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venerdì 13 aprile 2018

Il libro del giorno # Nowhere Girls di Amy Reed

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi parlo di una delle mie letture più recenti, un romanzo young adult che tratta tematiche quanto mai attuali come il bullismo, il sessismo e la violenza nelle scuole.


Titolo: Nowhere Girls
Autrice: Amy Reed
Casa editrice: Piemme
Traduzione: E. Papaleo
Dati: pp. 368, €17.

Prescott è una cittadina della provincia americana in cui la comunità si riunisce intorno a pochi punti fermi, la chiesa, lo sceriffo e la squadra di football del liceo. Tutti si conoscono almeno di vista e le cariche importanti sono tutte occupate da persone impegnate a difendere il loro status e che per questo si guardano le spalle a vicenda. Le cose sembrano destinate ad andare così per sempre, ma a rompere l'apparente tranquillità della città arriva una denuncia di stupro a carico dei tre giocatori più popolari della squadra. L'accusa getta la scuola, ma anche l'intera cittadinanza nello scompiglio e per ripristinare l'ordine delle cose la città volta le spalle alla vittima. Lucy è quindi costretta ad andarsene, a sparire letteralmente dalla circolazione a causa dell'indifferenza, della violenza, degli insulti.
Nella casa dove abitava Lucy si trasferisce la famiglia di Grace, una timida studentessa a sua volta abbandonata dalle amiche e costretta a lasciare la sua città a causa delle idee progressiste della madre che è un pastore. Nella nuova scuola Grace incontra Rosina, una ragazza di origine messicana che si sente oppressa dalle regole e dai bisogni della sua numerosa famiglia, e che invece sogna di partire per poter diventare una rock star e vivere liberamente la propria omosessualità. La migliore, nonché unica, amica di Rosina è Erin, una ragazza estremamente intelligente, ma emarginata a causa della sindrome di Asperger che le rende difficile socializzare e stare a contatto con le persone.
L'ombra di ciò che è successo a Lucy sembra incombere ancora su Prescott e soprattutto sulla scuola dove molti ragazzi, guidati dall'esempio degli stupratori rimasti impuniti, trattano le ragazze come oggetti, le deridono e le sminuiscono, le molestano e le intimidiscono, sicuri di essere intoccabili solo perché membri della squadra di football, vanto della città.
Il disgusto verso questa situazione di intollerabile ingiustizia fa scaturire nelle tre ragazze l'idea di riunire quante più studentesse possibili in una sorta di gruppo segreto, le Nowhere Girls, in cui poter parlare liberamente delle proprie esperienze e cercare con ogni mezzo di combattere le prepotenze e le discriminazioni nella scuola. L'inizio non sarà facile, ma con il tempo saranno sempre più numerose le ragazze che aderiranno al movimento e alle sue forme di protesta, chi per senso del dovere, chi per semplice curiosità, chi perché ha subito sulla propria pelle una violenza rimasta impunita. L'autrice ci racconta i fatti alternando capitoli corali a capitoli che seguono principalmente una delle tre protagoniste, e soprattutto in questi si nota il cambiamento e la maturazione delle tre ragazze. Grace trova in Dio e in se stessa una forza che non sospettava minimamente di avere, grazie all'impegno nel gruppo non è più una studentessa goffa e invisibile, ma diventa un punto di riferimento per le altre. Rosina riesce ad elaborare tutta la sua rabbia e la sua frustrazione, non deve più fingere che ogni cosa le scivoli addosso, mente Erin mette alla prova se stessa per verificare che anche se non tutto è programmato e prevedibile, lei è in grado di gestire le sue emozioni, non deve per forza trasformarsi in un androide per non esserne sopraffatta.
Le strategie delle ragazze per far sentire le proprie voci e per essere finalmente prese sul serio, non sempre risultano efficaci, ma i risultati piano piano arrivano. Molti ragazzi cambiano atteggiamento e appoggiano apertamente il movimento delle Nowhere Girls, gli intoccabili sentono vacillare i loro piedistalli, in altre scuole le ragazze prendono esempio. Sono gli adulti invece a non voler vedere, a cercare con ogni mezzo di mettere a tacere le ragazze, come la preside del liceo e il suo ostinato servilismo verso lo sceriffo e le altre autorità cittadine, o l'allenatore della squadra al quale non importa nulla degli studenti e per cui contano solo le vittorie nel football.
Trattandosi di un romanzo sugli adolescente e principalmente rivolto agli adolescenti non mancano le questioni sentimentali che riguarderanno tutte e tre le protagoniste. Questa è una scelta narrativa che non ho apprezzato del tutto, perché se da un lato sembra giusto che tutte e tre trovino la persona giusta, dall'altro l'ho trovato un modo un po' ruffiano per accontentare i lettori. Così come non ho apprezzato il modo in cui è stato caratterizzato il personaggio di Amber, e per non fare spoiler, mi limiterò a dire che l'autrice non le ha concesso un vero e proprio cambiamento come alle altre ragazze, ma le ha riservato un ruolo ingrato, scelta che in un romanzo basato sul combattere il maschilismo e le discriminazioni di genere, ho trovato alquanto stonata. 
Da un punto di vista stilistico non ho apprezzato particolarmente la scelta di narrare tutta la storia al tempo presente, perché specialmente se usato in terza persona, rende la prosa poco fluida, mentre per quanto riguarda i contenuti, il messaggio più importante a mio parere, oltre alle legittime rivendicazioni delle ragazze e l'intento di combattere la sopraffazione e gli stupri, è che quello che le studentesse di Prescott riescono ad organizzare non è propriamente una rivolta quanto una unione. Finalmente le ragazze sono tutte dalla stessa parte, le cheerleaders e le secchione, le puritane e le disinibite, le sportive e le invisibili. Adesso sanno che hanno tutte qualcosa di importante che le accomuna e nessuna si sentirà più sola a camminare per i corridoi della scuola.
Un romanzo dedicato ad un pubblico young adult che tratta temi importanti e sempre attuali, quindi, nonostante qualche difetto, non possa  non consigliarlo.

VOTO: 7 e 1/2


lunedì 17 luglio 2017

Il libro del giorno # Carry on di Rainbow Rowell

Buon inizio settimana lettori di passaggio, oggi finalmente trovo il tempo per parlarvi di una delle mie letture recenti, Carry on di Rainbow Rowell.


Titolo: Carry on
Autrice: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Traduzione: F. Merani
Dati: pp. 538, €17.

Trama: Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Come vi avevo accennato in precedenza, questo è stato il mio primo approccio con l'autrice e forse tutto sommato non è stata un'idea brillante visto che questo romanzo è il primo esperimento di Raibow Rowell con il genere fantasy e che nasce come "costola" di Fangirl, nella cui storia, la protagonista si diletta nello scrivere fanfictions dedicate appunte a Simon e Baz, a loro volta protagonisti di una immaginaria serie fantasy ambientata nella scuola di magia di Watford.
Non essendo particolarmente attratta dalla trama di Fangirl, ho deciso di tentare direttamente la lettura di Carry on e se da un lato il romanzo risulta essere completamente indipendente dall'altro e quindi può essere benissimo essere letto da solo, dall'altro il fatto che si apra direttamente all'inizio dell'ultimo anno di scuola dei protagonisti, senza che al lettore vengano fornite particolari informazioni riguardo a Watford e ai suoi studenti, all'inizio mi ha lasciata un po' interdetta, con la sensazione di essere come arrivata a film già iniziato. Il lettore comunque si ambienta immediatamente tra gli scenari immaginati dall'autrice anche perché la Rowell ha attinto a piene mani dai mondi magici creati da altri autori, prima fra tutti J.K. Rowling e che sono ormai familiari per gli amanti del genere. Nonostante questi rimandi non depongano particolarmente a favore dell'autrice, in generale non mi hanno infastidita anche perché mi sono sembrati più un omaggio al lavoro di altri che una scopiazzatura senza remore. Non avendo letto altri romanzi dell'autrice e non sapendo con certezza come affronti trame di altro tipo, leggendo Carry on ho avuto l'impressione che volesse, non tanto scrivere un nuovo Harry Potter, quanto proseguire il lavoro della sua Kat, protagonista di Fangirl e fare un omaggio al genere urban fantasy dedicando un'intera storia a due personaggi che meritavano un loro spazio. Il punto di forza di Carry on infatti sono proprio i protagonisti e i rapporti che si instaurano e si evolvono tra di loro, mentre nell'immaginario magico di Watford, al di là di qualche scena meglio riuscita, non c'è nulla di particolarmente elaborato o originale.
La scelta di raccontare la vicenda alternando diversi punti di vista, da un lato ha dato ritmo alla narrazione, ma dall'altro ha messo in evidenza i limiti dell'autrice nel caratterizzare compiutamente i suoi personaggi almeno da un punto di vista linguistico, infatti lo stile dell'autrice è estremamente semplice, le diverse voci si somigliano tutte e, a mio parere, sarebbe stato meglio limitarsi ai punti di vista dei protagonisti Simon e Baz, che sono comunque i personaggi meglio sviluppati. 
Simon è un orfano cresciuto nelle case famiglia dei Normali, finché non è stato scovato dall'Arcimago, preside di Watford e comandante in capo del mondo magico. A quanto pare Simon è il mago più potente in circolazione, secondo le profezie solo lui sarà in grado di salvare il mondo magico dal declino in cui versa e di sconfiggere il Tedio, l'oscura minaccia che cancella ogni traccia di magia al suo passaggio e che perseguita Simon dal suo arrivo a scuola. Sfortuna vuole che Simon non sappia controllare il suo potere e che non abbia idea di come sconfiggere il Tedio. Baz invece è il rampollo di una delle casate più antiche e temute del mondo magico, famiglie che vedono nell'Arcimago un usurpatore e in Simon una minaccia al proprio potere e al proprio prestigio. 
I due sono costretti a dividere la stanza fin dal primo giorno di scuola e da allora tra i due è in corso una guerra personale dovuta sia al fatto di trovarsi nelle due opposte fazioni della lotta per il potere magico, sia dal fatto che i due ragazzi non potrebbero essere più diversi.
Tanto Simon è goffo, insicuro e istintivo, tanto Baz è impeccabile, arrogante e calcolatore, ma la rivalità e l'inimicizia che li lega fin dal primo giorno di scuola nasconde un reciproco attaccamento difficile per entrambi da ammettere e da comprendere.
Nonostante diversi elementi del romanzo mi abbiano lasciata perplessa e neppure il finale mi abbia del tutto soddisfatta, ho apprezzato questa lettura, soprattutto perché non ho potuto fare a meno di affezionarmi ai due protagonisti, di sorridere dei loro battibecchi e di intenerirmi di fronte all'evoluzione del loro rapporto.
Probabilmente il genere fantasy non è particolarmente congeniale all'autrice, ma sono curiosa di leggere altri suoi romanzi e fare la conoscenza di altri suoi personaggi.

VOTO: 7+

lunedì 19 ottobre 2015

IL LIBRO DEL GIORNO # IO NON TI CONOSCO DI S.J. WATSON

Buonasera lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi di un romanzo la cui pubblicazione mi aveva intrigata molto, in fatti dopo aver letto L'amore bugiardo e La ragazza del treno ero curiosa di provare questo nuovo thriller psicologico. Ringrazio sentitamente la Piemme per avermi inviato una copia in ebook del romanzo in questione, ho apprezzato molto la loro gentilezza anche se purtroppo non sono riuscita ad apprezzare altrettanto il romanzo.


Autore: S.J. Watson
Editore: Piemme
Traduttore: S. Travagli
Dati: pp. 447, cartaceo €19,90, ebook €9,90.

La storia è narrata in prima persona da Julia, una fotografa di quasi quarant'anni che vive a Londra con il marito chirurgo e il figlio quattordicenne. Quella che sembra una vita tranquilla e ordinata viene sconvolta dalla morte di Kate, la sorella minore di Julia, uccisa e abbandonata in un vicolo di Parigi, città dove la ragazza viveva da qualche tempo. Oltre al dolore per la morte della sorella, Julia viene fortemente colpita anche dal senso di colpa, sia per aver lasciato Kate quando da ragazza avevo deciso di partire per la Germania con il fidanzato di allora, sia perché i rapporti tra le due sorelle erano da tempo tesi a causa di Connor, il figlio che Julia ha cresciuto come suo fin da piccolo, ma che in realtà è il figlio che Kate ha avuto a 16 anni e che non era in grado di mantenere.
Il dolore e la frustrazione per l'inconcludenza delle indagini destabilizzano Julia e la fanno allontanare dalle persone che le sono più care, come il marito che cerca di convincerla ad andare in terapia per superare il lutto senza ricadere nel vizio dell'alcool o Adrienne, la sua migliore amica, con cui nascono una serie di incomprensioni. L'unica che sembra capirla è Anne, la coinquilina di Kate, con la quale instaura in breve una solida amicizia e dalla quale Julia scopre che la sorella era solita chattare con diversi uomini grazie ai siti di incontri on line e che a volte li incontrava nella vita reale per una notte di sesso.
Sconcertata e allo stesso tempo incuriosita da questo lato della sorella che non conosceva, Julia decide di iscriversi ad uno di questi siti come Janye nella speranza di trovare qualche indizio su chi possa aver ucciso Kate e conosce un ragazzo una decina di anni più giovane di lei, attraente e premuroso, che inizia immediatamente a farle la corte.
Nonostante il senso di colpa dovuto al fatto di agire alle spalle del marito, Julia decide di proseguire la conoscenza di Lukas anche quando questa si fa più intima e illudendosi di avere una possibilità di scoprire l'assassino di Kate, decide di incontrare il giovane di persona. Tra i due esplode immediatamente la passione, una passione divorante che per Julia diventa quasi una dipendenza e che la porta a rivelare a Lukas segreti e fantasie, ma che con il passare del tempo diventa sempre più pericolosa perché rischia di farle perdere tutto quello che ha costruito, la sua famiglia e soprattutto suo figlio. 
L'idea del romanzo, anche se non particolarmente originale, è comunque abbastanza interessante e lo stile dell'autore è veloce e semplice così da rendere il romanzo una lettura poco impegnativa, tuttavia tante, troppe cose non mi sono piaciute a partire dal fatto che sebbene la storia prenda avvio dalla morte di Kate, questa appare da subito un espediente narrativo e nient'altro. Non solo non si sa quasi nulla di Kate, ma non si sa neppure nulla su che cosa sia potuto succedere, non si accenna quasi ad un indagine, a qualche teoria, non ci sono sviluppi di sorta fin quasi alla fine del romanzo. Julia stessa non parla mai con la polizia delegando l'incarico al marito. 
La parte più consistente del romanzo è incentrata sulla relazione tra Julia e Lukas, sul loro avvicinamento e sulla passione che li travolge tanto da far credere a Julia di essere davvero innamorata, fino a quando l'idillio comincia a creparsi e a lasciar entrare l'ombra del dubbio riguardo la vera natura e le reali intenzioni dell'uomo. Questa parte del romanzo secondo me manca completamente di tensione e questo per un thriller è imperdonabile. Il personaggio di Lukas non ha niente di inquietante e alcune situazioni in cui la protagonista si trova coinvolta mi sono sembrate involontariamente comiche.
Il problema più grosso del romanzo è probabilmente proprio la protagonista, una donna che si dimostra per tutto il romanzo contraddittoria ed egocentrica. Tutto ciò che fanno o provano gli altri personaggi ha valore solo in riferimento a lei, a quello che prova lei e questo vale sia per il figlio, che lei teme si allontani, sia per il marito che ha problemi sul lavoro e che lei accusa inconsciamente di non capire il suo dolore tacitando in questo modo il senso di colpa dovuto al tradimento, che per gli altri personaggi. 
Anche se le viene fatta notare l'inutilità di indagare nei siti di incontri on line già passati al setaccio dalla polizia, Julia si convince di doverlo fare per Kate e per Connor, mentre in realtà, via via che si lascia coinvolgere nel rapporto con Lukas, diventa sempre più evidente che il vero motivo non è risolvere il mistero intorno alla morte della sorella, ma piuttosto riprovare certe sensazioni perdute e una parte di sé ormai sedata da anni, la Julia giovane e innamorata che viveva in una casa occupata di Berlino in mezzo ad artisti, giramondo e droghe. Spesso leggendo mi è capitato di prendermi a schiaffi sulla fronte all'ennesima sciocchezza detta o fatta dalla protagonista, che dimostra più e più volte di non voler veder o sentire quello che al lettore pare chiaro e limpido. Anche il finale non viene risollevato dal colpo di scena che sembra studiato per sorprendere, ma che appare davvero poco realistico, inoltre il lettore viene lasciato ulteriormente con l'amaro in bocca perché ci sarebbe stata la possibilità di avere qualche ulteriore spiegazione, la descrizione di quello che potrebbe essere il futuro dei personaggi, invece viene lasciato tutto in sospeso, in un limbo in cui nessuno vince e nessuno perde perché in realtà nessun personaggio è dalla parte del giusto.
In un thriller psicologico in qui l'idea centrale sembra essere quella di dimostrare come nessuno è davvero come sembra, le rivelazioni mi sono sembrate davvero troppo affrettate, le spiegazioni superficiali.
In sostanza non sono rimasta soddisfatta da questa lettura in cui, a mio parere, i difetti superano abbondantemente i pregi, ma non escludo di recuperare altro di questo autore e magari di ricredermi.
Fatemi sapere se avete letto questo libro e se a voi invece è piaciuto.
Ala prossima e buone letture!

VOTO: 6

martedì 14 luglio 2015

IL LIBRO DEL GIORNO # LA RAGAZZA DEL TRENO DI PAULA HAWKINS

Bentrovati lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi della mia ultima lettura, un giallo di cui si parla molto ultimamente e che mi aveva incuriosita sin dalla sua uscita in lingua originale.
Devo assolutamente ringraziare la Piemme Edizioni per avermi inviato l'ebook del libro ed avermi dato la possibilità di leggerlo ed in effetti mi sono buttata nella lettura non appena arrivato.
Il libro in questione è:

Autore: Paula Hawkins
Traduttore: B. Porteri
Editore: Piemme
Dati: pp. 306, 19€ e 50, Ebook 9€ e 90.

La ragazza del treno è Rachel, una trentenne che ogni giorno percorre lo stesso tragitto seduta sempre vicino al finestrino sul treno che ogni mattina la porta in città ed è proprio questo consueto viaggio il momento migliore delle sue giornate, infatti Rachel non è certo una donna felice, è caduta in depressione per non essere riuscita a diventare madre e ha cominciato a bere e questo ha causato la fine del suo matrimonio e le ha fatto perdere gli amici e il lavoro.
Ogni giorno il treno attraversa il sobborgo dove un tempo Rachel abitava insieme al marito Tom e passa di fronte a quella che  era la sua casa e che adesso lui condivide con Anna, la donna che è stata prima la sua amante e che adesso è la sua seconda moglie e con la loro figlioletta e ogni giorno per lei si rinnova il dolore di aver perso l'uomo che amava e di non aver avuto il figlio tanto desiderato. Prima di arrivare al civico 23 però il treno si ferma sempre ad un semaforo di fronte al civico 15 ed è quello il momento preferito di Rachel perché in quella villetta così simile a quella dove lei abitava vive una giovane coppia che nella sua fantasia incarna la coppia perfetta, lei bionda, bella, vivace, lui attraente, prestante, protettivo. In realtà Rachel non li conosce, non sa nulla di loro, ma le piace immaginare la loro vita insieme, le loro personalità, il loro amore, cercando consolazione in quelle fantasie dal proprio dolore.
Una mattina però accade qualcosa di imprevisto e Rachel vede qualcosa che non si sarebbe mai aspettata e che la sconvolge e la fa infuriare perché sgretola il suo sogno della coppia perfetta e quando la giovane donna bionda che abita al civico 15 scompare senza lasciare tracce anche lei si sentirà coinvolta nella vicenda più intimamente di quanto si sarebbe mai immaginata.
Da questo momento in poi si accumulano domande su domande nella testa di Rachel: chi sono davvero Scott e Megan, la coppia di cui ha immaginato la vita per tanto tempo osservandoli ogni giorno dal treno? Che cosa è successo a Megan? Che cosa ha visto lei la sera della scomparsa quando ha vagato ubriaca vicino a casa del suo ex marito? 
Gli ingredienti per un buon romanzo giallo non mancano e l'autrice ha saputo costruire una trama che avvince fin dalle prime pagine e incalza il lettore ad andare avanti in cerca della verità, o meglio delle verità. Infatti i capitoli alternano il racconto di Rachel con i ricordi di Megan e le osservazioni di Anna, tre punti di vista femminili per tre donne completamente diverse. 
Rachel si sente sconfitta, ha perso tutte le sue sicurezze e cerca di mettere a tacere bevendo la rabbia, il senso di ingiustizia e il disgusto di se stessa che la divorano. 
Megan è irrequieta, insoddisfatta e nasconde più di un segreto.
Anna invece si sente una vincitrice, ha strappato Tom ad una donna che non lo meritava, ha costruito con lui una famiglia e si sente sicura di sé e del loro amore, anche se a volte questa nuova vita non è s facile e quella pazza ubriacona di Rachel non vuole lasciarli in pace.
Attraverso i punti di vista delle tre protagoniste conosciamo anche i personaggi maschili, Scott, Kamal e Tom, attorno ai quali si concentrano i desideri, i risentimenti e i sospetti.
Pezzo per pezzo, grazie a ricordi, osservazioni, indizi, l'autrice ci accompagna fino alla risoluzione del mistero seguendo tre sentieri che procedono separatamente pur incrociandosi in alcuni punti, fino a riunirsi nel finale.
Pur avendo apprezzato molto questa lettura, non posso fare a meno di menzionare alcuni difetti del romanzo come il fatto che avrei voluto qualche spiegazione in più alla fine e il fatto che lo stile dell'autrice è davvero molto semplice e se questo da un lato rende la lettura leggera e scorrevole, dall'altro non rende al meglio la scelta di strutturare il romanzo su tre punti di vista differenti le cui voci risultano stilisticamente troppo simili pur nella diversità dei personaggi.
Infine non credo si possa parlare esattamente di difetto, ma devo dire che nessuno dei personaggi  mi è risultato particolarmente caro, al contrario li ho trovati tutti quanti sgradevoli per un motivo o per l'altro, ciò non toglie che il libro mi sia piaciuto, mi abbia saputo intrattenere senza mai annoiarmi e in diversi punti mi abbia lasciata con la convinzione di aver capito tutto per poi smentirmi poche pagine dopo.
In conclusione consiglio questo libro a chi ama i gialli e a chi ha voglia di una storia intrigante e incalzante, ma allo stesso tempo lineare e godibile.

VOTO: 7 e 1/2 .


martedì 5 maggio 2015

I LIBRI DEL MESE #APRILE 2015

Bentrovati lettori di passaggio, una nuova settimana è cominciata e ho deciso di dare il benvenuto al mese di maggio parlando di due delle letture del mese appena trascorso.
Il primo libro di cui vi parlo è stata davvero una rivelazione e si tratta de La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby, una autrice italiana che vive ormai da anni in Inghilterra, ma che spesso ambienta i suoi romanzi nella sua Sicilia. Questo volume mi è stato regalato a Natale e caldamente consigliato, ma come spesso mi accade riguardo autori italiani contemporanei, ero un po' titubante. Devo dire di essermi completamente ricreduta tanto che sono già a caccia di altri libri di questa autrice!.

Titolo: La Mennulara
Autore: Simonetta Agnello Hornby
Editore: Feltrinelli
Dati: pp. 208 , 8€ e 50.
La storia ha inizio il 23 settembre 1963 con la morte di Maria Rosalia Inzerillo, conosciuta come "la Mennulara", domestica di casa Alfallipe.
Infatti fin da ragazzina, la Mennulara ha sempre lavorato come cameriera di una delle famiglie più importanti di Roccacolomba, prima alle dipendenze della signora Lilla e poi per il figlio di lei, Orazio, amante delle arti e delle donne, ma per nulla portato per la gestione degli affari di famiglia, il quale negli anni ha delegato un numero sempre maggiore di oneri alla domestica trasformandola di fatto nella vera amministratrice delle ricchezze di famiglia.
Alla morte dell'avvocato la Mennulara aveva deciso di lasciare Palazzo Alfallipe, pur continuando ad occuparsi della vedova Adriana, passiva ed egocentrica, ma molto affezionata alla domestica tanto da trasferirsi con lei in un modesto appartamento tra le reazioni sconcertate dei figli.
Adesso con la morte della Inzerillo, i tre Alfallipe si riuniscono di nuovo intorno alla madre per scoprire finalmente se la domestica ha lasciato loro parte di quella ricchezza che sospettano lei abbia accumulato negli anni a loro discapito  e di cui si ritengono i legittimi destinatari, ma a quanto pare non c'è nessun testamento, solo un messaggio indirizzato ai tre fratelli in cui sono contenute alcune bizzarre volontà della defunta, che sembrano l'ennesima sfida o tiro mancino lanciatogli dalla donna.
Per Lilla, superba e avida, Gianni, debole e conformista e Carmela, sciocca e vittima del marito, iniziano una serie di maldestri tentativi per cercare di ottenere ciò che pensano spetti loro a dispetto degli ammonimenti della Mennulara, e che non faranno altro che tirare fuori il peggio di loro, mostrando al paese la debolezza e l'avidità della loro natura.
Nel frattempo anche gli altri abitanti di Roccacolomba non parlano altro che della Mennulara perché tutti, in un modo o nell'altro hanno avuto a che fare con lei e tutti si pongono domande su chi fosse davvero, su come avesse vissuto fino ad allora quella donna così riservata e dai modi bruschi, ma intelligente e scaltra. Il paese è animato da pettegolezzi di ogni tipo, tutti, dal medico ai portinai, dalle camerieri al parroco, dalle signore delle famiglie illustri agli esponenti della mafia, hanno un ricordo o un episodio che li lega alla Mennulara ed ognuno custodisce un pezzo della vita e della personalità della defunta.
Ed è proprio questo il fulcro del libro, il modo in cui attraverso i sussurri e le chiacchiere di un intero paese, si ricostruisce pezzo per pezzo la storia di Maria Rosalia Inzerillo, una donna di grande forza e intelligenza che ha vissuto costruendosi una propria etica morale per affrontare le difficoltà.

VOTO: 8

Il secondo libro di cui voglio parlarvi è Sherlock, Lupin & Io. Il trio della dama nera, il primo volume di una serie per ragazzi tutta italiana che riunisce nelle sue storie tre personaggi che conosciamo tutti, ma in una veste  nuova e insolita, ovvero negli anni dell'adolescenza.

 Titolo: Sherlock, Lupin & Io. Il trio della dama nera
Autore: Irene Adler
Editore: Piemme
Dati: pp. 259, 4€ e 90.
Ammetto di aver comprato questo libro tentata dal prezzo lancio di 4€ e 90, ulteriormente scontato del 25% e attratta dall'edizione davvero molto carina e impreziosita da piccole illustrazioni, ma nonostante non mi aspettassi nulla da questa lettura se non qualche ora di svago, ne sono stata piacevolmente sorpresa perché si tratta di una storia davvero carina, che pur nella sua semplicità riesce a coinvolgere anche un lettore adulto e anche perché è scritta bene, cosa non scontata di questi tempi, meglio di molti young adult o urban fantasy che mi è capitato di leggere negli ultimi anni.
La vicenda si svolge nella cittadina francese di Saint-Malo, dove, nell'estate del 1870 si incontrano per la prima volta Irene Adler, una dodicenne americana un po' ribelle, Sherlock Holmes, sarcastico e allampanato e l'affascinante Arsène Lupin, tre adolescenti destinati ad un avventuroso futuro, ma che al momento sono semplicemente in villeggiatura con le rispettive famiglie. 
I tre amici però non sono certo dei ragazzini come tutti gli altri e quando, durante le loro esplorazioni, trovano sulla spiaggia il cadavere di un uomo , iniziano ad indagare per risolvere il mistero sull'identità dello sconosciuto finendo per rimanere coinvolti in altri intrighi, furti e leggendarie apparizioni.
Credo proprio che recupererò gli altri volumi di questa serie, perché, anche se si tratta di una lettura destinata ad un pubblico molto giovane, ha saputo intrattenermi in modo molto piacevole e mi ha divertito mostrandomi due personaggi che mi sono cari come Sherlock Holmes e Lupin agli esordi della loro carriera, quindi mi sento di consigliarne la lettura a chi, come me, ama anche la narrativa per ragazzi.
VOTO: 7 

mercoledì 4 febbraio 2015

I LIBRI DEL MESE #GENNAIO 2015

Bentrovati lettori di passaggio, oggi inauguriamo una nuova tipologia di post, ovvero I LIBRI DEL MESE, in questo caso del gennaio che è appena trascorso, in cui vi parlerò non di tutte le letture fatte durante il mese, ma delle letture che per un motivo o per l'altro mi sono sembrate più degne di nota.
Cominciamo parlando di due letture che mi hanno colpito positivamente, la prima delle quali è Tra mamma e Jo di Julie Anne Peters.


Titolo: Tra mamma e Jo
Autore: Julie Anne Peters
Editore: Playground
Traduttore: C. Scarlata
Dati: pp. 173, 13€

Di questa autrice ho letto qualche mese fa il romanzo forse più famoso, almeno qui in Italia, ovvero Luna e, nonostante anche quest'ultimo mi sia piaciuto molto, Tra mamma e Jo mi ha convinto maggiormente e in parte mi ha anche commosso, cosa che vi assicuro, è tutt'altro che facile!
Il romanzo è narrato in prima persona da Nick, un adolescente nato all'interno di una coppia omosessuale formata da Erin, la madre biologica e da Jo, la sua compagna. 
Nella prima parte del libro, Nick racconta attraverso i ricordi di determinati episodi, la sua vita di bambino cresciuto in una famiglia diversa dalle altre, la quotidianità, le incomprensioni a scuola, l'amore tra le due mamme, ma anche le difficoltà della coppia. Infatti mentre Erin sembra una figura di madre più classica, Jo appare soprattutto all'inizio lo stereotipo della lesbica mascolina e fuori dagli schemi, ma proseguendo nella lettura, si capisce meglio come i ruoli all'interno della coppia non siano così definiti, che Erin, la madre biologica e più femminile è anche una donna rigida, più fredda rispetto a Jo, la quale invece è quella che, a modo suo, trasmette a Nick gli insegnamenti fondamentali ed è la madre a cui il ragazzo si rivolge in caso di bisogno.
Nonostante l'amore che lega entrambe le madri al figlio, le diversità caratteriali, le ambizioni di Erin e le debolezze di Jo, creano una spaccatura insanabile nella coppia e infatti la seconda parte del romanzo è incentrata, non più sul tema della famiglia omogenitoriale, ma su quello che prova un adolescente di fronte alla separazione dei propri genitori, sul dolore dovuto al distacco, sulla rabbia e l'impotenza verso una situazione che Nick non riesce ad accettare.
Non mi dilungo oltre sulla trama del libro per evitare ulteriori spoilers, ma ci tengo a sottolineare come l'autrice sia riuscita, pur nella brevità di questo romanzo, a creare dei personaggi vivi, realistici pur in un contesto inusuale, imperfetti, ma difficili da dimenticare.
Anche le pagine più dolorose del libro, in cui il lettore può provare l'amarezza del senso di ingiustizia, lo sconforto, perfino l'indignazione, sono scritte senza cadere in eccessi patetici, con la semplicità con cui avrebbe potuto raccontare un vero adolescente.

VOTO: 8


Il secondo libro di cui voglio parlarvi è un giallo, Sulla Pelle di Gillian Flynn, che ho avuto modo di recuperare in ebook.


Titolo: Sulla pelle
Autore: Gillian Flynn
Editore: Piemme
Traduttore: B. Murgia
Dati: edizione ebook 926,1 KB, 4,99€

Protagonista della storia è Camille, una giornalista di cronaca nera sulla trentina che lavora a Chicago.  Per compiacere il direttore del giornale che è caccia di un grosso scoop, accetta di tornare nella sua città natale per investigare sulla sparizione di una bambina ad un anno di distanza dal rapimento e dalla morte di un'altra bambina della stessa età.
Per far questo sarà costretta ad alloggiare presso la madre, Adora, una dona stravagante con cui  ha un pessimo rapporto, nella grande casa dove aleggia ancora forte il ricordo della sorella minore di Camille, morta quando lei aveva tredici anni. Ad accoglierla ci sono anche il marito della madre, che la considera alla stregua di un'ospite indesiderata e Amma, la sorellastra adolescente che praticamente non conosce.
All' angoscia di dover vivere di nuovo sotto lo stesso tetto con la madre, nella casa dove Camille ha profondamente sofferto, si unisce il turbamento per la sparizione delle bambine che delinea un quadro sempre più inquietante della piccola città e fa riemergere in lei le pulsioni autolesionistiche che l'hanno tormentata fin da ragazzina e che già una volta le sono costate un lungo ricovero.
Con il passare dei giorni, mentre non sembrano essere rivelati indizi o dettagli utili per le indagini, Camille si troverà a frequentare di nuovo i luoghi e le persone del suo passato, ma ormai la città la considera un'intrusa e nonostante l'influenza di Adora, né la polizia né gli abitanti, sono disposti ad aprirsi con lei e a facilitarne il lavoro. Inoltre scopre che anche la sorella Amma, apparentemente molto attaccata alla madre, viziata e cagionevole, forma con alcune amiche un gruppo di adolescenti sfrontate e disinibite che vessa le compagne di scuola e da adito a pettegolezzi.
Il lavoro di Camille si presenta quindi molto più complesso del previsto, perché oltre ad indagare su chi possa aver fatto del male alle due bambine, cercherà anche di capire lo strano rapporto che lega Adora alla figlia e cosa nasconde davvero quella casa, cercando di mantenere più saldo possibile il suo precario equilibrio psicologico.
Ancora una volta, come in L'amore bugiardo, l'autrice riesce a delineare perfettamente i personaggi, scavando profondamente nella loro psiche ed in questo caso caratterizzando davvero bene la protagonista Camille, una giovane donna ferita sia nel corpo che nell'anima, per certi versi instabile, spaventata dal proprio passato e da ciò che l'aspetta.
Mi colpisce molto come, esattamente come nell'altro romanzo, i personaggi non siano mai del tutto positivi, infatti, anche se l'autrice da modo di enpatizzare con la protagonista, di partecipare al suo travaglio interiore, di sentire la sua paura, non ho provato una vera simpatia per Camille, ma questo non mi ha impedito di apprezzare molto questo giallo e le sue atmosfere inquietanti.

VOTO: 7 e 1/2 

Per questo primo appuntamento con I LIBRI DEL MESE è tutto, quindi non mi resta che ringraziare tutti coloro che vorranno impiegare un po' del loro tempo per leggere questi miei vaneggiamenti librari e augurarvi buone letture!