venerdì 27 aprile 2018

Il libro del giorno # Zia Antonia sapeva di menta di Andrea Vitali

Ben ritrovati lettori di passaggio, sarà la Primavera, sarà una congiunzione astrale favorevole, fatto sta che anche oggi torno con un post dedicato alla mia lettura più recente.


Titolo: Zia Antonia sapeva di menta
Autore: Andrea Vitali
Casa editrice: Garzanti
Dati: pp. 147, €9.90

Questo è il sesto romanzo che leggo di Andrea Vitali e considerato quanto è prolifico questo autore non sono certo molti, tuttavia ogni volta che inizio una nuova storia ambientata in quel di Bellano, sia che ci si trovi negli anni venti, sia che i fatti svolgano negli anni sessanta o nel dopoguerra, ho sempre la sensazione di tornare in un luogo familiare e di ascoltare una storia dalla bocca di un vecchio amico. Questo è il dono di Vitali, al di là e al disopra dei suoi meriti letterari, di narratore e di inventore di trame. Questa prende avvio nell'autunno del 1970, quando l'anziana Antonia Cervicati, vedova ritiratasi spontaneamente nell'ospizio gestito dalle suore del paese, per non gravare ulteriormente sulle spalle del nipote Ernesto, decide incomprensibilmente di iniziare lo sciopero della fame. Suor Speranza, l'energica Madre Superiora, prende subito la questione di petto e chiama a raccolta il nipote e il medico, il dottor Fastelli, per venire a capo di questa insensata protesta, il motivo della quale metterà in moto un meccanismo che darà dei grattacapi a tutti e tre. Anche qualcun altro però è stranamente pensieroso nell'ultimo periodo, il bidello Antonio, fratello di Ernesto, sposato con la bionda Augusta. I due fratelli non potrebbero essere più diversi, Ernesto infatti è un uomo un po' grigio, ma serio e caritatevole, Antonio invece è energico, ma avido ed egoista e non si è mai interessato della zia. Almeno fino ad ora, visto che improvvisamente le sorti dell'anziana donna sembrano interessargli moltissimo e per una ragione a cinque zeri.
Anche in questa storia l'autore è riuscito a ritrarre personaggi estremamente realistici e vitali, sia nei pregi che nei difetti. In particolare ho apprezzato il senso pratico e il piglio militaresco di Suor Speranza, ma anche il buon senso e la giovialità del dottor Fastelli, che incarna proprio l'ideale del medico condotto di paese, solerte, di buon carattere, ma anche curioso e per nulla sciocco. Così come non è sciocco Ernesto, nonostante l'apparenza dimessa e l'espressione perennemente contrita.
Mi sarebbe piaciuto però che fosse più approfondito il personaggio della zia Antonia, di cui invece si sa davvero poco, oltre al fatto che profuma sempre di menta in quanto ghiotta di caramelle balsamiche. A fare da contraltare al fresco aroma della zia, invece c'è l'olezzo di aglio che Antonio effonde ovunque vada preferendo curare la pressione alta con questo maleodorante rimedio casalingo piuttosto che con le pasticche prescritte dal medico. E sono proprio la presunzione, la grettezza e l'avidità a ritorcesi contro i due detestabili coniugi Antonio e Augusta Cervicati.
Data la brevità della storia, è stato dato poco spazio a personaggi di contorno, che però, come sempre nelle storie dell'autore, risultano seppur in poche righe, subito familiari al lettore, come il parroco o il direttore di banca. E anche Bellano, la cittadina sul lago, vera e propria protagonista in altre storie, con le sue strade, gli edifizi storici, il lungolago, in questa occasione è meno presente, meno enfatizzata, un po' lasciata sullo sfondo degli avvenimenti e delle macchinazioni che si susseguono.
Leggendo i romanzi di Andrea Vitali, non si potrà certo parlare di alta letteratura, ma sicuramente di buona narrativa, di quella che tiene compagnia, fa sorridere e riflettere e, come in questo caso, stupisce sul finale, come a ricordarci che, come recita il vecchio adagio, le apparenze ingannano.

VOTO: 7