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venerdì 1 gennaio 2016

IL LIBRO DEL GIORNO # NODI AL PETTINE DI MARIE-AUDE MURAIL

Buon anno nuovo lettori di passaggio! Oggi ho pensato di inaugurare  questo 2016 qui sul blog parlandovi di un romanzo di una autrice che amo molto, Nodi al pettine di Marie-Aude Murail.


Autore: Marie-Aude Murail
Editore: Giunti
Traduttore: F. Angelini
Dati: pp. 160, €8,90.

Colgo l'occasione anche per cominciare ufficialmente la Challenge 2016 ideata dalle LGS, Lettrici geograficamente sparpagliate ottemperando al primo obiettivo di questa prima tappa, ovvero leggere "un libro del tuo autore preferito".


Il fatto che abbia già parlato fino alla noia dei questa autrice e dei suoi romanzi conferma il fatto che sia una delle mie scrittrici contemporanee preferite!

Louis ha quattordici anni, è introverso e un po' goffo come molti suoi coetanei, ma nel suo sguardo serio si legge un'insolita maturità. Louis non ama la scuola e la sua apatia verso lo studio è motivo di disappunto soprattutto per il padre, un affermato chirurgo orgoglioso della posizione sociale raggiunta e intenzionato ad iscrivere il figlio in costose scuole private per vederlo in futuro ammettere all'università e magari seguire le sue orme. Quando la scuola di Louis organizza per gli studenti una settimana di stages da svolgere in  attività di loro scelta, la nonna del ragazzo gli propone di effettuare il suo in un salone di parrucchiere di sua conoscenza. Piuttosto perplesso, ma senza valide alternative Louis accetta e fa il suo ingresso come stagista da Maitié Coiffure, un salone di poche pretese, gestito con mano di ferro da una signora di mezz'età sulla sedia a rotelle e in cui lavorano il leggiadro parrucchiere Fifi, la bella Clara e la svogliata apprendista Garance. Dopo un inizio titubante Louis prende man mano confidenza non solo con il gruppo di lavoro, ma con il mestiere stesso fino a rendersi conto di avere un'innata predisposizione come parrucchiere. Al termine dello stage decide così di continuare a frequentare il salone sia per imparare il più possibile, sia perché sente che Maitié Coiffure è il suo posto. Ovviamente le cose non saranno così semplici perché oltre a trascurare la scuola Louis si ritroverà a dover mentire alla famiglia, soprattutto al padre, esigente e autoritario, un uomo che si è fatto da solo, ma che durante la propria scalata sociale ha assorbito una buona dose di snobismo e di pregiudizi e che si rifiuta di accettare la passione del figlio.
Come in altri suoi romanzi l'autrice è bravissima nel tratteggiare i suoi protagonisti, adolescenti realistici, con i loro silenzi e le loro intemperanze, fragili e incoscienti e a raccontarci una storia che non ha bisogno di effetti speciali per parlare direttamente al cuore del lettore, narrandola con ironia e delicatezza. Anche se il tono del romanzo è principalmente quello della commedia, sono molte le tematiche toccate dall'autrice, che in Nodi al pettine parla di crescita, del difficile passaggio dall'infanzia all'età in cui si comincia ad assumersi le prime responsabilità, parla di scelte, del coraggio e della determinazione che occorre per prenderle e della forza necessaria ad accettarle, ma si parla anche del concetto di famiglia, di diversità e di pregiudizi.
Una lettura veloce, ma che lascia molto su cui riflettere.

VOTO: 7 e 1/2.


venerdì 2 gennaio 2015

TOP FIVE BOOKS 2014



Buon 2015 lettori di passaggio!
Inizia un nuovo anno anche per il blog e ho pensato che il post più adatto per questa occasione fosse un breve resoconto delle letture più significative fatte durante l'anno appena terminato.
Vi presento quindi le letture migliori e la lettura peggiore del 2014 suddivise per categoria.


CLASSICO DEL 2014



Ad aggiudicarsi la vittoria nella categoria dei Classici è Colette con Chéri-La fine di Chéri.
Questo per me è stato uno dei rari casi in cui ho letto il romanzo dopo aver visto il film che ne era stato tratto e, se da un lato ero decisamente ottimista sul fatto che anche il libro mi sarebbe piaciuto, non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto. A stupirmi maggiormente infatti è stata la seconda parte del libro, La fine di Chéri, che non è compresa nella trasposizione cinematografica e che a differenza del primo romanzo, incentrato soprattutto sulla figura di Léa, ha per protagonista assoluto Chéri.
La storia dell'amore tra la ormai matura Léa, una donna bella e determinata che ha vissuto una vita da mantenuta fino ad assicurarsi agio e benessere in vista della vecchiaia e Chéri, il figlio bellissimo e viziato di una vecchia "collega", viene raccontata da Colette con grande raffinatezza, ma allo stesso tempo con il distacco necessario per non cadere mai nel sentimentalismo.
Entrambi i personaggi sono a mio parere indimenticabili: Léa perché è una donna che giudica se stessa e gli altri oggettivamente, con onestà, non rinnega la sua vita e ne ha tratto insegnamenti che l'hanno resa indipendente; Chéri invece, soprattutto ad inizio romanzo, è un bellissimo palazzo vuoto e senza fondamenta, è cresciuto circondato dal vizio e dal cattivo esempio, ora adorato ora dimenticato da una madre avida e superficiale, già stanco di tutto prima di diventare adulto e quindi irrimediabilmente condannato a restare immaturo. Quando Chéri inizia la sua relazione con Léa, che tuttavia conosce fin da bambino, in lei trova un freno ai suoi eccessi, ma anche quella forza vitale che lo spinge a godere della vita e della passione così come fa lei, cosciente di non avere davanti ancora molti anni da vivere così intensamente. Quello che più mi ha commosso e che mi ha spinto a dare a questo romanzo il massimo dei voti è, più che la storia d'amore destinata a finire tra i due protagonisti, la differenza principale con cui Colette li ha caratterizzati, cioè il fatto che Léa è una donna risolta, e anche nella sua ultima apparizione, quando non è più la bella mantenuta di cui Chéri si è innamorato, sa che non poteva scegliere diversamente, che non avrebbe sopportato di vedersi sfiorire ogni giorno sotto gli occhi del suo amante. Léa ha preferito rinunciare al suo amore, ma ha abbastanza forza e volontà per andare avanti nella vita.
Chéri invece, che è cresciuto con il solo valore del guadagno, ha scelto quello che sembrava il miglior investimento per la sua vita, ma non ha fatto i conti con il vuoto dentro di lui, che nessuno, se non Léa, è mai stato capace di riempire e che è destinato ad inghiottirlo. 


THRILLER/GIALLO DEL 2014


In questa categoria il vincitore è questo avvincente romanzo di Gillian Flynn, L'amore bugiardo, che ho voluto fortemente leggere prima dell'uscita del film e che non mi ha di certo delusa.
Come molti di voi ormai sapranno, la storia entra subito nel vivo, con la sparizione di una donna, Amy, raccontata dal punto di vista del marito Nick, mentre attraverso le pagine del suo diario la moglie ci parla della nascita del loro amore e del loro matrimonio.
Particolarità del romanzo è che entrambi i narratori sono da considerarsi inaffidabili perché l'autrice è stata bravissima a tratteggiare i suoi protagonisti in modo che non sia mai certo per il lettore quanto ci sia di vero nelle loro parole. 
Nella prima parte del romanzo emerge soprattutto l'ambiguità del marito, un  giovane uomo affascinante, ma frustrato dal desiderio irrealizzato di incarnare il sogno americano dell'uomo di provincia che ottiene il successo e  piace a chiunque lo incontri, mentre attorno alla figura della moglie viene disegnata un'aura di perfezione tanto stucchevole quanto irreale.
Il colpo di scena principale con cui si apre la seconda parte del romanzo non giunge del tutto inaspettato, ma da lì l'autrice dipana la trama come un gioco ad incastri in cui tutto sembra collocarsi perfettamente al proprio posto, fino a spingersi forse un po' troppo oltre verso la fine. Tuttavia ho apprezzato molto questo libro sia per il modo brillante in cui è stata costruita la trama, sia perché in questo caso il giallo non si basa tanto su indizi ed investigazioni, quanto su un agguerrito gioco mentale tra i protagonisti.


YOUNG ADULT DEL 2014


In questa categoria non c'è un solo libro vincitore, bensì tre romanzi a pari merito:
Mio fratello Simple di Marie-Aude Murail, perché come ormai sa chi segue da un po' questo blog, amo molto questa autrice che riesce sempre a trattare temi delicati con leggerezza .
Luna di Julie Ann Peters, perché è l'autrice ha saputo spiegare un argomento complicato come il transgenderismo in modo efficace e senza patetismi e perché Liam/Luna è un personaggio a cui non si può non affezionarsi.

Città di Carta di John Green, perché ogni volta che leggo un suo libro, questo autore ha la capacità di farmi tornare un po' adolescente e,pur non tralasciando nei suoi racconti i problemi e i dolori di quella età, me ne fa sempre ricordare le cose migliori.


LIBRO ITALIANO DEL 2014


La brace dei Biassoli di Mario Tobino è un breve scritto in cui l'autore racconta gli ultimi giorni di vita della madre, riavvolgendo uno dopo l'altro i fili delle vite di tutti gli esponenti della famiglia di cui lei è l'ultima rappresentante. Con uno stile semplice e poetico al tempo stesso leggiamo le vicende cardine della storia di una famiglia destinata a scomparire, ma anche il toccante addio di un figlio che nel dare l'ultimo saluto alla madre sembra accogliere l'eredità sentimentale della sua famiglia e diventarne testimone. 

LIBRO DELUSIONE DEL 2014


Questo appena trascorso può essere considerato un anno piuttosto fortunato per quanto riguarda le letture, infatti quelli che io chiamo "libri da incubo", cioè quei libri da considerare altamente dimenticabili,  sono stati solamente due. Per dovere di cronaca vi informo che l'altro libro delusione dell'anno è stato Sogni di sangue di Lorenza Ghinelli, un racconto disomogeneo scritto con un intento che a me rimane oscuro per di più in uno stile che non mi è affatto piaciuto.
Il vero vincitore di questa poco invidiabile categoria però è Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda e i motivi sono molteplici. Innanzi tutto questo è stato il mio primo incontro letterario con questo autore e vista la fama del suddetto mi aspettavo decisamente di più, ma la cosa più grave secondo me è che, a mio personale giudizio, questo libro sembra uno scherzo editoriale. La storia racconta in davvero poche pagine, di un killer su commissione in crisi di mezza età, che è stato appena lasciato dalla giovane compagna e dell' ingaggio che deve portare a termine, il tutto condito con riflessioni banali e qualche scena d'azione per nulla convincente. Se aggiungiamo a questa trama già non particolarmente ispirata uno stile per niente accattivante, un unico colpo di scena che avevo già previsto prima di arrivare a pagina 10 e l'impressione che l'autore si sia voluto divertire scrivendo una storia, magari diversa dai suoi soliti romanzi, tanto per vederne l'effetto sui suoi lettori, ecco che per me otteniamo un vero disastro. Spero non me ne vogliate se amate questo autore e avete apprezzato questo libro, ma per me ha vinto la palma di peggior lettura del 2014. 

Concludo quindi un anno di letture qui sul blog con questa sorta di resoconto in cui spero di non essermi dilungata eccessivamente e con cui spero di avervi incuriosito riguardo a qualche titolo e auguro a tutti voi un Buon 2015!