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lunedì 29 luglio 2019

Il libro del giorno # Siamo amici solo il mercoledì di Tania Paxia

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi approfitto della giornata un po' meno bollente per parlarvi della mia ultima lettura. Nei mesi scorsi, attratta da letture poco impegnative, mi sono avvicinata a qualche titolo young adult che ho trovato carino, così quando ho trovato altri libri del genere in edizione ebook a € 0.99 ne ho approfittato per prendere anche Siamo amici solo il mercoledì di Tania Paxia, una giovane autrice di cui avevo sentito parlare molto bene. Onde fugare ogni dubbio vi dico subito che il libro non mi è piaciuto, anzi mi ha proprio sconfortata al punto che non avevo voglia di leggere alcunché. Ma partiamo dall'inizio!


Titolo: Siamo amici solo il mercoledì
Autrice: Tania Paxia
Casa Editrice: Newton Compton
Dati: pp. 348, cartaceo € 7.90, ebook 0.99.

Quando ho letto la sinossi di questo romanzo ho pensato subito che mi sarei trovata davanti ad uno young adult di stampo classico, con una ambientazione di tipo scolastico che mi ricordava un po' le commedie rosa anni '80, che chi ha più o meno la mia età si ricorderà sicuramente. 
L'idea di base della storia ruota attorno al fatto che i due protagonisti, Woden e Carter, sono amici fin da ragazzini e continuano a passare insieme tutti i mercoledì, ribattezzati Woden's day, per tenere saldo il loro legame anche adesso che hanno diciassette anni. Per il resto della settimana invece si comportano da perfetti estranei. Nella mia beata ingenuità pensavo che il motivo dietro a questa messa in scena fosse un vero e proprio ostacolo al loro rapporto: il fatto che uno dei due si fosse trasferito in un'altra città e non semplicemente in un altro quartiere, un litigio tra i rispettivi genitori, che invece vanno d'amore e d'accordo...no, il motivo è semplicemente che Carter è diventato uno dei ragazzi più popolari del liceo perché è un giovane pilota del circuito Nascar ed è bello e corteggiato, mentre Woden è rimasta una studentessa piuttosto anonima. 
Vi lascio un minuto per metabolizzare la stupidità di questa motivazione... Io mi domando, in che modo salutare e conversare e magari uscire anche insieme ad una vecchia amica potrebbe in qualche modo danneggiare la "reputazione" di un diciassettenne che va al liceo? Capisco che la realtà delle scuole americane sia più classista e competitiva rispetto a quella italiana, ma io la trovo una motivazione davvero ridicola e anche offensiva per Woden, nonostante poi nel proseguo della narrazione sia addirittura lei a non voler rendere pubblica quella che è diventata una relazione tra i due per paura di perdere il rito del Woden's day.
Questo è il primo romanzo dell'autrice che abbia letto, ma come mi è capitato di notare con altre autrici, la scelta di ambientare i propri romanzi in cittadine fittizie degli Stati Uniti spesso è un espediente per sfruttare tutta una serie di topoi presenti nella narrativa anglosassone di questo genere e anche qui infatti sono presenti tutti gli elementi classici di quei romanzi e i cliché si sprecano. 
Ci sono gli sportivi e le cheerleader che in mensa pranzano al tavolo dei ragazzi popolari, ci sono gli studenti invisibili che invece pranzano ai tavoli in fondo alla mensa, ci sono le feste ad alto tasso di alcool e il gruppo di teatro, il protagonista è ovviamente bellissimo e si comporta da sciupafemmine perché ha un rapporto difficile con la madre e quindi non si fida delle donne, la protagonista femminile è ovviamente carina, ma non appariscente, intelligente e un po' nerd, manco a dirlo è vergine, tutte le altre ragazze che girano attorno al protagonista invece sono descritte come delle stupide sempre pronte a saltargli addosso e lui le tratta come delle bambole gonfiabili, mentre con Woden è tutto diverso perché lei è "speciale". In questo caso il protagonista, invece di essere il classico giocatore di football, è un pilota di auto, ma questo non cambia assolutamente le dinamiche della narrazione perché ha i medesimi effetti di qualsiasi altro sport, cioè rendere Carter ammirato e desiderato, inoltre le parti dedicate al lavoro di preparazione per il campionato, che riguardano la messa a punto della macchina e le prove in pista sembrano riportare in modo pedissequo informazioni raccolte allo scopo di essere inserite nel romanzo senza che l'argomento risulti armonizzato con il contesto.
Gli altri personaggi sono del tutto inconsistenti, sia gli amici di entrambi, sia i rispettivi genitori. Una menzione speciale va fatta per quelli di Woden che nonostante sappiano che Carter frequenta la loro figlia di nascosto per proteggere il suo status di studente popolare, continuano ad aprirgli la porta di casa invece di dargli un bel calcio nel sedere, anzi l'unica preoccupazione del padre di lei è che non può esserci una semplice amicizia tra un ragazzo e una ragazza e teme che, con la fama che si ritrova, Carter possa attentare alla virtù della sua bambina, cosa che puntualmente si verificherà.   
L'evoluzione del loro rapporto da amicizia ad amore è inevitabile ed è anche il fulcro del romanzo, ma se nella prima parte, in cui i due si rendono conto gradualmente che tra di loro qualcosa sta cambiando, la lettura risulta un minimo coinvolgente anche se immersa nelle banalità, quando i protagonisti diventano una coppia a tutti gli effetti la storia si appiattisce ulteriormente e si susseguono capitoli in cui non succede praticamente niente, pagine e pagine di sguardi da lontano tra i due a scuola e mercoledì sera passati a fare sesso e a mangiare pizza davanti alla tv. 
Da metà romanzo in poi io cominciato ad annoiarmi talmente tanto che ho pensato più volte di abbandonare la lettura, ma ho deciso di resistere per vedere dove l'autrice sarebbe andata a parare sul finale. Onestamente non credo di aver fatto la scelta giusta, mi sarei risparmiata una buona dose di noia e di frustrazione visto che faccio davvero fatica a trovare degli aspetti positivi in questo romanzo. Sicuramente sono fuori target per questo genere di letture e non ho una predilezione per i romanzi concentrati solo sul versante romantico, ma questo non mi ha impedito in passato di apprezzare altri young adult sicuramente più originali e meglio scritti di questo.
Dando un'occhiata a Goodreads ho visto che questo libro ha ricevuto molte votazioni positive, quindi chiedo a chi di voi lo ha letto o a chi conosce altri lavori dell'autrice, a voi è davvero piaciuto e che cosa vi è piaciuto?

VOTO: 6--

lunedì 15 gennaio 2018

Il libro del giorno # Il colore dei fiori d'estate di Anna Jean Mayhew

Salve lettori di passaggio, oggi torno per parlarvi della mia prima lettura del 2018. Si tratta di un romanzo che avevo acquistato un paio di anni fa, scovandolo tra i Remainders di Ibs e che avevo pagato davvero pochissimo. Ad attrarmi era stata la trama che mi faceva venire in mente i luoghi e le atmosfere di The Help di Kathryn Stockett, romanzo che non ho letto, ma di cui ho visto più volte il film che ne è stato tratto. Anche la cover mi piaceva molto ed è per quella che finalmente mi sono decisa a tirarlo fuori dallo scaffale e leggerlo, infatti stavo cercando proprio un romanzo con un fiore in copertina per inaugurare anche la mia partecipazione alla Visual Challenge di lettura 2018 e questo romanzo mi sembrava assolutamente perfetto.


Titolo: Il colore dei fiori d'estate
Autrice: Anna Jean Mayhew
Casa editrice: Newton Compton
Traduttore: V. Galassi
Dati: pp. 349, €9.90.

I Watts sono una famiglia della buona borghesia americana degli anni Cinquanta; il padre, Bill, ha una ditta di costruzioni stimata e redditizia, la madre, Paula, è una donna bella e sofisticata. La coppia ha quattro figli, Stell Ann che ha sedici anni, è graziosa e molto devota, Jubie di tredici anni e i più piccoli Puddin e Davie. A prendersi cura di tutta la famiglia è Mary, la domestica di colore che lavora per loro da anni. A raccontarci la storia della famiglia Watts e del viaggio che cambierà per sempre le loro vite è Jubie, la figlia un po' ribelle, quella che ha fretta di crescere, di fare nuove esperienze, quella che si pone domande e che osserva le cose con occhio critico nonostante la giovane età.
Jubie infatti ci racconta fatti ed episodi che mostrano pagina dopo pagina com'è la sua famiglia sotto la superficie impeccabile e come le cose siano andate complicandosi anno dopo anno, la crisi matrimoniale tra i genitori, la tendenza sempre più frequente del padre a bere e a punire con la violenza soprattutto lei, che è considerata troppo ribelle, le gelosie tra sorelle, i comportamenti spesso sgarbati rivolti verso Mary da amici e conoscenti. Attraverso la voce di Jubie conosciamo i sentimenti contrastanti che lei nutre verso i suoi familiari, il desiderio di vedere la sua famiglia unita contrapposto alla diffidenza verso quel padre spesso violento e quella madre troppo interessata alle apparenze. L'unico affetto senza ombre è proprio Mary, una donna intelligente, dignitosa, ma anche affettuosa che ha a sua volta un attaccamento particolare per la ragazzina.
Quando la famiglia parte per la Florida per una vacanza a casa dello zio Taylor, comincia ad emergere una realtà consolidata in molti stati dell'America degli anni Cinquanta e fino ad allora solo percepita in modo poco definito. Oltre i confini della loro città e inoltrandosi in stati sempre più a sud, Jubie comincia ad avvertire che la situazione delle persone di colore non è la stessa che lei conosce. Le persone come Mary non ricevono quel trattamento di distaccata sufficienza a cui è da sempre abituata ad assistere, ma sono oggetto di un disprezzo e di una crudeltà che la sorprendono e la amareggiano, ma contro i quali si sente impotente. Inebriata dalla bellezza dei luoghi e dal senso di libertà provato durante la vacanza, Jubie accantona le preoccupazioni e le amarezze derivanti dal comportamento dei suoi familiari per immergersi in nuove esperienze, per fare nuove conoscenze e per ascoltare i primi fremiti del suo cuore di adolescente, ma quando la famiglia intraprende la strada del ritorno a casa diviene inevitabilmente consapevole del clima di intolleranza e pericolo che incombe su Mary.
Proprio la graduale presa di coscienza di Jubie su quale sia la vera condizione delle persone di colore in gran parte dell'America dell'epoca e di quante e quali facce abbia il razzismo, è il cuore del romanzo, che è una storia di formazione e di crescita, ma anche un memoriale romanzato di quello che l'autrice ha visto e conosciuto da ragazzina. Forse qualche passaggio della narrazione risulta un po' frettoloso e in certi punti si insiste un po' troppo sulle fantasie romantiche della protagonista, ma tutto sommato questi si sono rivelati dettagli trascurabili. L'autrice infatti alterna momenti di assoluta leggerezza con scene decisamente forti e commoventi e nonostante non si possa parlare di veri e propri colpi di scena nella trama, la vicenda prenderà delle svolte che inevitabilmente concentreranno la narrazione sulle tematiche più serie e dolorose del romanzo. Mi è dispiaciuto un po' che negli ultimissimi capitoli la vicenda di Mary venisse in qualche modo adombrata da altri avvenimenti, ma capisco che l'intenzione dell'autrice fosse quella di dare una determinata chiusura anche alle vicende familiari della protagonista.
Sono comunque decisamente soddisfatta di questa prima lettura del 2018 e non posso non consigliarvi questo romanzo se desiderate leggere qualcosa di coinvolgente, che tratti temi importanti e sempre attuali, raccontati attraverso la voce fresca e diretta dell'adolescenza.

VOTO: 8-


lunedì 11 aprile 2016

Impressioni di libri # Aggiornamento Challenge Lgs 2016


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vorrei a parlarvi di due tra le mie ultime letture, con le quali partecipo alla Challenge Lgs e che ottemperano rispettivamente l'obbiettivo numero 1 e numero 2 della seconda tappa.
- Un libro pubblicato nel 2016
- Un libro il cui autore abbia più di 60 anni

Il primo romanzo di cui vi parlo è Tutta la verità su Alice di Jennifer Mathieu, libro uscito qui in Italia nello scorso febbraio.


Autore: Jennifer Mathieu
Editore: Newton Compton
Traduttore: R. Monaco
Dati: pp. 218, €10, ebook €2,99.

Nella cittadina di 3.000 abitanti della provincia del Texas dove abita Alice tutti si conoscono e i giovani non hanno nulla da fare se non organizzare feste e ritrovarsi a bere nei parcheggi. L'unica cosa che conta per tutti, adulti e ragazzi, è la squadra di football del liceo, la cui stella indiscussa è il quarterback Brandon Fitzsimmons. Alice non è mai stata una delle ragazze più popolari della scuola, ma non passa certo inosservata perché è carina, spigliata e piace ai ragazzi. 
Dopo una festa di fine estate si diffonde la voce che sia stata a letto con due ragazzi nella stessa sera e i suoi compagni di scuola sono subito pronti ad etichettarla come una ragazza facile, del resto è la figlia di una madre single che la trascura per correre dietro sempre ad nuovo fidanzato.
All'inizio del terzo anno di liceo però, poche settimane dopo la festa, Brandon muore in un incidente stradale la cui causa viene imputata ad Alice, colpevole a detta di tutti di averlo distratto mandandogli messaggi erotici sul cellulare. Adesso Alice non è più solo una ragazza facile, ma è considerata alla stregua di un'assassina. Nessuno né a scuola né fuori vuole avere a che fare con lei, persino gli adulti l'additano e la giudicano. 
A raccontarci questa storia però non è la stessa Alice, ma quattro dei suoi compagni, Elaine, la ragazza più popolare della scuola, Josh, il migliore amico di Brandon, che era con lui al momento dell'incidente, Kurt, un ragazzo estremamente intelligente, ma solitario e senza amici e Kelsie, la ex migliore amica di Alice che l'ha abbandonata al suo destino per paura di subire lo stesso trattamento. 
In una alternanza di voci e di punti di vista vengono ricostruiti, capitolo dopo capitolo, gli eventi che hanno portato alla completa ostracizzazione di Alice da parte di tutta la cittadina, ma allo stesso tempo emergono anche fatti, omissioni, bugie che hanno manipolato la verità e hanno contribuito a far ricadere tutte le colpe su Alice. 
Tutti i protagonisti infatti conoscono un a parte della verità che non hanno rivelato e scelgono di mentire o di omettere ognuno per motivi diversi e personali. In special modo Kelsie e Josh sono i due personaggi più miserabili perché hanno agito in modo riprovevole, ma allo stesso tempo smuovono nel lettore un briciolo di compassione, infatti sono entrambi gravati dal senso di colpa e si dibattono tra sentimenti contrastanti come la gelosia, il risentimento e la paura .
In generale questa è una lettura che ho trovato molto coinvolgente, anche grazie alla scelta di far raccontare la storia da più punti di vista che procedono indipendentemente, approfondendo ognuno una parte di verità, affinché il lettore arrivi ad avere il quadro completo. Lo stile è estremamente semplice e adatto ai ragazzi dell'età dei protagonisti, a cui sembra rivolto anche il messaggio del libro, la pericolosità delle maldicenze, i danni irreparabili che possono provocare comportamenti irresponsabili e il dolore che provocano atti di bullismo, intesi non solo come aggressioni fisiche, ma anche come l'isolamento e le continue aggressioni verbali umilianti e denigratorie.
Alcuni particolari del romanzo tuttavia mi sono sembrati poco realistici, come il fatto che nessun adulto, genitore o insegnante, sia intervenuto in nessun modo, o il fatto che la madre di Alice continui la sua vita come se nulla stesse accadendo alla figlia. Inoltre, per quanto non mi sia dispiaciuto il suo rapporto con Alice, ho trovato un po' stereotipato il personaggio di Kurt.
In sintesi ritengo Tutta la verità su Alice una lettura che a suo modo induce a riflettere e anche se non ha certo un particolare valore letterario, mi sento di consigliarla soprattutto a chi è interessato a temi quali il bullismo, di cui sfortunatamente si parla molto di questi tempi.

VOTO: 7


Il secondo romanzo di cui vi parlo non stupirà nessuno, infatti è Agatha Raisin e la sorgente della morte di M.C. Beaton,  settima avventura della serie scritta da questa autrice il cui vero nome è Marion Chesney Gibson e che è nata nel 1936.


Autore: M.C. Beaton
 Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp., 243, €16.

Di ritorno dal travagliato soggiorno a Cipro Nord, Agatha, ex Pr londinese ritiratasi in un villaggio dei Costwolds in pensione anticipata, rientra a Carsely con la speranza di riallacciare i rapporti con l'ex fidanzato e vicino di casa James Lacey, ma la freddezza che lui dimostra nei suoi confronti la spingono a buttarsi di nuovo nel suo vecchio lavoro in cerca di distrazione. Così Agatha accetta l'incarico offertole dai fratelli Freemont, di occuparsi del lancio sul mercato di una nuova acqua minerale proveniente dalla sorgente di Ancombe, un villaggio vicino. 
Durante una passeggiata notturna si dirige proprio alla fonte per dare un'occhiata e qui trova il cadavere del vecchio presidente del consiglio comunale di Ancombe.  
Da un lato Agatha è profondamente turbata dall'ennesimo cadavere in cui si imbatte ed è propensa a credere che si sia trattato di un incidente, ma dall'altro lato non c'è la certezza che non si sia trattato di omicidio e non può fare a meno di pensare che indagando di nuovo insieme su un delitto, lei e James potrebbero riavvicinarsi. La questione dell'acqua però ha creato parecchia agitazione nel villaggio e Agatha si ritroverà a fare i conti con gli altri agguerriti e sgradevoli consiglieri comunali, suddivisi in numero pari tra coloro che sono favorevoli alla concessione della fonte all'azienda dell'acqua e coloro che sono assolutamente contrari. Inoltre gruppi di manifestanti ecologisti sembrano essere stati assoldati da qualcuno per portare scompiglio ad Ancombe e dare ad Agatha ulteriori grattacapi, senza contare le avances da parte del giovane e affascinante Guy Freemont e le intromissioni del suo ex impiegato Roy Silver.
Di certo il ritorno a Carsely ha giovato ad Agatha che in questa nuova indagine ho trovato più agguerrita rispetto alla trasferta a Cipro, tuttavia il tira e molla con James prosegue e anche in questo caso continuano le incomprensioni e le recriminazioni tra i due. Agatha non ha certo un carattere facile e spesso si comporta in malo modo, ma di solito i suoi atteggiamenti, se non giustificabili, sono almeno comprensibili; James invece alterna gelosia e indifferenza in un continuo cambio d'umore che ammetto di sopportare ben poco. Per fortuna accanto ad Agatha ritroviamo il fedele Bill Wong e l'inestimabile signora Bloxby, la moglie del pastore, che in questa avventura avrà un ruolo di maggior rilievo. E non posso non citare Roy Silver, che nonostante sia superficiale, cinico e arrivista, resta uno dei miei personaggi preferiti della serie.

VOTO: 7

venerdì 7 agosto 2015

I LIBRI DEL MESE # LUGLIO 2015

Bentrovati lettori di passaggio, agosto è già iniziato da diversi giorni ed è arrivato decisamente il momento di parlare di alcune delle letture del mese di luglio appena trascorso. 

Alla prima lettura del mese, La ragazza del treno di Paula Hawkins, ho già dedicato un post quindi se foste interessati a leggere la mia opinione a riguardo vi lascio qui il link, http://libraiainsoffitta.blogspot.it/search/label/La%20ragazza%20del%20treno%20di%20Paula%20Hawkins.

Poi sono passata ad un ebook che mi è stato inviato gentilmente dall'autrice e con cui ho cambiato completamente genere, Mi vuoi sposare? di Elisabetta Belotti. Il libro fa parte della nuova collana della casa editrice CentoAutori, "A cuor leggero", dedicata a storie che coniugano sentimenti e ironia.

Autore: Elisabetta Belotti
Editore: CentoAutori
Dati: pp. 176, cartaceo 7€ e 50.

VOTO: 6 e 1/2

Elisabetta Belotti è nata e risiede in provincia di Bergamo. Laureata in Lettere alla Cattolica di Milano, insegnante per passione da molti anni, blogger per caso, su labiondaprof.wordpress.com racconta le sue avventure quotidiane di professoressa e mamma della piccola Biondina. Cerca sempre di cogliere il lato ironico della vita; a volte sogna di ritirarsi in una baita di montagna, assecondando così la metà ladina della sua origine. Ha pubblicato Il Manuale del perfetto marito (Sesat Edizioni, 2012); un suo racconto è stato inserito nell’antologia Volevo fare la casalinga… (Albus Edizioni, 2012). Nel 2013 il suo racconto Diario di una professoressa è stato selezionato dalla Scuola Holden per il progetto #wehaveadream e pubblicato nell’omonimo e-book.


Coloro che seguono da un po' il mio blog sapranno che abitualmente non leggo molti chick lit, anzi probabilmente in tutta la  mia vita da lettrice ne avrò letti una decina, ma siccome sono curiosa e mi piace avventurarmi in letture di tutti i generi, quando l'autrice mi ha contattata ho accettato con piacere di leggere questo breve romanzo e ne approfitto ancora per ringraziarla della sua gentilezza e disponibilità. 
La protagonista della vicenda è Lisa una trentenne che lavora insieme ad un'amica come wedding planner e convive da anni con il fidanzato storico Andrea. Durante il volo di ritorno da una vacanza esotica però scopre che l'affidabile e rassicurante Andrea l'ha tradita con una certa Irina, quindi Lisa si ritrova offesa e ferita a cercare un altro appartamento e soprattutto a dare una svolta alla sua vita. Infatti decide non solo di trovarsi un nuovo fidanzato, ma si mette in testa di finirla con storie che si protraggono senza portare a niente e di trovare a tutti i costi un marito. Così  comincia  a passare da un tragicomico appuntamento all'altro con candidati improbabili, senza accorgersi che forse l'uomo giusto per lei è più vicino di quanto crede.
Ammetto che ad inizio lettura non ho provato particolare simpatia per la protagonista, la trovavo piuttosto superficiale e soprattutto diversissima da me, che per inciso non capisco niente di moda e ho un'innata antipatia per tutto quello che riguarda l'organizzazione dei matrimoni, ma andando avanti nella lettura mi sono immersa un po' di più nell'atmosfera ironica e un po' surreale del chick lit e mi sono lasciata coinvolgere dalla protagonista nelle sue disavventure trovandomi a sorridere in diversi punti.
La stile dell'autrice è estremamente scorrevole e molto ironico e il libro si legge davvero in fretta regalando al lettore qualche ora di leggerezza.
In sostanza posso dire che pur non essendo un romanzo prettamente nelle mie corde, Mi vuoi sposare? è stata una lettura decisamente soddisfacente, consigliata per chi ha voglia di leggere qualcosa di divertente, ma con un tocco di romanticismo e perfetto per l'estate.

Per quanto riguarda invece la Summer Reading Challenge ho completato tre obbiettivi, di cui vi parlerò nel prossimo post (inizialmente avevo programmato un unico post riassuntivo, ma era davvero troppo lungo!).
- L'obbiettivo numero 1 che prevedeva di leggere un libro che ricordasse l'estate.
- L'obbiettivo numero 6 che prevedeva di leggere uno degli ultimi libri acquistati.
- L'obbiettivo numero 9 che prevedeva di leggere un libro di un autore/rice, italiano/a.

L'altra lettura di cui voglio parlarvi brevemente è stata invece una sorpresa, Sei il mio sole anche di notte di Amy Harmon. Infatti si tratta di un romanzo di genere assolutamente sentimentale che però mi è piaciuto molto, più di quanto mi aspettassi.


Titolo: Sei il mio sole anche di notte
Autore: Amy Harmon
Traduttore: L. Feoli - A. Ricci
Editore: Newton Compton
Dati: pp. 351, cartaceo 9€ e 90, ebook 4€ e 90.

VOTO: 7 e 1/2

Protagonisti della storia sono tre, Ambrose, il ragazzo perfetto, intelligente, bellissimo, campione di lotta, lo sport simbolo della sua scuola e della sua città, considerato un esempio per i suoi compagni, un obbiettivo irraggiungibile per le ragazze e un vanto per i suoi concittadini; Fern invece è una ragazza timida ed estremamente insicura, non è mai stata bella e per questo si è sempre curata poco del suo aspetto e di come appare agli altri, eppure è innamorata proprio di Ambrose fin da quando, da bambini, hanno condiviso un momento di quelli che fanno sentire uniti in modo misterioso quando si è piccoli e nonostante crescendo non si siano mai frequentati, Fern sente di conoscere veramente Ambrose per quello che è e non solo per quello che gli altri vedono in lui. Il migliore amico di Fern è Bailey, suo cugino, costretto sulla sedia a rotelle ormai da molti anni a causa della distrofia muscolare e i due insieme formano una squadra perfetta, si sostengono e si incoraggiano.
Alla fine del liceo, schiacciato dal peso della responsabilità di dover essere sempre un esempio e di onorare un'intera città e impressionato dai fatti dell'11 settembre, Ambrose decide di arruolarsi e convince i suoi quattro amici più cari a seguirlo. Solo lui tornerà a casa, ma niente sarà più come prima, né il suo bel viso rimasto sfigurato, né il suo cuore spezzato dal dolore e dal senso di colpa, solo Fern e Bailey saranno quelli che sono sempre stati, lei innocente, generosa e piena di voglia di vivere e lui coraggioso, ironico e sorprendente.
Nonostante larga parte del romanzo sia incentrata sul rapporto tra Fern e Ambrose, l'autrice dà spazio anche ad altri temi, al rapporto tra Ambrose e suoi amici, a quello tra i due cugini e al personaggio di Bailey e all'importanza della sua presenza nelle vite degli altri.
Sicuramente l'autrice non si risparmia in fatto di situazioni di forte impatto emotivo, ma per fortuna non ho trovato nel romanzo niente di forzato o di patetico; il personaggio di Fern forse eccede a volte nelle sue insicurezze, ma tutto sommato questo è in linea con la sua personalità e quindi non ne sono rimasta disturbata più di tanto, la storia d'amore è delicata e il romanticismo ben calibrato e il personaggio di Bailey ben caratterizzato.
Quindi una lettura promossa a pieni voti e che mi sento di consigliare a chi come me, non ama le storie sentimentali troppo mielate.

E voi cosa avete letto di interessante in questo rovente mese di luglio? Fatemi sapere e alla prossima!

venerdì 13 dicembre 2013

IL LIBRO DEL GIORNO # AL PARADISO DELLE SIGNORE


In questo venerdì 13 umido e nebbioso parliamo di un libro che in gran parte delle sue pagine invece risplende del lusso delle merci che si affacciano dalle vetrine scintillanti di un grande magazzino, quindi trasferiamoci per un po' qui:

AL PARADISO DELLE SIGNORE



AUTORE: Emile Zola
EDITORE: Newton Compton
TRADUZIONE: Ferdinando Martini
DATI: pagine 286, stampato nel 2012, costo 6€


LA TRAMA: La ventenne Denise arriva a Parigi dalla campagna in cerca di una lavoro che le permetta di provvedere ai due fratelli più piccoli ora che sono rimasti orfani, confidando nell'aiuto dello zio Baudu che ha un negozio di stoffe. Quando però i tre si presentano a casa dei parenti capiscono subito che la bottega dello zio naviga ormai in cattive acque e le entrate bastano a malapena per provvedere alla piccola famiglia composta dai coniugi Baudu e da una figlia Genéviève, destinata a sposare l'unico commesso ancora impiegato. In realtà tutte le botteghe della zona sono avviate verso un lento ma inesorabile declino a causa della concorrenza di un grande magazzino che a colpi di offerte e svendite ha rubato loro la clientela ingigantendosi sempre di più. Denise, addolorata per la sorte degli zii, ma decisa a trovare lavoro, diventa una commessa al Paradiso delle Signore dove conoscerà il proprietario, Octave Moret.


Questo romanzo di Zola fa parte ciclo dei Rougon-Macquart e tratta alcuni dei temi più ricorrenti nelle opere di questo autore pur presentando delle caratteristiche peculiari.
Tema centrale dell'opera sembra essere il cambiamento, il progresso verso cui si avvia il commercio in Francia alla fine del XIX e contemporaneamente il disfacimento a cui sono condannate le vecchie botteghe, i negozi tramandati per generazioni fondati più saldamente sulle idee conservatrici dei loro proprietari più ancora che sulle vecchie fondamenta. Zola insiste infatti per tutto il libro in descrizioni agli antipodi, le vecchie botteghe buie, umide, vuote da un parte, la macchina fervente di vita e di lavoro che è il grande magazzino dall'altra. Su questa scenografia si muove la protagonista, Denise, un'orfana senza mezzi che diventa subito vittima della derisione e della malevolenza dei colleghi, senza però perdere mai dignità e restando salda nei propri propositi. Queste caratteristiche così peculiari tra le commesse del magazzino a lungo andare affascineranno il proprietario, il giovane vedovo Moret, uomo scaltro e intraprendente, abituato ad usare le donne per favorire il proprio lavoro ed ottenere da loro quanti più vantaggi possibili.
La stessa Denise, affascinata da questo nuovo modo di fare commercio e dalle capacità imprenditoriali di Moret, dimostrerà doti notevoli nel suo lavoro, ma resterà sempre fedele a sé stessa, incapace di comportarsi diversamente da come sente di dover fare, non tanto per preservare la propria onorabilità quanto per non tradire la propria natura, nonostante le difficoltà ed i suoi stessi sentimenti.
Insieme a Denise, l'altro protagonista del romanzo è proprio il Paradiso delle Signore, il colossale magazzino strutturato come una perfetta macchina di guadagno che cresce sempre di più fagocitando strade e negozi e spingendo le proprie ramificazioni tentacolari sempre più lontano.
Tra le pagine più belle del libro ci sono proprio le descrizioni degli allestimenti approntati per le grandi svendite, narrate con minuzia di particolari e rese vivide e vitali, tanto che anche al lettore sembra di passeggiare tra le corsie, di vedere con i propri occhi i banchi ricoperti di stoffe, trine, ombrellini, di vedere scintillare le sete e i velluti dietro alle vetrine, di sentirsi spingere dalla calca delle signore a caccia di acquisti.
Sono proprio le donne secondo Moret le padrone del suo negozio ed egli sfrutta il suo fascino per ammaliarle, capire e anticipare i loro desideri, proporre loro sempre nuove tentazioni a cui non sappiano resistere. Nonostante le tratti con garbo, le seduca e le vizi, Moret in fondo sembra disprezzare le donne, o meglio quelle donne che per lui non sono altro che clienti e che per lui non costituiscono altro che un mezzo per arricchire le proprie tasche e il proprio prestigio. Denise invece è diversa, la sua grazia non è frutto di affettazione, la sua indole è gentile ma non frivola, è intelligente e capace ma non arrogante, ma soprattutto è riuscita a conservare, pur nelle difficoltà, la sua integrità ed è per questo che, pur ricambiando i sentimenti di Moret, lo rifiuta. Intorno al Paradiso delle Signore, in cui si muovono il popolo degli acquirenti e un esercito di commessi, fattorini e contabili, il mondo del vecchio commercio si sgretola inesorabilmente; il vento del progresso sembra spazzare via senza rimorsi cose e persone che non riescono o non vogliono adeguarvisi. Si chiude un'epoca e sulle sue rovine se ne apre una nuova. 
Io sono un'amante dei classici; quando ne leggo uno dopo un po' di tempo, magari dopo qualche altra lettura deludente, mi sento come se fossi finalmente a casa dopo un viaggio faticoso e così è stato anche con questo romanzo. Certo non lo consiglierei a coloro che mal sopportano le descrizioni perché potrebbero desiderare strangolarsi con qualche metro di trina o di merletto, ma a me è piaciuto molto.

VOTO: 9