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venerdì 12 agosto 2016

Impressioni di libri # Piccoli brividi d'estate

Buon fine settimana lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi di due letture recenti, due brevi romanzi gialli accomunati da atmosfere piuttosto inquietanti e da spunti narrativi che strizzano l'occhio al paranormale.


Titolo: Un buon presagio
Autore: Gillian Flynn
Editore: Rizzoli
Traduttore: A. Cristofori
Dati: pp. 85, €12, ebook  €6,99.

Protagonista di questo breve romanzo di Gillian Flynn è una giovane donna che ha sempre vissuto di espedienti, spesso al limite della legalità. Addestrata fin da bambina dalla madre a sfruttare e ingannare gli altri per interesse, una volta adulta ha continuato ad arrangiarsi prima come massaggiatrice "particolare" e poi come improvvisata chiromante. In anni di raggiri ha imparato a capire le persone e ad individuare con pochi sguardi le loro angosce e i loro punti deboli e quindi sfrutta questa sua capacità per manipolare i propri clienti e  indurli a credere alle sue parole.
Quando incontra Susan per la prima volta crede che si tratti dell'ennesima donna infelice, che nonostante sembri aver avuto tutto dalla vita, è preda dell'insoddisfazione e in cerca di qualcosa che dia una svolta alla propria vita, ma a quanto pare il turbamento di Susan  è più profondo e ha radici più sinistre rispetto alle motivazioni sentite centinaia di volte. Infatti, nonostante l'imbarazzo, spiega di essere spaventata dal figliastro adolescente e di sospettare che la casa in cui la famiglia abita sia la causa dello strano comportamento del ragazzo e di fatti inquietanti che continuano a verificarsi.
La sedicente chiromante coglie la palla a balzo e assicura alla cliente di poter risolvere i suoi problemi mediante una lunga e complessa pratica di purificazione della casa ovviamente in cambio di un lauto compenso, ma quando entra per la prima volta della vecchia abitazione vittoriana e conosce il giovane Miles comincia a sospettare che davvero ci sia qualcosa di strano e di malvagio che aleggia tra quelle mura e che lei stessa potrebbe essere in pericolo.
Avendo già letto due romanzi di questa autrice conoscevo già le sue capacità di narratrice e la capacità del suo stile di avvincere il lettore fin dalle prime righe ed è questo che è successo anche con Un buon presagio. A differenza degli altri due romanzi, in questo però c'è un elemento in più, una venatura di horror, una atmosfera di minacciosa inquietudine che rimanda la mente a classici della narrativa come Il giro di vite di Henry James o La casa stregata di Lovercraft. 
L'autrice è stata brava nel costruire una trama semplice e apparentemente prevedibile, ma a creare allo stesso tempo una tensione più sinistra rispetto a quella derivante da un classico thriller, così che il lettore oscilli, pagina dopo pagina, tra la ricerca di una soluzione razionale e il sentore di una minaccia soprannaturale.
Inoltre a differenza degli altri due romanzi della Flynn letti in precedenza, in cui, pur appassionandomi alle loro vicende, avevo provato un'innata avversione verso tutti i protagonisti, in questo racconto non ho trovato indigesta la protagonista, la quale è sempre sincera nell'ammettere la sua natura di manipolatrice e la sua moralità distorta; e lo stesso vale per Miles, il personaggio in assoluto più ambiguo, quello che vi lascerà con più domande che risposte.
Proprio il fatto che arrivati alla fine si rimanga con la bocca semiaperta, a chiedersi se si è davvero capito tutto o se l'intera faccenda potrebbe essere letta sotto una luce completamente diversa è sia il maggior pregio della storia sia il motivo per cui avrei voluto leggere qualche pagina in più.
Unica vera e propria nota dolente è a mio avviso il prezzo del libro, troppo elevato rispetto alla brevità, sia nel formato cartaceo che digitale.
Nel complesso un racconto a mio parere riuscito, perfetto per passare una serata in cerca di qualche brivido e per iniziare a conoscere la scrittura di Gillian Flynn.

VOTO: 7+


La seconda lettura di cui vi parlo riguarda una vecchia conoscenza del mio blog e anche con questo libro partecipo alla Challenge 2016 delle Lgs:
- Un libro che contenga nel titolo un nome proprio femminile.


Titolo: Agatha Raisin e la strega di Wyckhadden
Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore. M. Morpurgo
Dati: pp. 235, €15.

In questa nona avventura della detective dilettante Agatha Raisin non ci troviamo a Carsely, il villaggio dei Cotswolds in cui la ex manager si è ritirata in pensione anticipata, ma a Wyckadden, una vicina località di mare in cui Agatha si è rifugiata in attesa che le ricrescano i capelli perduti in seguito alla precedente indagine. Siamo ancora in inverno e il luogo, privo di turisti e in balia di capricci metereologici, appare grigio e lugubre. Nel vecchio albergo signorile in cui alloggia, Agatha fa la conoscenza di cinque anziani ospiti che vivono lì tutto l'anno: un colonnello in pensione, un bizzarro vecchietto, una delicata vedova e due anziane signorine che sembrano vivere in simbiosi.
Con nessun'altra compagnia oltre ai cinque che coinvolgono Agatha in interminabili partite a Scarabeo e sembrano volerle ricordare che anche lei non è poi così lontana dalla vecchiaia, Agatha si lascia facilmente coinvolgere dal corteggiamento dell'ispettore di polizia locale.
Nel villaggio, che offre ben poche opportunità di svago, pare che una strega offra le proprie capacità di medium e di guaritrice, preparando pozioni miracolose per i più svariati bisogni e Agatha, su consiglio di una delle anziane pensionanti, decide di ricorrere alla donna per una lozione che le faccia ricrescere più in fretta i capelli. Nonostante il rimedio sembri funzionare Agatha è convinta che la strega sia una ciarlatana e che le sue sedute spiritiche siano una truffa, così quando la donna viene trovata morta  non resiste al richiamo delle indagini, ma scoprire l'assassino non è facile perché molti nutrivano risentimento verso di lei e quasi tutti gli abitanti di Wyckhadden le si erano rivolti in cerca di aiuto, compresi i vecchietti dell'albergo. Così tra un filtro d'amore e un pettegolezzo, una seduta spiritica e una partita a scarabeo, Agatha si ritroverà a barcamenarsi tra problemi di cuore suoi e altrui e fin troppi sospetti.
In questo episodio della serie l'autrice ci presenta una nuova ambientazione, ma a differenza de La turista terribile, qui siamo sempre in Inghilterra, in un villaggio sul mare tanto pittoresco quanto deprimente in bassa stagione  e la tristezza sembra contagiare anche l'umore di Agatha che si sente più che mai vecchia e indesiderata. Così, un po' per dimenticare definitivamente James, un po' per dimostrare a se stessa di poter ancora trovare l'amore e, perché no, anche un marito, Agatha commette l'ennesimo passo falso in campo sentimentale accettando la corte di un uomo che le piace, ma di cui non è innamorata. Le faccende personali della protagonista hanno infatti una rilevanza maggiore rispetto all'indagine in questo volume e, se da un lato un po' mi dispiace perché il personaggio della strega e il mistero intorno al suo omicidio erano molto promettenti e meritavano forse una cura maggiore, dall'altro vediamo una Agatha un po' diversa, meno burbera e più indifesa, preda delle sue umanissime paure, tra tutte quella di invecchiare e di invecchiare da sola. 
Il personaggio di Agatha Raisin non è certo un personaggio amabile e oltre ad avere un gran brutto carattere combina sempre qualche sciocchezza in campo sentimentale più degna di una ragazzina che di una donna di mezz'età, ma il fatto che Agatha sia consapevole dei propri limiti e che nonostante perseveri nei suoi errori, se ne assuma le responsabilità, secondo me rende il personaggio vivo agli occhi del lettore.
Insomma un'indagine meno brillante di altre, ma un volume assolutamente piacevole della serie.

VOTO: 7+

lunedì 11 aprile 2016

Impressioni di libri # Aggiornamento Challenge Lgs 2016


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vorrei a parlarvi di due tra le mie ultime letture, con le quali partecipo alla Challenge Lgs e che ottemperano rispettivamente l'obbiettivo numero 1 e numero 2 della seconda tappa.
- Un libro pubblicato nel 2016
- Un libro il cui autore abbia più di 60 anni

Il primo romanzo di cui vi parlo è Tutta la verità su Alice di Jennifer Mathieu, libro uscito qui in Italia nello scorso febbraio.


Autore: Jennifer Mathieu
Editore: Newton Compton
Traduttore: R. Monaco
Dati: pp. 218, €10, ebook €2,99.

Nella cittadina di 3.000 abitanti della provincia del Texas dove abita Alice tutti si conoscono e i giovani non hanno nulla da fare se non organizzare feste e ritrovarsi a bere nei parcheggi. L'unica cosa che conta per tutti, adulti e ragazzi, è la squadra di football del liceo, la cui stella indiscussa è il quarterback Brandon Fitzsimmons. Alice non è mai stata una delle ragazze più popolari della scuola, ma non passa certo inosservata perché è carina, spigliata e piace ai ragazzi. 
Dopo una festa di fine estate si diffonde la voce che sia stata a letto con due ragazzi nella stessa sera e i suoi compagni di scuola sono subito pronti ad etichettarla come una ragazza facile, del resto è la figlia di una madre single che la trascura per correre dietro sempre ad nuovo fidanzato.
All'inizio del terzo anno di liceo però, poche settimane dopo la festa, Brandon muore in un incidente stradale la cui causa viene imputata ad Alice, colpevole a detta di tutti di averlo distratto mandandogli messaggi erotici sul cellulare. Adesso Alice non è più solo una ragazza facile, ma è considerata alla stregua di un'assassina. Nessuno né a scuola né fuori vuole avere a che fare con lei, persino gli adulti l'additano e la giudicano. 
A raccontarci questa storia però non è la stessa Alice, ma quattro dei suoi compagni, Elaine, la ragazza più popolare della scuola, Josh, il migliore amico di Brandon, che era con lui al momento dell'incidente, Kurt, un ragazzo estremamente intelligente, ma solitario e senza amici e Kelsie, la ex migliore amica di Alice che l'ha abbandonata al suo destino per paura di subire lo stesso trattamento. 
In una alternanza di voci e di punti di vista vengono ricostruiti, capitolo dopo capitolo, gli eventi che hanno portato alla completa ostracizzazione di Alice da parte di tutta la cittadina, ma allo stesso tempo emergono anche fatti, omissioni, bugie che hanno manipolato la verità e hanno contribuito a far ricadere tutte le colpe su Alice. 
Tutti i protagonisti infatti conoscono un a parte della verità che non hanno rivelato e scelgono di mentire o di omettere ognuno per motivi diversi e personali. In special modo Kelsie e Josh sono i due personaggi più miserabili perché hanno agito in modo riprovevole, ma allo stesso tempo smuovono nel lettore un briciolo di compassione, infatti sono entrambi gravati dal senso di colpa e si dibattono tra sentimenti contrastanti come la gelosia, il risentimento e la paura .
In generale questa è una lettura che ho trovato molto coinvolgente, anche grazie alla scelta di far raccontare la storia da più punti di vista che procedono indipendentemente, approfondendo ognuno una parte di verità, affinché il lettore arrivi ad avere il quadro completo. Lo stile è estremamente semplice e adatto ai ragazzi dell'età dei protagonisti, a cui sembra rivolto anche il messaggio del libro, la pericolosità delle maldicenze, i danni irreparabili che possono provocare comportamenti irresponsabili e il dolore che provocano atti di bullismo, intesi non solo come aggressioni fisiche, ma anche come l'isolamento e le continue aggressioni verbali umilianti e denigratorie.
Alcuni particolari del romanzo tuttavia mi sono sembrati poco realistici, come il fatto che nessun adulto, genitore o insegnante, sia intervenuto in nessun modo, o il fatto che la madre di Alice continui la sua vita come se nulla stesse accadendo alla figlia. Inoltre, per quanto non mi sia dispiaciuto il suo rapporto con Alice, ho trovato un po' stereotipato il personaggio di Kurt.
In sintesi ritengo Tutta la verità su Alice una lettura che a suo modo induce a riflettere e anche se non ha certo un particolare valore letterario, mi sento di consigliarla soprattutto a chi è interessato a temi quali il bullismo, di cui sfortunatamente si parla molto di questi tempi.

VOTO: 7


Il secondo romanzo di cui vi parlo non stupirà nessuno, infatti è Agatha Raisin e la sorgente della morte di M.C. Beaton,  settima avventura della serie scritta da questa autrice il cui vero nome è Marion Chesney Gibson e che è nata nel 1936.


Autore: M.C. Beaton
 Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp., 243, €16.

Di ritorno dal travagliato soggiorno a Cipro Nord, Agatha, ex Pr londinese ritiratasi in un villaggio dei Costwolds in pensione anticipata, rientra a Carsely con la speranza di riallacciare i rapporti con l'ex fidanzato e vicino di casa James Lacey, ma la freddezza che lui dimostra nei suoi confronti la spingono a buttarsi di nuovo nel suo vecchio lavoro in cerca di distrazione. Così Agatha accetta l'incarico offertole dai fratelli Freemont, di occuparsi del lancio sul mercato di una nuova acqua minerale proveniente dalla sorgente di Ancombe, un villaggio vicino. 
Durante una passeggiata notturna si dirige proprio alla fonte per dare un'occhiata e qui trova il cadavere del vecchio presidente del consiglio comunale di Ancombe.  
Da un lato Agatha è profondamente turbata dall'ennesimo cadavere in cui si imbatte ed è propensa a credere che si sia trattato di un incidente, ma dall'altro lato non c'è la certezza che non si sia trattato di omicidio e non può fare a meno di pensare che indagando di nuovo insieme su un delitto, lei e James potrebbero riavvicinarsi. La questione dell'acqua però ha creato parecchia agitazione nel villaggio e Agatha si ritroverà a fare i conti con gli altri agguerriti e sgradevoli consiglieri comunali, suddivisi in numero pari tra coloro che sono favorevoli alla concessione della fonte all'azienda dell'acqua e coloro che sono assolutamente contrari. Inoltre gruppi di manifestanti ecologisti sembrano essere stati assoldati da qualcuno per portare scompiglio ad Ancombe e dare ad Agatha ulteriori grattacapi, senza contare le avances da parte del giovane e affascinante Guy Freemont e le intromissioni del suo ex impiegato Roy Silver.
Di certo il ritorno a Carsely ha giovato ad Agatha che in questa nuova indagine ho trovato più agguerrita rispetto alla trasferta a Cipro, tuttavia il tira e molla con James prosegue e anche in questo caso continuano le incomprensioni e le recriminazioni tra i due. Agatha non ha certo un carattere facile e spesso si comporta in malo modo, ma di solito i suoi atteggiamenti, se non giustificabili, sono almeno comprensibili; James invece alterna gelosia e indifferenza in un continuo cambio d'umore che ammetto di sopportare ben poco. Per fortuna accanto ad Agatha ritroviamo il fedele Bill Wong e l'inestimabile signora Bloxby, la moglie del pastore, che in questa avventura avrà un ruolo di maggior rilievo. E non posso non citare Roy Silver, che nonostante sia superficiale, cinico e arrivista, resta uno dei miei personaggi preferiti della serie.

VOTO: 7

venerdì 11 marzo 2016

IMPRESSIONI DI LIBRI # Agatha & Agatha


Ben trovati lettori di passaggio, oggi vi propongo un nuovo appuntamento con la rubrica Impressioni di libri in cui ho intenzione di parlarvi, come si evince chiaramente dal titolo, di due "Agatha" spesso presenti tra le mie letture,  la mia amata Agatha Christie e il personaggio di Agatha Raisin creato da M.C. Beaton. Per entrambe si tratta di due romanzi che non rientrano tra i miei preferiti della loro produzione, ma che mi hanno comunque intrattenuta all'inizio di questo 2016 e si tratta di:
- Quinta colonna di Agatha Christie
- Agatha Raisin e la turista terribile di M.C. Beaton


Titolo: Quinta colonna
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Dati: pp. 182, €9,50

In questo giallo ambientato durante la seconda Guerra Mondiale i protagonisti sono Tommy e Tuppence, una coppia di coniugi di mezz'età con due figli già grandi, che scalpita per il desiderio di rendersi utile all'Inghilterra durante questo nuovo conflitto, come era avvenuto durante quello precedente, Infatti hanno entrambi lavorato in passato per i Servizi Segreti inglesi in attività di una certa rilevanza e hanno conservato intatto il loro spirito d'iniziativa e d'avventura nonostante il passare degli anni. Anche questa volta Tommy viene contattato per intraprendere una missione di controspionaggio e Tuppence trova il modo per prendervi parte attiva. Il loro compito è quello di individuare N o M, una delle due spie inglesi al soldo della Germania nazista famose per la loro pericolosità e inafferrabilità. A questo scopo Tommy e Tuppence si trasferiscono in una piccola località balneare considerata di importanza strategica per il nemico, nella pensione della misteriosa Signora Perenna, registrandosi separatamente come Signor Meadowes e Signora Blenkensop, in modo da poter indagare liberamente sugli altri ospiti senza destare sospetti. Ha così inizio la caccia alla Quinta colonna, gli inglesi che tradiscono la propria patria e che cercano di favorire l'avanzata del nazismo lavorando dall'interno, spesso approfittando di posizioni di potere e di coperture insospettabili.
A differenza di altri   romanzi della Christie che ho particolarmente apprezzato, ambientati in tipici villaggi inglesi e con situazioni e personaggi comuni che si ritrovano inaspettatamente a che fare con delitti, in questo caso si tratta di spionaggio ed intrighi internazionali, elementi con cui non ho molta familiarità e che in questo caso specifico ho trovato, in certi punti, trattati con una certa superficialità.
Alcune situazioni che si vengono a verificare mi sono sembrate decisamente poco realistiche anche in un contesto del genere, inoltre un fondato sospetto su chi sia la misteriosa spia si palesa al lettore ben prima della fine del romanzo, a causa di un determinato avvenimento che non può non creare dei dubbi e nonostante la Christie, con la sua inventiva e la sua maestria, conduca il lettore verso altre piste fino alla risoluzione del mistero.
Nonostante i difetti che ho elencato la lettura è stata comunque piacevole, la coppia di protagonisti, che avevo già incontrato in Sento i pollici che prudono, non mi dispiace, nonostante non mi abbiano conquistata come Miss Marple e Poirot, ma lo stile della Christie riesce sempre ad avvincermi.

VOTO: 7-





Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp. 240, €15

Alla fine di Agatha Raisin e il matrimonio assassino, James Lacey aveva lasciato la nostra Agatha in ospedale spiegandole in un biglietto di aver bisogno di stare da solo e di essere per questo partito per Cipro Nord, la località dove avrebbero dovuto trascorrere la luna di miele. Come suo solito Agatha mette a tacere la razionalità e parte all'inseguimento dell'amato vicino di casa. Una volta arrivata a destinazione farà la conoscenza di altri turisti britannici, due coppie diametralmente opposte di coniugi accompagnate entrambe da un amico più anziano. Uno dei terzetti è formato da esponenti dell'alta borghesia evidentemente snob, mentre l'altra compagnia sembra formata da personaggi piuttosto rozzi, ma dai portafogli ben forniti e tra loro spicca Rose, una bella donna appariscente e chiassosa. Durante un'uscita di gruppo Rose viene assassinata e tutti i membri della comitiva, compresi Agatha e James, sono trattati come sospettati e costretti a rimanere nell'isola.
Quella che per Agatha doveva essere una vacanza esotica in cui tentare con ogni mezzo di riavvicinarsi a James si trasforma in una nuova caccia all'assassino e questa volta  senza il supporto degli amici di Carsely e del fidato Bill Wong.
A complicare ulteriormente le cose c'è il fatto che i rapporti tra Agatha e James non sono mai stati così freddi, lui infatti non ha gradito l'inseguimento da parte di lei e le riserva un atteggiamento distaccato e spesso ostile che la ferisce profondamente, mentre lei al suo solito combina un disastro dietro l'altro sia nelle indagini sia nel tentativo di farlo ingelosire, fino a familiarizzare decisamente troppo con una vecchia conoscenza, il baronetto Charles Fraith, anche lui in vacanza a Cipro.
Anche in questo caso l'intreccio di vicende personali e investigative trascina il lettore velocemente verso la fine del romanzo, tuttavia questo sesto volume della serie mi è piaciuto meno dei precedenti.
Se da un lato ho apprezzato l'idea di cambiare completamente ambientazione, dall'altro ho trovato che le descrizioni di Cipro Nord fossero troppo didascaliche e soprattutto ho sentito la mancanza di Carsely e dei suoi abitanti. Inoltre non riesco ad apprezzare la piega presa dal rapporto tra Agatha e James, non mi piace il comportamento altalenante di lui e non mi piace questa versione sospirante e remissiva di lei. Entrambi si comportano inequivocabilmente in modo sbagliato e hanno evidenti difetti caratteriali che li rendono una coppia davvero improbabile. Anche la vicenda gialla diventa più intrigante, secondo me, quando James non è nei paraggi e Agatha si concentra più sulla risoluzione del mistero che sui cambi d'umore e lui.
Come al solito però non vedo l'ora di recuperare il prossimo volume e spero di ritrovarvi una Agatha decisamente più combattiva.

VOTO: 7-


sabato 5 marzo 2016

IL LIBRO DEL GIORNO # Agatha Raisin e il matrimonio assassino di M.C. Beaton

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi parlo, ancora, di una serie inglese di romanzi gialli leggeri e divertenti dalla quale sono ormai dipendente e nello specifico di Agatha Raisin e il matrimonio assassino di M.C. Beaton.


Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp. 257, €16.

Siamo arrivati alla quinta avventura di Agatha Raisin, agguerrita PR andata in pensione anticipata per lasciare la fredda Londra e ritirarsi in un villaggio dei Cotswolds, dove ha finalmente imparato, seppur a modo suo, a relazionarsi con gli altri e a coltivare amicizie. Tuttavia la vita da pensionata dedita alle opere di carità e al giardinaggio non fa per lei e grazie ad una innata capacità di mettersi in mezzo a questioni che non la riguardano e di finire spesso nei pasticci, Agatha ha scoperto di avere un certo talento come investigatrice dilettante. Proprio grazie alla passione per le indagini ha anche avuto modo di passare parecchio tempo con James Lacey, l'affascinante colonnello in pensione, suo vicino di casa e suo interesse romantico, tanto che anche James ha cominciato ha vedere in lei più di una semplice amica. Alla risoluzione dell'ultimo caso in cui hanno collaborato, tra i due si accende una insospettabile passione e James stupisce Agatha con un'inaspettata proposta di matrimonio. Il sogno di Agatha di diventare la signora Lacey, di sposare quell'uomo bello, colto e raffinato, sembra stia per diventare realtà, ma la sua felicità è offuscata da un'ombra minacciosa che appartiene al suo passato. Infatti Agatha è già stata sposata con un buono a nulla, violento e dedito all'alcool che ha lasciato senza rimpianti poco tempo dopo il matrimonio e del quale non ha più notizie da anni.
Convinta che ormai Jimmy Raisin sia morto e spaventata all'idea che James possa cambiare idea e annullare il matrimonio nel caso dovessero insorgere imprevisti o ritardi, Agatha conferma a tutti di essere vedova, senza però assicurarsi di esserlo davvero. Questa si rivelerà essere davvero una pessima mossa da parte sua, perché il suo vecchio amico Roy, offeso dall'ennesima sgarberia di Agatha, il cui carattere stenta ad ingentilirsi, ha deciso di vendicarsi e di mandare a monte il tanto atteso matrimonio mettendosi sulle tracce di Jimmy. Da qui in poi le cose non potranno far altro che precipitare perché Jimmy si presenterà a Carsely  e Agatha sarà accusata prima di tentata bigamia e poi addirittura di omicidio. 
A causa della sua menzogna Agatha rischia di perdere l'amore di James e il sostegno dei suoi nuovi amici. Perfino il fidato agente di polizia Bill Wong, che è stato suo alleato fin dal trasferimento nel villaggio sembra intenzionato a voltarle le spalle, ma Agatha, superato il primo abbattimento saprà darsi da fare per riabilitarsi agli occhi degli abitanti di Carsely e l'unico modo per farlo sarà indagare sulla morte di Jimmy che, a quanto pare, negli anni è diventato un farabutto peggiore di quanto Agatha ricordasse e perfino u ricattatore.
Anche in questo caso l'autrice ha saputo intrattenermi e farmi sorridere, nonostante la parte gialla del romanzo non sia particolarmente innovativa o complessa e il finale non sia così inaspettato. 
I romanzo della Beaton infatti, secondo me, hanno i loro punti di forza nell'ironia con cui sono raccontate le vicende e nella caratterizzazione dei personaggi, in special modo di Agatha, una donna non più giovane, non bella ma a modo suo affascinante, spesso brusca e acida, a volte perfino rozza e prepotente, ma anche insospettabilmente sensibile. Insomma Agatha Raisin è un personaggio che io trovo molto umano e nonostante i suoi tanti difetti, non posso fare a meno ti fare il tifo per lei.

VOTO: 7 e 1/2

lunedì 11 gennaio 2016

IMPRESSIONI DI LIBRI #1


Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi vorrei iniziare la settimana qui sul blog introducendo una nuova rubrica, Impressioni di libri, con cui mi impegnerò a parlarvi di più letture in un unico post. A differenza dei precedenti appuntamenti con I libri del mese, questa rubrica non avrà una cadenza particolare e sarà finalizzata a parlarvi delle mie letture in modo più frequente, ma anche più conciso. Ho sempre pensato di sapermi esprimere in modo chiaro grazie al dono della sintesi, ma quando si parla di libri ho notato che finisco per blaterare senza ritegno, quindi ho pensato di ricorrere a questa nuova rubrica per cercare di parlarvi di un maggior numero di letture senza per questo annoiarvi con post chilometrici.

In questo primo appuntamento vorrei parlarvi di due fra le ultime letture del 2015 e nello specifico si tratta di:
- La perfida madrina (M.C. Beaton)
- Tutto panna chantilly (Erika Gallini).

Inoltre tutti e due i volumi rispondono ad altrettanti obbiettivi della Challenge 2016 ideata dalle Lgs e a cui ho deciso di partecipare, infatti abbiamo nell'ordine: 
- Un libro che faccia parte di una serie
- Un libro con un alimento nel titolo.

Iniziamo con La perfida madrina di M.C. Beaton, terzo volume della serie 67, Clarges Street.


Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore: S. Garavelli
Dati: pp. 193, €15.

Come ormai saprete sono una accanita lettrice dell'altra serie scritta da M.C. Beaton dedicata ad Agatha Raisin e quando ho avuto la possibilità di farmi prestare questo romanzo non me la sono lasciata scappare. Pur non avendo letto i primi due volumi della serie (L'avaro Mayfair e Jane la bruttina), ho potuto comunque apprezzare il romanzo in quanto in ognuno di essi la vicenda principale è diversa e a se stante. L'ambientazione però è ovviamente sempre la stessa, la casa al 67 di Clarges Street a Londra che, a causa di alcune sfortunate vicende che hanno interessato i proprietari e gli affittuari, viene considerata una casa jellata tanto che l'attuale proprietario non ne vuole sapere di abitarci e la lascia vuota per la maggior parte dell'anno affittandola solo durante la cosiddetta Stagione, cioè il periodo dalla primavera in poi, in cui a Londra si susseguono balli e incontri tra i rappresentanti della buona società e in cui le giovani appartenenti alle famiglie abbienti vanno a caccia di mariti. Durante il resto dell'anno  a presidiare la casa di Mayfair ci sono solo i domestici, una brigata ben assortita, mal pagata e bistrattata da amministratore e proprietario e che per far fronte alle avversità si ritrova unita come una sorta di famiglia, tanto che i membri coltivano il sogno di lasciare il servizio e aprire tutti insieme un pub. Tra i domestici spiccano il maggiordomo Rainbird, intelligente e responsabile, la sguattera Lucy, ingenua e sensibile e il vanitoso valletto Joseph.
A risollevare le magre sorti della brigata per la stagione corrente arriva Harriet, una giovane di buona famiglia rimasta orfana e senza dote, a cui un amico di famiglia ha lasciato l'ingrato compito di fare da Chaperon alle figlie gemelle Annabelle e Sarah durante il loro debutto in società e di trovar loro dei buoni partiti da sposare. Tanto Harriet è ingenua e di buon cuore quanto le gemelle sono superbe e maligne. Infatti l'indolente Annabelle e la prepotente Sarah accusano Harriet di aver sottratto loro l'affetto del padre e di minacciare adesso le loro finanze, così non perdono occasione per spargere pettegolezzi calunniosi su di lei al fine di rovinarle la reputazione, tanto più che i gentiluomini ricchi e affascinanti che frequentano la loro casa sembrano più interessanti a lei piuttosto che a loro.
Come nel'altra serie l'autrice non risparmia la propria ironia e tratteggia dei personaggi vitali nei loro pregi, ma soprattutto nei loro difetti. Harriet è di una ingenuità tale da risultare a volte offensiva nella sua candida schiettezza, le gemelle e il valletto Joseph sono detestabili fin dalla prima apparizione, ma il personaggio che ho preferito è senza dubbio Beauty, il cane maldestro che combina un disastro dietro l'altro. L'intreccio è estremamente semplice, ma la ricostruzione della Londra di epoca Regency, con i suoi balli, le passeggiate in carrozza, il cerimoniale del corteggiamento, è ben fatta e mai stucchevole. Anche la parte più sentimentale riguardante Harriet e il Marchese è narrata con molta ironia e risulta quindi ben amalgamata agli altri elementi della commedia.
In sostanza si tratta di una lettura piacevole, leggera, che unisce un pizzico di romanticismo ad una bella ambientazione a all'intento di far sorridere il lettore., quindi se ne avrò la possibilità leggerò sicuramente gli altri volumi di questa serie.

VOTO: 7


Il secondo libro di cui voglio parlarvi è invece di una autrice italiana, Tutto panna chantilly di Erika Gallini, un romanzo edito Atmosphere Libri e che ho letto in versione ebook.


Titolo: Tutto panna chantilly
Autore; Erika Gallini
Editore: Atmosphere Libri
Dati: pp. 88, €14, ebook €2,90.

Quando ho deciso di leggere questo romanzo non sapevo nulla riguardo alla trama, infatti mi aspettavo una commedia ambientata nel mondo della pasticceria, in realtà la lettura si è rivelata decisamente diversa, ma non per questo deludente. A raccontarci la storia è Agnese, la figlia diciottenne di un noto pasticcere, burbero ed esigente, che ha dedicato completamente la sua vita al lavoro. Tutti in famiglia gravitano attorno alla pasticceria, chi in negozio come la madre, chi nel laboratorio come i fratelli maggiori e questa attività incessante, necessaria per mandare avanti una attività di questo tipo, ma che non appaga nessun altro se non "il famoso pasticcere", sembra fagocitare anche i legami che uniscono i componenti della famiglia ed esacerbare i dissidi tra loro. 
La madre dimostra con le parole e con i gesti di essere una donna amareggiata e insoddisfatta, di sentire sulle spalle il peso di una vita di lavoro e di doveri da svolgere da cui non riesce a trarre alcuna soddisfazione, men che meno dai quattro figli che ama, ma dai quali si sente delusa.
I figli sembrano sentirsi in qualche misura in competizione per l'affetto del padre con il suo lavoro e in particolar modo con la sua creazione più famosa, il premiato pasticcino Tutto panna chantilly, quasi il simbolo della distanza tra loro e quel padre chiuso nel suo laboratorio consapevole che nessuno dei suoi figli saprà e vorrà prendere il suo posto.
In particolar modo Filippo, il fratello prediletto di Agnese, vive in modo sempre più rabbioso la routine imposta dalla pasticceria e mentre gli altri cercheranno faticosamente di trovare la loro strada seguendo le proprie inclinazioni, lui non saprà mettere a frutto nessuna capacità se non quelle più deleterie. Del romanzo ho apprezzato particolarmente il contrasto tra il titolo che rimanda ad un vero e proprio personaggio silenzioso, il famoso pasticcino e l'amarezza che spesso emerge dalle parole e dalle riflessioni dei personaggi. Ho apprezzato anche lo stile, diretto e franco dell'autrice, mentre non sono stata del tutto convinta dal fatto di narrare la storia in un modo che potrei definire frammentario, fatto di tante brevi scene che si susseguono senza mai dare alla narrazione un respiro più ampio. Inoltre i temi trattati  nel libro sono diversi, forse troppi vista la brevità. Nonostante avrei preferito qualche pagina in più, ho comunque apprezzato la lettura e il fatto di aver letto una nuova autrice italiana.

VOTO: 7-


Avete letto questi libri? Fatemi sapere cosa ne pensate e se vi ho in qualche modo incuriositi.
Al prossimo appuntamento con la rubrica Impressioni di libri!

mercoledì 2 dicembre 2015

LIBRI DEL MESE # Tre tonalità di rosa

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi è mercoledì, ma invece della consueta rubrica WWW Wednesdays ho pensato di proporvi un post dedicato ad alcune delle mie ultime letture, tre romanzi molto diversi fra loro, ma accomunati dal fatto di essere tre letture che potremmo definire molto femminili. Mi è sembrato interessante notare quante sfumature differenti si possano trovare nel generico insieme dei romanzi rosa, dove con questa definizione non si intende nello specifico la narrativa romance, ma tutta una serie di romanzi con protagoniste femminili che si muovono in ambienti e con finalità diverse e che raccontano vite e vicissitudini di donne rivolgendosi ad un pubblico principalmente femminile.
Iniziamo parlando di Amori non molto corrisposti di Barbara Pym, autrice inglese molto nota negli anni '50 e poi dimenticata per un lungo periodo e infine riscoperta qualche decina di anni dopo.


Autore: Barbara Pym
Editore: Astoria
Curatore: B. Mora
Dati: pp. 254, €17 cartaceo, €8,99 ebook.

La protagonista di questa storia è Dulcie, una donna semplice che lavora come compilatrice di indici e correttrice di bozze e vive da sola nella grande casa lasciatale dai genitori. Nonostante sia ancora giovane, dopo la rottura del fidanzamento con il volubile Maurice, Dulcie si sente già avviata verso un'esistenza da zitella e non si cura più di tanto né del suo aspetto né di coltivare relazioni sociali.
Durante un convegno sui mestieri dell'editoria fa la conoscenza di Viola, un'altra giovane donna indipendente e piuttosto eccentrica ai suoi occhi, innamorata del famoso studioso Alwyn Forbes, uno degli oratori ospiti del congresso. Anche Dulcie non può fare ameno di rimanere affascinata da quest'uomo bello e dall'allure intellettuale, nonostante la sua fama di marito fedifrago. 
Così una volta tornata a casa Dulcie inizia una sua personale indagine sulla vita di Alwyn e coinvolgerà anche Viola nelle sue ricerche, ma mentre quest'ultima perde sempre più l'interesse che nutriva per lui, il sentimento di Dulcie si trasforma da semplice infatuazione in un vero e proprio innamoramento. Peccato che Alwyn, in piena crisi di mezza età e fresco di separazione dalla moglie, si sia invaghito della giovanissima nipote di Dulcie.
Così tra un appostamento e un incontro casuale le vite dei personaggi si incrociano in diversi modi e scenari e i sentimenti degli uni per gli altri si accavallano e si ingarbugliano.
L'autrice è brava nell'orchestrare con grazia e ironia questa commedia degli equivoci e nel ritrarre i suoi personaggi sottolineandone le debolezze. Dulcie ci appare inizialmente come una donna un po' incolore, ma dotata di, forse troppa, curiosità e di uno spirito d'iniziativa insospettabile, mentre Alwyn si comporta  per tutta la durata del romanzo in modo assolutamente egoista, dimostrando vanità e d egocentrismo; tuttavia anche gli altri personaggi non sono da meno tanto che alla fine del romanzo non si può fare a meno di sorridere di certi difetti piuttosto che rimanerne indignati.
Il punto di forza del romanzo è sicuramente lo stile piacevolissimo dell'autrice, mentre ho trovato che la trama, seppur ben congegnata, non avesse realmente molto da dire. In sostanza ho trovato l'idea di fondo un po' troppo debole per rendere completamente apprezzabile il romanzo.

VOTO: 7-


Il secondo romanzo di cui vorrei parlarvi appartiene più nello specifico al genere Chick lit e mi è stato gentilmente inviato dall'autrice Chiara Santoianni, curatrice della collana "A cuor leggero" edita da Edizioni CentoAutori.


Autore: Chiara Santoianni
Editore: Edizioni CentoAutori
Dati: pp. 150, €7,50.

Protagonista del romanzo è Penelope, una giovane italiana trasferitasi da sei anni a Londra per studiare medicina insieme all'amica Gelsomina. In realtà però il suo sogno è diventare una scrittrice affermata e per questo ha lasciato l'università e si guadagna da vivere come barwoman in attesa di vedere finalmente i suoi lavori pubblicati. Quando però i genitori e la sorella informano Penny di essere in procinto di venie a Londra per assistere alla sua laurea, la sua vita finisce nel caos perché la ragazza si trova a d affrontare tutte insieme le bugie che ha accumulato negli anni ai danni della sua famiglia rimasta a Sorrento. Infatti, non solo non ha mai detto ai genitori di aver lasciato gli studi, ma ha anche fatto loro credere di essere felicemente e castamente fidanzata con un medico intenzionato a sposarla. L'unica possibilità per Penelope di uscire indenne da questa visita sembra quella di mettere su una elaborata messinscena in cui lei dovrà impersonare il ruolo della figlia perfetta, ma per la buona riuscita dell'impresa occorrerà tutta l'astuzia e la disponibilità delle sue migliori amiche Olivia e Gelsomina, un appartamento rimesso a nuovo e un finto fidanzato addestrato a dovere.
Inutile dire che nonostante gli sforzi non tutto è destinato ad andare per il verso giusto.
In questo caso più che sui sentimenti il romanzo si incentra sugli imprevisti e sulle situazioni comiche che le tre amiche si trovano ad affrontare per mettere in atto il loro piano e l'autrice ha utilizzato una buona dose di ironia e sarcasmo.
Inaspettatamente il personaggio che ho preferito è quello che sulla carta avrei pensato di non sopportare, ovvero Olivia, l'amica inglese ricca e un po' svampita che divide l'appartamento con le due ragazze italiane, mentre della protagonista ho apprezzato il lato un po' goffo tipico delle protagoniste dei Chick lit, ma non ho apprezzato quel velo di sufficienza con cui sembra trattare la famiglia e soprattutto il fatto che, nonostante si sia messa da sola in quella situazione e i suoi amici si facciano in quattro per aiutarla, trovi sempre qualcosa di cui lamentarsi.
Inoltre, dopo aver paventato per tutto il romanzo, l'ipotetica reazione dei genitori di fronte alla reale vita della figlia, avrei voluto vedere una reazione un po' più energica da parte loro, mentre invece mi è sembrato che tutto si risolvesse troppo facilmente.
La lettura è stata comunque piacevole e mi ha intrattenuta durante un paio di giorni di febbre, quindi non posso che ringraziare ulteriormente l'autrice.

VOTO: 7-

Ultimo libro di cui vi parlerò brevemente è invece ambientato nel mondo della medicina legale e unisce quindi l'ironia e le venature rosa del Chick lit con gli scenari e le dinamiche del romanzo giallo.


Titolo: L'allieva
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Edizioni Tea
Dati: pp. 347, €12.

Alice Allevi è una specializzanda in medicina legale che ama il suo lavoro, ma che spesso sente di non essere ricambiata, infatti ogni giorno viene redarguita e bistrattata dai suoi superiori dell'Istituto che le rimproverano di essere eccessivamente sbadata e a volte goffa. E Alice è davvero così e nonostante la passione e gli sforzi a volte non può fare ameno di combinare qualche disastro.
Una sera però il suo collega e mentore Claudio, la porta con sé sulla scena di un delitto e lì Alice scopre che il cadavere rinvenuto è quella di Giulia, una giovane e bellissima ragazza incontrata per caso qualche giorno prima. Turbata dalla triste coincidenza e affascinata dalla famiglia di Giulia, in particolar modo dalla sorella di lei, Bianca, Alice si lascia coinvolgere sempre più dal mistero che avvolge quella morte e cerca con ogni mezzo di dimostrare che si è trattato di un delitto, anche a costo di inimicarsi superiori e colleghi e di infrangere la legge.
Mentre la vita lavorativa di Alice si complica inesorabilmente, la vita privata popolata da amiche fidate si arricchisce della conoscenza con Arthur, giornalista bello e giramondo che in breve conquista un posto speciale nel suo cuore, nonostante l'attrazione che Alice prova per il brillante e arrogante Claudio. La trama gialla è piuttosto semplice e non è difficile fin dalla metà del romanzo individuare di chi diffidare per quanto riguarda la risoluzione del delitto, inoltre il finale sotto questo aspetto non è stato del tutto soddisfacente, tuttavia ho letto questo libro con piacere, gustandomi le vicende tragicomiche della protagonista e apprezzando i risvolti più romantici della storia. Non nego che a volte ho trovato Alice un po' petulante e un po' troppo pronta a ficcarsi continuamente in guai sempre più grandi per poi piangersi addosso, ma ne ho apprezzato anche l'intraprendenza. Inizialmente nutrivo dei dubbi riguardo questa lettura, anche per come era stata presentata con tanto di paragoni probabilmente fuori luogo, ma letto per quello che è in realtà, un romanzo leggero, una commedia che mescola ironia, sentimento e un pizzico di giallo, io l'ho trovato assolutamente gradevole.
VOTO: 7

Concludo qui con i miei sproloqui pseudo letterari e vi chiedo di farmi sapere se avete letto questi libri e quali sono le vostri opinioni a riguardo.
Come sempre per opinioni, domande o consigli non avete da fare altro che lasciare un messaggio qui sotto. Alla prossima!

domenica 5 luglio 2015

IL LIBRO DEL GIORNO E AGGIORNAMENTO SUMMER READING CHALLENGE # AGATHA RAISIN E LA GIARDINIERA INVASATA DI M.C. BEATON

Bentrovati lettori di passaggio, oggi approfitto di un po' di tempo per fare un breve aggiornamento su come sta andando la mia prima maratona letteraria. Come molti di voi ho deciso di partecipare alla Summer Reading Challenge ideata dal blog Who is Charlie? che prevede la lettura di 10 libri scelti in base ad altrettanti obiettivi entro il 31 agosto prossimo.
Diciamo che sarà un aggiornamento decisamente breve perché per il mese di GIUGNO ho letto solo un libro facente parte della challenge, ovvero Agatha Raisin e la giardiniera invasata di M.C. Beaton che corrispondeva all'obbiettivo numero 4, Un libro facente parte di una saga. 

Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp. 224, 15€.

Questo è il terzo volume delle avventure di Agatha, una cinquantenne che ha ottenuto successo lavorando per anni nelle pubbliche relazioni e che ha deciso di andare in pensione anticipata per realizzare il sogno di trasferirsi da Londra in un cottage della campagna inglese. Una volta approdata nel villaggio di Carsely però Agatha si renderà presto conto di non avere amici e di avere dedicato tutta la sua vita alla carriera senza aver mai imparato a coltivare rapporti umani. 
Inoltre Agatha non ha esattamente un carattere facile, è brusca, prepotente, abituata a imbrogliare pur di ottenere ciò che vuole, ma è anche insospettabilmente sensibile e generosa. Proprio il desiderio di Agatha di farsi degli amici e di provare finalmente un po' di calore umano la spingeranno ad imbarcarsi in imprese strampalate per cercare di ottenere l'attenzione e l'apprezzamento dei compaesani, finendo però sempre per combinare guai rimanendo per di più sempre coinvolta in qualche delitto. La vita di Carsely è molto meno tranquilla di quanto Agatha si aspettasse e lei ha un innato talento nel risolvere i crimini.
In questa terza avventura Agatha scopre, al ritorno da una solitaria vacanza, che in paese è arrivata una nuova abitante, una quarantenne divorziata che è entrata subito nelle simpatie del paesani e soprattutto in quelle del suo vicino, il bel James e come se non bastasse Mary Fortune è bionda, bella, un' ottima cuoca e una giardiniera provetta. Praticamente tutto ciò che Agatha non è.
In preda alla gelosia e ad un malevolo spirito di competizione Agatha decide di partecipare come Mary e James all'annuale mostra dei giardini di Carsely nonostante non sappia nulla di giardinaggio, ma quando in paese cominciano a verificarsi atti vandalici che hanno come obbiettivo proprio i curati giardini del paese, tra gli abitanti cominciano a moltiplicarsi i sospetti soprattutto sui nuovi arrivati e anche Mary non sembra più così perfetta e popolare come all'inizio.
Quando a tutto questo si aggiunge un delitto perpetrato in modo decisamente singolare Agatha non resiste ad entrare in azione e a coinvolgere anche James nelle sue indagini.
Anche in questo terzo romanzo l'autrice è riuscita a coinvolgermi con le vicende del villaggio di Carsely e dei suoi abitanti e Agatha è un personaggio così imperfetto che non si può non affezionarsi a lei. Quindi per me un'altra buona lettura, leggera, divertente e coinvolgente che mi ha come al solito invogliata a procurarmi il prossimo volume.
VOTO: 7 e 1/2

venerdì 28 marzo 2014

IL LIBRO DEL GIORNO # IL LIBRO DI MISS BUNCLE


Buongiorno a tutti! Oggi vi voglio parlare di un libro che ho terminato da pochissimo e che consiglio a chi abbia voglia di una lettura non impegnativa, ma anche di un buon libro, ben scritto, ironico al punto giusto, capace di immergere il lettore nella sua atmosfera.
Il libro in questione è:

IL LIBRO DI MISS BUNCLE


Traduttore: E. Borghese
Editore: Astoria
Dati: 2011, pp. 316, 17€

Trama: La vicenda si svolge a Rivargenton, cittadina della campagna inglese, negli anni '30, quando il crollo delle borse comincia a farsi sentire anche nelle villette ben curate della buona società.
Tra gli abitanti del villaggio, Barbara Buncle, trentenne dimessa che vive sola con la governante Dorcas, si rende conto che i dividendi che rappresentano la sua unica entrata, non sono più sufficienti per il loro mantenimento, neppure a costo della più ferrea economia. Non sapendo in che modo procurarsi denaro, l'ingenua e semplice Miss Buncle decide di scrivere un libro e di inviarlo a una qualsiasi casa editrice nella speranza che venga pubblicato. Cosciente però di non avere alcuna immaginazione, Miss Buncle decide di scrivere dell'unico argomento che conosce bene, ovvero Rivargenton e i suoi abitanti.
Quando il libro viene realmente pubblicato sotto pseudonimo, la vita del villaggio sarà sconvolta dalla curiosità sull'identità del misterioso autore, ma soprattutto dalla rabbia degli abitanti che si riconosceranno nei vizi e nelle caratteristiche dei personaggi fedelmente ritratti dalla penna di Barbara.

L'autrice: Dorothy E. Stevenson (1892-1973) è stata una scrittrice scozzese, che ha pubblicato più di quaranta romanzi, ottenendo il maggior successo tra gli anni '30 e '40. Nonostante molti considerassero i suoi lavori come romanzi cosiddetti leggeri, le sue storie piene di sottile ironia rappresentano una acuta osservazione della società della sua epoca.

La mia opinione su questo libro è assolutamente positiva; la storia di Miss Buncle, una donna che non conosce niente del mondo al di fuori del suo villaggio e dei suoi abitanti, semplice nell'animo e nell'aspetto, considerata come una creatura sgraziata e di nessun interesse da molti dei suoi concittadini, ma che si rivela suo malgrado una attenta osservatrice, porta il lettore a parteggiare per lei, perché ottenga almeno la giusta considerazione da parte dei suoi amici e vicini. 
Il mondo descritto nel libro è quello di una comunità composta principalmente da appartenenti all'alta borghesia, persone con tempo e mezzi a loro disposizione, una società in cui per una donna il miglior modo per risolvere ogni problema è trovare un buon partito da sposare, mentre gli uomini si limitano a coltivare giardini e piccole ambizioni. Ci sono tuttavia delle eccezioni, come il nuovo parroco che vuole mettersi alla prova e vivere con poco, o l'anticonformista Miss Regnant, che fuma e si veste come un uomo.
I personaggi più divertenti però sono quelli che avranno più risalto nel libro di Miss Buncle e non certo per le loro caratteristiche positive, come Mrs. Agnelli di Featherstone e l'anziana Mrs. Carpentier o l'astuta Mrs Verdimanicy.
Dopo la pubblicazione del libro infatti si scatenerà una vera caccia all'uomo per smascherare l'abitante di Rivargenton che sotto le mentite spoglie di John Smith ha descritto con minuzia di particolari vizi e abitudini dei suoi vicini, facendoli muovere  a suo piacimento nell'immaginario scenario di Campoferrum, celati da nomi di fantasia. 
Nessuno però immaginerebbe mai che dietro la penna di John Smith possa celarsi l'insignificante Miss Buncle, così in un susseguirsi di equivoci, fraintendimenti e rivelazioni, si dipanano le vicende di tutti i personaggi, compresa Barbara che scoprirà non solo di avere un certo talento come scrittrice, ma anche di essere in grado di cambiare la sua vita.
Ho apprezzato molto l'atmosfera del libro e l'ambientazione nella piccola comunità di Rivargenton dove tutti si conoscono e sono convinti di sapere tutto gli uni degli altri, mentre al contrario, ogni abitante ha qualche segreto o qualche proposito gelosamente celato agli altri, mentre le chiacchiere e i pettegolezzi spesso sviano le opinioni delle persone e confondono le acque.
Nonostante per tutto il libro non ci siano grandi colpi di scena, la narrazione risulta molto piacevole, anche grazie alla capacità descrittiva dell'autrice e all'ironia con cui sembra benevolmente tratteggiare i suoi personaggi. Da lettrice mi sono trovata a mio agio tra le pagine di questo libro, ho immaginato Rivargenton, la campagna con le sue giornate soleggiate, i salotti dove le signore si riuniscono per il tè e tanti altri piccoli particolari che rendono una storia e i suoi personaggi così familiari per un lettore, che una volta arrivati all'ultima pagina è un piccolo dispiacere riporre il volume in libreria.
Insomma non posso far altro che consigliare la lettura di questo libro!

VOTO: 8 e 1/2