il collegio. I genitori sono separati e da quando suo padre se ne è andato con una donna più giovane, la madre di Evie, una donna che ha sempre vissuto nell'agiatezza grazie alla ricca eredità della nonna, ma che è sempre rimasta una persona irrisolta, ha intrapreso la propria ricerca della felicità, lasciando la figlia ai margini della propria vita, tanto più che Evie non sembra abbastanza carina o abbastanza intelligente da suscitare l'interesse della madre. Ha anche litigato con la sua unica amica, Connie, con la quale aveva fino ad allora condiviso la scuola, le uscite, i primi ossessivi pensieri sui ragazzi, i tormenti adolescenziali riguardo all'aspetto fisico. Adesso è praticamente sola, proprio quando avrebbe più bisogno di avere qualcuno che placasse le sue insicurezze, che le desse conferma sul fatto che anche lei è degna di essere notata e ascoltata. Così quando incrocia la strada delle ragazze, tre giovani malvestite e sfrontate, Evie passa in breve tempo dalla curiosità al cocente desiderio di diventare loro amica, in particolare a causa di Suzanne, la più carismatica delle tre, quella che grazie alla propria sicurezza riesce a sembrare perfino più bella di quanto non sia, a sembrare sempre padrona della situazione, a guardare il mondo come se tutto le fosse dovuto.
Il fascino ambiguo di Suzanne trascinerà Evie fino al Ranch, un casolare in cui vivono isolati i membri del gruppo guidato da Russell, il capo carismatico che predica l'amore universale e la ribellione a tutte le regole sociali, nella cui vita Evie si immergerà completamente, senza ripensamenti, felice di essere finalmente parte di qualcosa, di non essere più invisibile. Tutto quello che sappiamo di Evie e della sua vita prima e dopo l'incontro con Suzanne, però non ci viene raccontato dalla ragazzina di quattordici anni, infatuata della sua nuova amica e frastornata fino all'asservimento dalla nuova vita della comune, ma ci viene raccontato da Evie adulta, una donna di mezza età, che non ha lavoro né casa e che, con il senno di poi, ripercorre quella che è stata probabilmente la parte più eccitante della sua vita, ma che si è interrotta nel più tragico dei modi, con il massacro compiuto da Russell e dai suoi seguaci in una ricca villa della zona.
Per questo nel racconto che Evie ci fa della sua vita di allora, non ci viene risparmiato nulla, cose e avvenimenti ci vengono descritti in tutto il loro squallore, non più filtrati dallo sguardo idealizzante di un adolescente in cerca di conferme. Il ranch non è altro che un casolare fatiscente, i membri del gruppo sono per lo più sbandati e adolescenti scappati di casa che passano il tempo a fumare erba e rubacchiare qua e là, ci sono bambini piccoli figli di chissà chi lasciati a sé stessi, le ragazze si concedono e accettano abusi sessuali con  febbrile accondiscendenza da invasate, lo stesso Russell non è altro che un musicista fallito e narciso che cerca nell'assoggettamento dei suoi seguaci la soddisfazione del proprio ego. I membri del gruppo e il loro leader sembrano fomentarsi a vicenda, uniti non tanto dagli stolti dettami di Russell, quanto dal desiderio di continuare quella vita priva di responsabilità e di freni, spingendo qualsiasi limite sempre più in là, fino alle estreme conseguenze.
L'autrice è stata brava a descrivere la discrepanza tra apparenza e realtà, tra l'ideale di vita e di società che il gruppo sembra voler perseguire e la grettezza e lo squallore in cui invece tutti i suoi componenti sono immersi, grazie anche ad una prosa ricca e immaginifica. Di solito non amo gli stili troppo fioriti specialmente nei romanzi contemporanei, ma in questo caso non ne sono rimasta infastidita perché l'autrice ha saputo utilizzarlo per rendere più vivide e potenti le sue descrizioni, senza mai perdere di vista il centro della narrazione. Non mancano volgarità e scene crude, ma tutto sommato sono in linea con gli argomenti trattati e con i personaggi. La parte centrale del romanzo è  comunque quella riguardante Evie, la descrizione dell'età adolescenziale come periodo di incertezze e pulsioni contrastanti, il progressivo abbandono dell'infanzia, la presa di coscienza della reale natura delle persone che più ci sono vicine, il desiderio di ribellione e soprattutto il rapporto esclusivo che si crea tra la protagonista e Suzanne. Le riflessioni della protagonista su se stessa e sulle persone che fanno parte della sua vita vanno in profondità, pungolano e graffiano la sensibilità del lettore.
Nonostante i numerosi pregi, tuttavia, questo romanzo non mi ha del tutto conquistata, la lettura è stata piuttosto lenta e pervasa da un senso di oppressione dovuto al sentore di catastrofe imminente che  pervade ogni pagina, comprese quelle che si svolgono nel presente e che ho trovato perfino più disturbanti.  Non lo annovererei quindi tra i miei romanzi preferiti, ma sicuramente si è trattato di una lettura interessante che mi ha permesso di conoscere una promettente scrittrice.

VOTO: 7 1/2