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mercoledì 16 ottobre 2019

L'angolo della Libraia # Caro libro, perché ti ho abbandonato 2

Ben ritrovati lettori di passaggio, dopo più di un anno torno a parlarvi di letture che non ho portato a termine e dei motivi dietro a questi abbandoni.


Più o meno dalla Primavera scorsa, il numero delle mie letture è leggermente diminuito e questo è dovuto sia ad impegni pratici, ma anche ad un mio calo dell'attenzione per cui ultimamente ho preferito rifugiarmi per lo più nella mia confort zone letteraria o scegliere letture brevi, ma questo non esclude che negli ultimi mesi non abbia preso in mano anche libri che non mi hanno convinta abbastanza da continuare la lettura o libri iniziati proprio nel momento sbagliato, ma che in futuro mi riprometto di riprendere. Come vi raccontavo nel mio precedente post su questo argomento (http://libraiainsoffitta.blogspot.com/2018/05/caro-libro-perche-ti-ho-abbandonato.html), quando io leggo un libro, leggo tutto, prefazione, postfazione, seconda e quarta di copertina, biografia dell'autore, note e ringraziamenti, non salto né righe né pagine. Oltre a questo sono per natura abbastanza lenta, quindi visto che i libri da leggere sono tanti e il tempo è sempre poco, quando una lettura non mi convince, mi annoia o peggio mi irrita, preferisco abbandonarla e passare ad altro.
Quelli che seguono sono altri quattro titoli che ho deciso di accantonare:

La vendetta delle single di Tracy Bloom


Trama: Suzie Miller cura la rubrica della posta del cuore per una rivista di successo. Ogni giorno dà consigli a decine di lettori che chiedono il suo aiuto per risolvere i problemi amorosi. Ma quando viene mollata nel modo peggiore possibile - che razza di uomo lascia una donna con un sms dopo esserci andato a letto? - decide che è arrivato il momento di fare qualcosa. Suzie vuole vendicarsi per tutte le volte in cui le hanno spezzato il cuore, mettendola da parte, e ha intenzione di dimostrare che è perfettamente in grado di rendere pan per focaccia. I suoi metodi sono imprevedibili, ma l'umiliazione è garantita... ed è su larga scala. Determinata a portare avanti il piano, comincia a suggerire anche a chi scrive alla sua posta del cuore modi stravaganti per reagire. E le lettere si moltiplicano: tutti vogliono i consigli della Cara Suzie. Al culmine del successo, felicemente single, ha raggiunto il suo obiettivo. O così le sembra, almeno finché un uomo le fa mettere di nuovo tutto in discussione...

Perché l'ho abbandonato:

Sono passati diversi mesi ormai da quando ho tentato di leggere questo romanzo. Il motivo che mi aveva spinto ad avvicinarmi a questa lettura era la semplice ricerca di qualcosa di leggero e magari divertente, nonostante il genere chick-lit/romance non sia tra i miei preferiti. Forte anche del fatto che l'autrice goda di buona fama soprattutto per altri suoi titoli, ho iniziato il libro con le migliori intenzioni, ma già dopo pochi capitoli non ho riscontrato né uno stile particolarmente frizzante né delle situazioni davvero divertenti che potessero compensare i difetti di una storia che ruota attorno ad una protagonista con cui non sono riuscita ad empatizzare per niente e ad un intreccio sentimentale estremamente prevedibile. In pratica sono arrivata al 40% per cento del libro a suon di sbadigli e, una volta ammesso a me stessa che di tutta la vicenda non mi interessava nulla, mi sono arresa e ho interrotto la lettura.

Facciamo che ero morta di Jean Begin


Trama: Come ogni professionista del pulito sa bene, spazzare la polvere sotto il tappeto non vuol dire liberarsene: prima o poi lo sporco torna a fare capolino. Al mondo non c'è nessuno che, in fondo a un cassetto o sotto il materasso, non nasconda qualcosa di imbarazzante. Lo sa molto bene Mona, che di mestiere fa la donna delle pulizie e che, mentre lava, smacchia, scrosta, lucida e passa l'aspirapolvere, si distrae curiosando in giro e ricostruendo impietosamente la vita dei suoi clienti. Il martedí sera, non avendo di meglio da fare, presta servizio come volontaria distribuendo aghi puliti ai tossicodipendenti. È in questo ambiente che, in barba alla prudenza, adocchia un soggetto a suo parere interessante: certo, sembra un po' sporchino, tanto che gli appioppa il soprannome di Mister Laido, però è alto e ha le spalle larghe, e poi ha sempre con sé un libro. E cosí, tra regali bizzarri ed escursioni domenicali sui tetti di fabbriche abbandonate, comincia una storia a dir poco strampalata. Seppure inevitabile e tutto sommato salvifico, l'epilogo supera, per le sue grottesche modalità, ogni piú nera previsione. Per riprendersi dalla batosta, Mona decide di cambiare aria e, dopo aver caricato lo stretto necessario sul furgone, si trasferisce a Taos, un rifugio di fricchettoni e nullafacenti perso nel deserto del New Mexico... 

Perché l'ho abbandonato:

A differenza del romanzo precedente, da cui non mi aspettavo nulla di particolare se non un libro di intrattenimento simpatico, questo è stato una vera delusione perché la trama mi aveva molto incuriosita e la protagonista sembrava un personaggio interessante e fuori dai soliti schemi.
Al contrario mi sono ritrovata a leggere una storia raccontata in modo piatto, in cui fin dall'inizio i risvolti della trama mi sono sembrati per lo più grotteschi. I personaggi invece sono problematici, non in modo accattivante, ma solo sgradevole. Anche in questo caso ho resistito fino al 40% del libro prima di arrendermi e passare ad altro.

I crudeli omicidi di una notte d'estate di Karo Hamalainen 


Trama: È una calda serata di primavera a Londra e Robert, banchiere di successo, osserva compiaciuto la città ai suoi piedi dalla finestra panoramica del suo lussuoso appartamento nello Shard, il grattacielo più alto d'Europa. Presto arriveranno i suoi ospiti, Mikko e sua moglie Veera. Lui fa il giornalista e come tutti gli idealisti ha in mente grandi progetti sul futuro del pianeta. Il padrone di casa e la sua giovane moglie Elisa hanno preparato la cena con cura, ma la serata prende da subito una brutta piega: ognuno dei convitati ha un segreto da nascondere. E Mikko di sicuro racchiude in sé la verità più inconfessabile: è andato lì per uccidere il suo amico. A fine serata, tre cellulari risuonano nel silenzio del lussuoso appartamento, completamente deserto. Chi sono le tre vittime, e chi il loro assassino? 

Perché l'ho abbandonato:

Questo romanzo è stata una delusione ancora peggiore del precedente perché, a differenza degli altri due titoli di cui vi ho parlato, non era un ebook recuperato a pochi centesimi, né si trattava di un prestito, ma  di un thriller che avevo voluto acquistare cartaceo per ampliare un po' la mia conoscenza dei giallisti nordici. Ebbene ho provato a leggere questo libro iniziandolo per due volte a distanza di mesi nel tentativo di superare lo scoglio dei primi capitoli e per due volte ho fallito miseramente di fronte ad uno stile inutilmente artificioso, a dei personaggi senza alcuna attrattiva e ad un intreccio farraginoso.
Una volta deciso di non proseguire la lettura, ho regalato questo volume a mia zia, anche lei appassionata di thriller ed anche lei lo ha bocciato senza appello definendolo "incommentabile".

L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes


Trama: È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità…
Perché l'ho abbandonato:

Questo è stato uno dei rari casi in cui una novità editoriale mi incuriosisce così tanto da volerla acquistare subito. La trama venata di giallo, l'ambientazione storica degli anni '20, il coinvolgimento nella vicenda delle sorelle Mitford, erano tutti elementi che mi avevano convinta che questa lettura mi sarebbe piaciuta. Invece ho trascinato la lettura delle prime 80 pagine del romanzo che mi hanno annoiata moltissimo. Forse non era il momento adatto per questo genere di lettura, forse avevo la testa altrove, ma anche in questo caso ho preferito accantonare il libro e passare ad altro. Tuttavia ho intenzione di dare a questo romanzo un'altra possibilità e sto aspettando il momento giusto per ricominciarlo da capo nella speranza di farmi coinvolgere maggiormente dalla storia e dai personaggi.

Questi solo alcuni dei titoli che ho lasciato andare senza completarne la lettura. Fatemi sapere se invece voi li avete letti e apprezzati e se anche a voi succede di abbandonare qualche libro senza tanti rimpianti per passare a letture più soddisfacenti!

venerdì 5 aprile 2019

L'angolo della Libraia # Confessioni di una scambista di libri


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi parliamo di un argomento che riguarda molto lettori, ovvero scambiare o non scambiare libri.
Io sono sempre stata una lettrice di prima mano, nel senso che ho sempre acquistato libri nuovi in libreria o on-line, leggendo libri usati, perlopiù molto vecchi, solo se provenivano, in regalo o in prestito, dalle librerie di amici e parenti. Non ho particolari pregiudizi verso i libri usati, possibilmente ben tenuti, ma non avendo vicino casa né biblioteche né librerie o mercatini dell'usato, ero semplicemente poco abituata all'idea di procurarmi libri di seconda mano. Negli ultimi anni però, complice l'aumento dei prezzi delle nuove uscite e il moltiplicarsi di piattaforme di scambio, mi sono lasciata tentare e ho voluto provare il brivido dello scambio di libri.
Tra le varie possibilità, come Bookmooch o le apposite pagine di Facebook, ho scelto di iscrivermi ad Acciobooks, un sito tutto italiano in cui è possibile sia scambiare che vendere i libri e intorno al quale si è creata una comunità di lettori che si tengono in contatto anche attraverso i social.
Io l'ho scelto principalmente per due motivi:
  • La semplicità di utilizzo.
  • La varietà del catalogo di libri a disposizione.
Se siete già iscritti o se anche siete solo entrati nel sito per dare un'occhiata, concorderete con me che la procedura per iscriversi, inserire i libri nel proprio scaffale digitale, metterli in scambio o in commercio e contattare gli altri utenti, è molto semplice. Dopo gli ultimi aggiornamenti è possibile anche lasciare un feedback positivo o negativo ad un altro utente in modo da segnalare gli utenti più affidabili e quelli con cui invece si hanno avuto problemi. L'unico neo del sito, a mio avviso, è che spesso è difficile far incontrare domanda e offerta e quindi gli scambi non vanno a buon fine o peggio, alcuni utenti non rispondono proprio alle richieste di scambio.


La mia esperienza tuttavia per adesso può definirsi positiva, infatti grazie ad Acciobooks sono riuscita a portarmi casa parecchi libri che avevo letto in formato digitale e che volevo avere nella mia libreria fisica, ma per i quali, onestamente, mi scocciava spendere soldi, visto che li avevo già letti, ma anche alcuni libri che magari non riuscivo più a trovare in una edizione particolare o che semplicemente mi incuriosivano, ma non abbastanza da comprarli a prezzo pieno.


I libri che vedete qui sopra sono solo una parte del mio bottino ottenuto tramite Acciobooks e tra questi ci sono dei volumi che cercavo da tempo come Mary Poppins o la trilogia di Hunger Games in copertina rigida, ma anche alcune chicche come la graphic novel Nimona di Noelle Stevenson in inglese o The help di Kathryn Stockett nella vecchia edizione. Altri libri ricevuti in scambio li ho presi anche conto terzi e poi consegnati a chi li desiderava, mentre altri li ho rimessi in circolo una volta letti o se non ero rimasta particolarmente soddisfatta dello scambio. Per fortuna mi è capitato raramente, ma può succedere che un libro descritto come in ottime condizioni, si riveli invece molto rovinato, per questo consiglio a tutti gli utenti di richiedere sempre le foto del volume prima di definire lo scambio. Nella maggior parte dei casi però i libri mi sono arrivati nelle condizioni previste e spesso in pacchetti davvero curati con l'aggiunta di bigliettini e piccoli omaggi.

Chi di voi è già su Acciobooks o pensa di iscriversi può trovare qui la pagina per dare un'occhiata ai libri che io ho messo in vendita o in scambio: https://acciobooks.com/libreria

Fatemi sapere se anche voi siete degli "scambisti" di libri, dove li scambiate o dove acquistate libri usati e quali sono state le vostre esperienze, positive o negative, in merito.

lunedì 4 marzo 2019

L'angolo della Libraia # I 5 Autori/Autrici di cui ho letto più libri.


Buon inizio settimana lettori di passaggio, in questi giorni di caldo anomalo e di tempo primaverile ne ho approfittato per dare una (ennesima) sistemata alle mie librerie e ho notato che nel mare magnum di volumi ricorrono spesso alcuni autori di cui negli anni ho letto parecchie opere. A dire il vero, come potrete notare, dovrei parlare di autrici perché, senza una specifica ragione, se non il mio gusto personale in fatto di letture, le più presenti nella mia libreria sono 5 autrici!
Tra questi nomi troverete senza dubbio alcune delle mie scrittrici preferite, ma anche un nome che non inserirei nel mio personale Olimpo della narrativa, ma che ho comunque avuto il piacere di approfondire. Non si tratterà quindi di una classifica di gradimento, ma semplicemente di un elenco di tutti i volumi che ho letto di queste autrici nell'ordine più o meno cronologico in cui li ho affrontati.
Per darvi qualche suggerimento di lettura in più senza dilungarmi troppo evidenzierò i titoli che ho preferito di ogni autrice con il colore assegnato al nome di ognuna di loro, ma visto che l'elenco sarà lungo, bando alle ciance e passiamo ai libri:

A guidare la classifica è Marion McChesney, autrice scozzese nata nel 1936 e molto prolifica in diversi generi letterari, ma che in Italia è conosciuta come M.C. Beaton, uno dei suoi numerosi pseudonimi. Come sapete sono una grande appassionata della serie con protagonista Agatha Raisin, ma ho letto anche quattro volumi di una delle sue serie a sfondo storico e medito di recuperare tutto quello che è arrivato finora in Italia di questa autrice.


Serie di Agatha Raisin:

  1. Agatha Raisin e la quiche letale 
  2. Agatha Raisin e il veterinario crudele 
  3. Agatha Raisin e la giardiniera invasata 
  4. Agatha Raisin e i camminatori di Dembley 
  5. Agatha Raisin e il matrimonio assassino 
  6. Agatha Raisin e la turista terribile 
  7. Agatha Raisin e la sorgente della Morte 
  8. Il primo caso di Agatha Raisin. (Racconto).
  9. Agatha Raisin e il mago di Evesham 
  10. Agatha Raisin e la strega di Wyckhadden
  11. Agatha Raisin e le fate di Fryfam 
  12. Agatha Raisin e l'amore infernale 
  13. Agatha Raisin e i giorni del diluvio 
  14. Agatha Raisin e il caso del curioso curato 
  15. Agatha Raisin e la casa infestata 
  16. Agatha Raisin e il ballo mortale 
  17. Agatha Raisin e il modello di virtù 
  18. Agatha Raisin. Amore, bugie e liquori 
  19. Agatha Raisin. Natale addio! 
  20. Agatha Raisin e una cucchiaiata di veleno 
  21. Agatha Raisin. Arriva la sposa! 
  22. Agatha Raisin e l'insopportabile ficcanaso 
  23. Agatha Raisin. Il maiale allo spiedo.

Serie 67 Clarges Street:

      24. 67 Clarges Street. La perfida madrina
      25. 67 Clarges Street. La carriera di un libertino
      26. 67 Clarges Street. L'avventuriera
      27. 67 Clarges Street. La vendetta di Rainbird.

Come vedete mi mancano da leggere i primi due volumi di questa serie ambientata a Londra in epoca vittoriana, ma non ho avuto nessuna difficoltà nel seguire le vicende dei protagonisti e recuperare L'avaro di Mayfair e Jane la bruttina non sono tra le mie priorità, mentre sono molto curiosa di leggere l'altra serie gialla dell'autrice con protagonista Hamish Macbeth.


Seconda classificata ad un solo volume di distanza è abbastanza prevedibilmente Agatha Christie, nome completo Agatha Mary Clarissa Christie, Lady Mallowan (1890-1976), la signora indiscussa del giallo.
  1. L'assassinio di Roger Ackroid (Hercule Poirot)
  2. C'è un cadavere in biblioteca (Miss Marple)
  3. Un delitto avrà luogo (Miss Marple)
  4. Polvere negli occhi (Miss Marple)
  5. Poirot a Styles Court (Hercule Poirot)
  6. La morte nel villaggio (Hercule Poirot)
  7. Miss Marple al Bertram Hotel (Miss Marple)
  8. Dieci Piccoli indiani
  9. Corpi al sole (Hercule Poirot)
  10. Il ritratto di Elsa Greer (Hercule Pirot)
  11. Assassinio allo specchio (Miss Marple)
  12. Istantanea di un delitto (Miss Marple)
  13. La serie infernale (Hercule Poirot)
  14. Poirot e la strage degli innocenti (Hercule Poirot)
  15. Giochi di prestigio (Miss Marple)
  16. La sagra del delitto (Hercule Poirot)
  17. Poirot non sbaglia (Hercule Poirot)
  18. Il Natale di Poirot (Hercule Poirot)
  19. Miss Marple e i tredici problemi. Racconti (Miss Marple)
  20. Sento i pollici che prudono (Tommy e Tuppence)
  21. Nemesi (Miss Marple)
  22. Miss Marple nei Caraibi (Miss Marple)
  23. Quinta colonna (Tommy e Tuppence)
  24. Tre topolini ciechi. Racconti (Miss Marple/Hercule Poirot)
  25. Assassinio sull'Orient Express (Hercule Poirot)
  26. Poirot sul Nilo (Hercule Poirot).


Non poteva mancare sul podio di questa "classifica" la mia amata J.K. Rowling sia grazie alla saga di Harry Potter che rimane la sua opera di maggiore successo, sia grazie ai suoi romanzi per lettori adulti scritti con o senza pseudonimo.

Saga di Harry Potter:
  1. Harry Potter e la pietra filosofale
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
  4. Harry Potter e il calice di fuoco
  5. Harry Potter e l'ordine della fenice
  6. Harry Potter e il principe mezzosangue
  7. Harry Potter e i doni della morte
  8. Gli animali fantastici: dove trovarli di Newt Scamandro
  9. Il quidditch attraverso i secoli di Kennilworthy Whisp
  10. Le fiabe di Beda il Bardo
  11. Racconti di Hogwarts. Potere, politica e poltergeist
  12. Guida poco pratica a Hogwarts
  13. Racconti di Hogwarts. Prodezze e passatempi pericolosi
  14. Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale (Sceneggiatura)
  15. Animali fantastici. I crimini di Grindelwald. Screenplay originale (Sceneggiatura).
Serie su Cormoran Strike:

    16. Il richiamo del cuculo
    17. Il baco da seta
    18. La via del male

Autoconclusivi:

19. Il seggio vacante.

Inutile ripetere quanto adori la saga di Harry Potter nonostante l'abbia scoperta quando avevo già più di vent'anni, mentre mi soffermo un'attimo sulla produzione dell'autrice indirizzata al pubblico adulto per sottolineare quanto trovi riusciti sia i romanzi dedicati a Cormoran Strike e Robin Ellacott di cui ho già ordinato il quarto volume su Ibs, sia l'unico romanzo autoconclusivo finora pubblicato e che a me è piaciuto molto nonostante non sia il suo lavoro più apprezzato.


Finalmente è arrivato il momento dei quella che considero la mia scrittrice del cuore. Di Jane Austen ho letto molteplici volte tutti e sei i romanzi e negli anni ho cercato di recuperare qualunque cosa abbia scritto, nonostante alcuni lavori giovanili e le raccolte di lettere non siano sempre di facile reperibilità in italiano.
Oltre ad essere una geniale scrittrice Jane Austen mi ha sempre affascinata anche come donna e come figura storica, di conseguenza non posso resistere dal leggere tutto quello che riguarda la sua vita, o che è ispirato al suo lavoro, ma di questi libri parleremo magari un'altra volta.

Romanzi:
  1. Orgoglio e pregiudizio (1813)
  2. Persuasione (pubblicato postumo nel 1818)
  3. Ragione e sentimento (1811)
  4. Emma (1815)
  5. Mansfield Park (1814)
  6. Northanger Abbey (1805, pubblicato postumo nel 1818)
Romanzi brevi:

      7. Lady Susan (1871)
      8. I Watson (incompiuto, 1871)
      9. Sanditon (incompiuto,1871)

Opere giovanili:

      10. Jack & Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle (1787-1790)
      11. Amore e amicizia (1790-1792)

Lettere:

     12. Niente donne perfette per favore.



Ed eccoci arrivati alla sorpresa della classifica, infatti al quinto posto si piazza Banana Yoshimoto, una autrice che non annovero tra le mie preferite, ma che ho letto molto soprattutto durante gli anni dell'università, ma che ogni tanto mi piace ritrovare anche adesso.
Due pregi della Yoshimoto che hanno fatto sì che leggessi un buon numero dei suoi lavori,  sono la brevità delle sue opere che sono un perfetto intermezzo tra letture magari più corpose e la semplicità con cui affronta anche tematiche difficili e dolorose.
Romanzi e racconti:
  1. Tsugumi
  2. Sonno profondo
  3. Kitchen
  4. L'ultima amante di Hachico
  5. N.P.
  6. Amrita
  7. La piccola ombra
  8. Il corpo sa tutto
  9. L'abito di piume
  10. Il coperchio del mare
  11. Ricordi di un vicolo cieco
  12. Arcobaleno
  13. Chie-Chan e io
  14. Le sorelle Donguri.
Siamo arrivati alla fine di questo post un po' lunghetto e adesso sono curiosa di sapere quali sono gli autori o le autrici più presenti nella vostra libreria, se avete letto alcuni o tutti questi titoli e se i vostri preferiti combaciano con i miei oppure no!

venerdì 18 gennaio 2019

L'angolo della Libraia # Io, me, i libri e il blog!


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vi propongo un post di chiacchiere in cui vorrei spiegarvi meglio in cinque punti fondamentali il mio rapporto con la lettura e con il blog, visto che nonostante questo mio angolo virtuale sia aperto ormai da diverso tempo, ho realizzato di non aver mai approfondito con voi alcuni argomenti che lo riguardano.

1) COME VALUTO LE MIE LETTURE.
Come avrete notato, nei post in cui do la mia opinione su uno o più libri, solitamente assegno una valutazione su una scala da 1 a 10, un po' come a scuola, mentre mi riservo di valutare i libri in termini di stelline o simili solo su Goodreads. L'abitudine di dare voti di stampo scolastico deriva principalmente dal fatto che da anni seguo bambini e ragazzini che hanno bisogno di ripetizioni e che immancabilmente, quando si tratta di correggere un compito o un tema, mi chiedono un voto come se fossi l'insegnate, ma questo tipo di votazione mi permette anche di essere più precisa nel giudicare quello che, a mio avviso, è il valore di un determinato libro. I voti che assegno non sono infatti voti assoluti, ma direi più VOTI RELATIVI, cioè assegnati in base al genere di lettura che affronto. Ovvero, se assegno un 7 ad un romanzo giallo, quel 7 non è assegnato sulla base di tutti gli altri libri che abbia mai letto in vita mia, ma rispetto a tutti gli altri romanzi gialli che io abbia letto e così vale per i classici, i fantasy e ogni altra categoria. Di conseguenza se assegno 8 ad un romanzo per ragazzi e 7 ad un classico, non significa che letterariamente parlando io ritenga quel determinato romanzo per ragazzi superiore a quel determinato classico, ma che quel romanzo per ragazzi, per me, meriti un 8 in relazione a tutti gli altri romanzi per ragazzi che abbia letto e che quel classico a mio parere meriti un 7 in relazione a tutti gli  altri classici che abbia letto (spero che il concetto non sia espresso in modo troppo contorto, ma vi assicuro che nella mia mente è chiarissimo!).

2) COME MAI NON PARLO DI TUTTI I LIBRI CHE LEGGO.
Pur piacendomi tenervi aggiornati sulle mie letture con la rubrica Sul comodino della Libraia, non dedico un post specifico per ogni libro che leggo. Ammetto che in certi casi questo avviene per mancanza di tempo e disorganizzazione cronica, ma in molto casi la scelta è ponderata. Infatti ci sono letture di cui scelgo di non parlare e i casi sono quasi sempre quelli di classici estremamente famosi, sia perché non sento di avere le capacità e le competenze per dare un giudizio, che non sia quello del mio personalissimo gradimento, sia  in quanto dubito che la mia opinione possa in qualche modo interessare a qualcuno o arricchire discussioni o analisi riguardo ad opere che hanno un valore intrinseco e riconosciuto nel tempo. Altri casi sono quelli dei best-sellers molto chiacchierati che difficilmente leggo nel momento di maggior diffusione, per evitare che il mio giudizio venga influenzato dalle opinioni degli altri e di cui difficilmente parlo anche una volta letti perché la trovo una cosa ridondante.

3) COME MAI NON PARTECIPO A GRUPPI DI LETTURA O CHALLENGE DI LETTURA.
Nonostante tenti di stilare TBR e di organizzare le mie letture, sono praticamente incapace di seguire un piano prestabilito e di scegliere le mie letture in base a determinati obiettivi da raggiungere.
Per questo non riesco a fare letture di gruppo nonostante l'idea mi piaccia molto e in genere non partecipe a Challenge. Per quest'anno, come per l'anno passato, mi sono iscritta solo alla VISUAL CHALLENGE organizzata da Baba di Desperate Bookswife e da Daniela di Un libro per amico, perché si tratta di una challenge non troppo restrittiva, divertente e che permette di partecipare anche non seguendo tutte le tappe. Sarà che tra liceo e università ho dovuto leggere obbligatoriamente fin troppi testi di cui avrei fatto volentieri a meno, ma non riesco proprio a costringermi a leggere qualcosa se sento che in quel momento non è quella la lettura per me.

4) IL MIO RAPPORTO CON LE CASE EDITRICI E GLI SCRITTORI ESORDIENTI.
In passato mi è capitato di collaborare con case editrici più o meno grandi e di leggere e recensire libri che mi erano stati inviati per lo più in formato digitale. In alcuni casi sono stata contattata, in altri mi sono iscritta alla newsletter e  ho contattato io gli uffici stampa e devo ammettere che solo il fatto di ottenere risposta o essere presi in considerazione è sempre una soddisfazione per un lettore accanito. Solo in un'occasione ho avuto uno screzio con una casa editrice indipendente a pagamento riguardo un libro che io ho giudicato impubblicabile a causa di un'infinita serie di problemi, in primis la mancanza totale di editing (servizio che la casa editrice afferma di fornire a chi pubblica con loro).
Un po' in seguito a questa esperienza, un po' perché sono arrivata alla consapevolezza di preferire leggere solo quello che mi va quando mi va, non ho proseguito nessuna collaborazione e non credo, almeno allo stato attuale, che contatterò di nuovo qualche ufficio stampa. Se dovessi venire contattata probabilmente accetterei solo in caso di un immediato interesse verso la pubblicazione proposta, ma ci sono tanti blog molto più seguiti e molto meglio amministrati del mio per cui non credo di essere in cima alla lista delle blogger da contattare delle case editrici. Per quanto riguardo gli autori emergenti, in passato ho letto e anche apprezzato alcuni loro lavori, ma molto spesso mi è capitato di essere contattata solo per pubblicizzare questo o quel libro in uscita, senza che l'autore o l'autrice fosse mai passato dal mio blog o si fosse almeno informato sui generi che leggo o che non leggo. Quindi anche in questo caso, sia per gusto personale che per motivi di tempo, seleziono molto bene le proposte che mi vengono fatte. 

5) QUANTI LIBRI COMPRO E DOVE.
Spesso mi sono lamentata qui sul blog delle pile di libri che ho accumulato nelle mie librerie e che sono ancora in attesa di essere letti e in effetti allo stato attuale ammontano a circa 150...
Un numero piuttosto inquietante, lo so, ma a mia discolpa, posso dire che non tutti questi libri sono miei acquisti, infatti nelle mie tre librerie sono finiti anche libri che potremmo definire "di famiglia" e che non entravano in nessun'altra parte della casa e che magari sono stati acquistati da questo o quello oppure sono regali non destinati a me nello specifico, ma anche numerosi volumi appartenuti ad alcune zie lettrici che hanno deciso di regalarmeli in blocco, così che le mie librerie si sono arricchite di venti o trenta volumi ogni volta da un giorno all'altro. Non che mi lamenti, ma di conseguenza devo cercare di limitare il più possibile nuovi acquisti. Quest'anno cercherò di tenere traccia di ogni nuovo libro cartaceo che entrerà nella mia libreria in modo da sapere con chiarezza quanti volumi compro in effetti ogni mese. In genere il mio fornitore preferito è IBS perché essendo cliente on line da tanti anni ho molti più vantaggi rispetto ad Amazon o altre librerie on line, sia per i libri cartacei che per gli ebooks. Questi ultimi li trovo molto comodi sia per una questione di praticità sia per il risparmio di spazio, ma compro quasi solo in occasione di sconti od offerte lampo. In altri casi vi mostro dei prestiti provenienti principalmente dalle librerie delle altre due grandi lettrici di famiglia, una zia e sua figlia, che avendo gusti poliedrici hanno sempre qualche titolo nuovo e interessante da divulgare. Mi piacerebbe poter comprare di più in librerie fisiche ed approfittare di qualche biblioteca comunale ben fornita, ma le più vicine a casa mia non sono raggiungibili in meno di quaranta  minuti di macchina, quindi per motivi di tempo, impegni e logistica, non ho modo di frequentarle assiduamente.

Non so quanti saranno i coraggiosi che si leggeranno questo lungo sproloquio, ma pensavo che fosse il momento di approfondire un po' questi temi legati al blog. Se avete consigli, opinioni o esperienze da raccontare non esitate a lasciare un messaggio qui sotto. Al prossimo post!

giovedì 31 maggio 2018

Caro libro perché ti ho abbandonato


Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi di un argomento di cui volevo discutere con voi già da un po', ovvero abbandonare o meno un libro in lettura e perché.
Dovete sapere che quando io leggo un libro, un qualsiasi libro, io leggo tutto, ma proprio tutto: prefazione, postfazione, seconda e quarta di copertina, biografia dell'autore, note e pure i  ringraziamenti. Non salterei mai una pagina, ma neppure una semplice riga. Non riuscirei a pensare di aver letto un libro saltellando parole qua e là o tralasciando altri contenuti presenti nel volume e questo è uno dei motivi che fanno di me una lettrice piuttosto lenta. Probabilmente è un comportamento un po' maniacale, ma è così che io mi approccio alla lettura. Di conseguenza, visto che i libri da leggere sono tanti e il tempo è sempre poco, quando una lettura non mi piace, mi annoia o non riesce a catturare la mia attenzione preferisco abbandonarla e passare ad altro. In media questo capita almeno quattro o cinque volte l'anno, sia con volumi appena iniziati sia a lettura abbastanza avanzata e oggi vi vorrei parlare di alcuni dei libri più conosciuti che ho abbandonato negli ultimi anni e dei motivi per cui li ho abbandonati.

LA STRANIERA DI DIANA GABALDON
La trama:
Nel 1945 Claire Randall, un'infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highland scozzesi. Durante una passeggiata la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano in quelle zone. All'improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell'anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire si trova coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore.

Perché l'ho abbandonato:
La trama mi aveva attirata molto per l'ambientazione e per l'elemento paranormale dei viaggi nel tempo e i primi capitoli li ho letti volentieri nonostante non fossi entrata molto in empatia con la protagonista che ho trovato fin dall'inizio molto fredda. Arrivata però a circa la metà delle 838 pagine di questo bel malloppone l'autrice ha virato verso il genere romance in un modo che non mi è proprio piaciuto. 
ATTENZIONE SPOILER IN ARRIVO...
Al lettore è chiaro fin dall'inizio che c'è attrazione tra Claire e Jamie, il protagonista maschile, e tra i due il rapporto si sta evolvendo senza però essere arrivati ancora ad uno stadio di vera intimità, quando l'autrice inserisce un escamotage, non necessario ai fini della trama, che poteva benissimo procedere in altro modo, per far sì che i due protagonisti "debbano" sposarsi e dare così il via a ripetute scene di sesso. Io non ho nulla in contrario ad una giusta dose di romance in un romanzo se è coerente con la storia, ma in questo caso è palese che l'autrice abbia creato una situazione ad hoc finalizzata a giustificare scene di passione, scritte non so se per proprio divertimento o per conquistare anche un pubblico di lettori di harmony a sfondo storico. Avrei capito se lo stesso escamotage fosse stato inserito alla fine del romanzo in vista dei numerosi seguiti, ma avrei preferito grandemente che l'autrice lasciasse crescere il rapporto tra i protagonisti in modo naturale senza usare scorciatoie. Tutt'al più che Claire, nella sua epoca è sposata con Frank e temo che l'autrice abbia usato l'espediente del matrimonio obbligato con Jamie per "giustificare" la sua protagonista che è caduta fra le braccia di un altro senza farsi nemmeno tanto pregare. Non so se questo fosse il reale intento dell'autrice, ma io trovo solo il pensiero offensivo per l'intelligenza del lettore. Non avrei avuto nulla da obiettare se le scene di passione fossero state dolo il frutto dell'innamoramento tra i due, ma vederle inserire così a forza, giustificate dal fatto che i due sono stati fatti sposare lo trovo ridicolo e perfino bigotto.
In sostanza non ho abbandonato La straniera tanto per le scene di sesso quanto perché mi sono sentita presa in giro dall'autrice, cosa che non tollero e che mi guasta irrimediabilmente la lettura.

IL MIO SPLENDIDO MIGLIORE AMICO DI A.G. HOWARD
La trama:
Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie"... Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove... Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

Perché l'ho abbandonato:
Questo è un tipico caso in cui ho dato più importanza all'estetica rispetto alla sostanza perché già dalla trama avrei dovuto sospettare che avrei potuto avere problemi con questo romanzo, ma le copertine di questa trilogia mi piacevano così tanto che alla fine ho ceduto e ho acquistato il primo libro. L'idea di riscrivere il Paese delle meraviglie in una veste più dark mi ispirava molto, ma quando la storia ha iniziato ad entrare nel vivo dell'azione, ho trovato il risultato molto confuso. Se già questo non mi avesse rallentato nella lettura, man mano che si va avanti si accentuano altri due difetti che mi fanno sempre storcere il naso soprattutto nei romanzi scritti per un target di lettori young adult, ovvero il triangolo amoroso e il fatto che i protagonisti siano caratterizzati un po' con l'accetta, ovvero in modo un po' superficiale. Probabilmente andando avanti con la storia, quest'ultimo è un difetto che potrebbe essere stato risolto dall'autrice, ma in generale la storia e i personaggi non mi hanno convinta abbastanza da andare oltre la metà del romanzo.

IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI DI BRUNO TOGNOLINI
La trama:
Ginger, una splendida gatta Maine Coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un cimitero per animali. Anche lei adesso è un fantasma, anzi un Àniman, uno spirito che fa parte dell'anima del mondo, invisibile agli occhi umani. La vita di Ginger e i suoi amici Àniman, tra cui il pastore maremmano Orson, il beagle hacker Turing e la saggia e oracolare tartaruga Mamma Kurma, trascorre felice fra tuffi nella pioggia per diventare nuvole, corse nel vento in cui le loro identità si scambiano, chiacchierate e visite di un'umana un po' speciale, chiamata Nonnina. Ma oscure minacce incombono su di loro: nessuno sa spiegarsi alcune misteriose sparizioni e il terreno del cimitero sta per essere venduto a una società edile. E, come se non bastasse, i peluche dei bambini in visita dai loro piccoli amici hanno uno sguardo quasi vivo, inquietante...

Perché l'ho abbandonato:
In questo caso si tratta di un libro per ragazzi, genere che a me appassiona molto, nonostante la veneranda età, e con protagonisti principali degli animali che, una volta morti, si risvegliano in un giardino che è una sorta di limbo ideale in cui trascorrere insieme un tempo infinito. L'idea è assolutamente interessante e trovo che l'autore scriva molto bene e che abbia dato una risposta intelligente riguardo a cosa succede alle anime degli animali che muoiono e che secondo lui si fondono in un certo senso nell'anima eterna di tutti gli animali vissuti e viventi. Il problema che ho avuto con questo libro però è stata proprio la storia che procede in modo estremamente lento, molte pagine sono dedicate alle riflessioni di Ginger sulla sua nuova condizione e molte altre ai giochi  e ai passatempi degli abitanti del giardino, mentre i veri e propri fatti e le scoperte degli animali riguardo le misteriose scomparse che si susseguono sono eccessivamente diluite nella narrazione e arrivata un po' oltre la metà ho gettato la spugna e abbandonato il romanzo per sopraggiunta e insuperabile noia.
Tuttavia questo libro lo avevo preso in ebook e non escludo un giorno di dargli un'altra possibilità. 

SARA AL TRAMONTO DI MAURIZIO DE GIOVANNI
La trama:
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra - fin quasi i pensieri - della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola, e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.
Perché l'ho abbandonato
Mi rendo conto che questo romanzo di recente uscita è piaciuto praticamente a tutti ed io stessa ho letto in giro molte recensioni positive e devo ammettere che il primo capitolo ha conquistato anche me. Mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha presentato il personaggio di Sara, una donna dall'aspetto anonimo che, passando inosservata, studia il comportamento degli altri nei minimi dettagli riuscendo persino a leggere le labbra e le posture, ma anche una donna di mezz'età che sta soffrendo per la morte del suo grande amore, l'uomo per il quale ha abbandonato marito e figlio e con cui ha condiviso vita e lavoro. A questo si è aggiunto il dolore per la morte prematura di quel figlio perso da tanto tempo, con la cui compagna incinta Sara sta cercando di creare un legame.
Non avendo mai letto nulla di De Giovanni non avevo aspettative di alcun tipo, ma pagina dopo pagina è come se le promesse di quel primo capitolo così riuscito, fossero state disattese una per una. 
Lo stile dell'autore ad esempio, che a una prima lettura avevo trovato asciutto, si appesantisce nei capitoli successivi di descrizioni poco coerenti con i toni della narrazione e che allo stesso tempo non riescono a creare una vera e propria atmosfera. Nella trama si specifica che il romanzo è ambientato a Napoli, ma io sinceramente non capisco come questo sia possibile da stabilire, almeno fino alla metà del libro, punto in cui ho mollato il colpo.
Il personaggio di Sara, che ho comunque apprezzato per il fatto di essere una donna non convenzionale e che ha il coraggio delle proprie scelte, ha però una certa dose di supponenza che non amo molto, mentre gli altri personaggi sono per lo più degli stereotipi, a partire da Davide Pardo.
Onestamente di poliziotti stropicciati che hanno problemi con le donne, modi bruschi, ma tanta umanità, i romanzi sono pieni; in questo caso mancava un impermeabile stazzonato e il cliché sarebbe stato perfetto. Non mi è piaciuto nemmeno il personaggio di Teresa, la vecchia collega di Sara, non tanto in sé, quanto nell'uso che ne fa l'autore, come se descrivendo una donna con caratteri opposti alla protagonista, potesse in qualche modo avvantaggiare quest'ultima nella stima dei lettori.
Dove l'una è ha un aspetto anonimo e dimesso l'altra è sempre agghindata e sexy; mentre Sara ha dedicato tutta la vita al suo unico grande amore l'altra corre dietro ai giovanotti, mentre la prima si è ritirata dal lavoro per la vita privata, l'altra è un'ambiziosa carrierista. Un dualismo che ho trovato stucchevole e che secondo me non serve a nulla ai fini della caratterizzazione della protagonista. Infine il giallo vero e proprio di cui si persegue la risoluzione del romanzo non mi ha incuriosita abbastanza da indurmi a continuare la lettura. 

Spero che questo post sia utile per voi lettori per capire cosa cerco in un romanzo e cosa invece proprio non sopporto e spero anche che nessuno di voi rimanga troppo male alla vista di certi "abbandoni celebri". Fatemi sapere se invece a voi questi romanzi sono piaciuti e perché e quali romanzi avete abbandonato voi! 

venerdì 16 marzo 2018

5 Scrittrici per 5 Protagoniste


Ben ritrovati lettori di passaggio, qualche giorno fa festeggiavamo l'8 Marzo, ma io, come saprete, non sono solita rispettare programmi e scadenze qui sul blog, neanche se sono in bella evidenza sul calendario, ma in questi giorni ho pensato un po' alle mie letture recenti e passate e ho selezionato cinque libri che vorrei consigliare a tutti i lettori, ma in special modo alle lettrici, perché hanno per protagoniste delle donne e sono scritti tutti da autrici.
I cinque volumi che ho scelto non sono obbligatoriamente i miei romanzi preferiti in assoluto (infatti noterete che per non ripetermi fino alla nausea ho evitato di citare le opere della Austen o di altre autrici che vi ho già caldamente consigliato), ma in ognuno ho incontrato dei personaggi femminili che mi hanno colpita in modo particolare, che mi hanno insegnato qualcosa o che semplicemente mi hanno fatta sorridere. Se vi va andate anche voi a conoscere queste signore della narrativa e le loro protagoniste.

Donne eccellenti di Barbara Pym


Trama: Un bell'uomo un po' sciocco segretamente ammirato da una donna che del proprio non avere speranza non solo non si cruccia, ma addirittura ne fa un punto di forza; un ecclesiastico in balia delle circostanze; un antropologo terribilmente impegnato nelle sue ricerche che nell'altro sesso cerca, come del resto tutti i maschi, solo una donna eccellente, disposta a semplificargli la vita: una commedia romantica che suggerisce in modo molto poco romantico che probabilmente il matrimonio non è la meta sognata da tutte le donne. Lo spirito e l'indipendenza di Mildred non solo sovvertono lo stereotipo delle "donne eccellenti" come persone noiose, ma fanno anche pensare che la loro vita sia piena in modo del tutto soddisfacente. Ambientato nella Londra postbellica, una città ancora alle prese con gli edifici devastati dai bombardamenti, l'inizio del femminismo e la fine del colonialismo, il romanzo offre attraverso un umorismo derisorio e leggermente perfido una critica sociale che al tempo stesso illumina e intrattiene.

Lo consiglio perché la protagonista, Mildred, al di là dell'apparenza di donna dimessa e convenzionale, è una donna più indipendente e moderna di tante protagoniste dei romanzi di oggi.

Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno


Trama: Quando la nuova maestra viene soprannominata Arpia Sferza e quando ogni giorno di scuola si trasforma in una battaglia, potete ben credere che in IV D ne succedono davvero di tutti i colori! Tra scheletri da rimontare e motociclette, generali austriaci e fantasmi in cornice, lettrici di fotoromanzi e pantere di velluto, tre eroine come Elisa, Prisca, Rosalba condurranno la loro lotta contro l'ingiustizia, a costo di aspettare che la vittoria arrivi lenta ma inesorabile come una tartaruga... 

Lo consiglio perché tutte le bambine dovrebbero essere libere di scegliere il proprio futuro e perché non è mai troppo presto per imparare a combattere le ingiustizie proprio come fanno Prisca Puntoni e le sue amiche.

Il risveglio di Kate Chopin


Trama: Durante una vacanza estiva a Grande Isle (Louisiana), Edna Pontellier, giovane madre di famiglia sposata a un facoltoso uomo d'affari di New Orleans, si accorge di aver vissuto un'esistenza lontana dalle sue aspirazioni più autentiche e s'innamora di un uomo più giovane di lei. Al rientro in città, rifiutando per sempre le convenzioni sociali e culturali che hanno soffocato la sua personalità e i suoi desideri, Edna intraprende un solitario cammino di rinascita interiore che culminerà in un risveglio dei sensi e dello spirito.

Lo consiglio perché il desiderio di libertà e di autodeterminazione della protagonista è più forte di ogni regola sociale.

Romanzo rosa di Stefania Bertola


Trama: Olimpia fa la bibliotecaria, è un'amante del cappuccino al bar, e la vera passione - la passione che tutto travolge - l'ha provata solo per tre giorni, nel 1977. Paola è avvocato, si è lasciata un matrimonio alle spalle e indossa vistosi giubbotti da aviatore. Manuela, poi, ha quarant'anni ed è disoccupata, ma investe i cento euro di un Gratta e Vinci per partecipare al corso in cui tutti questi personaggi s'incrociano: Come scrivere un romanzo rosa in una settimana, che Leonora Forneris, insegnante spinosa e scrittrice di fama, tiene al Circolo dei Lettori. Con la ricetta giusta e i trucchi del mestiere per confezionare, lezione dopo lezione, pagina dopo pagina, giorno per giorno, un Melody di sicuro successo. Tra passioni di carta e flirt reali, marmellate alle arance amare e misteriose limousine, uomini che amano i cani e donne che amano i gatti, Stefania Bertola ci trasporta con ironia e intelligenza in un universo dalle tinte pastello, creando un romanzo che sa di rosa. In ogni senso. 

Lo consiglio perché anche donne come Olimpia, una bibliotecaria di quasi sessant'anni dalla vita monotona, una zitella un po' impicciona, come lei stessa si definisce, possono avere molto da raccontare.

Miss Charity di Marie-Aude Murail


Trama: Charity è una bambina. È come tutti i bambini, piena di curiosità, assetata di contatti umani, di parole e di scambi. Vuole creare e partecipare alla vita del mondo. Purtroppo, però, una ragazzina della buona società inglese dell'800 deve tacere, non mostrarsi troppo, salvo che in chiesa. Gli adulti che la circondano non fanno attenzione a lei, le sue sorelline sono morte. Allora Charity si rifugia al terzo piano del suo palazzo borghese in compagnia della servitù. Per non morire di noia, alleva dei topini nella nursery, veste un coniglietto, studia dei funghi al microscopio, impara Shakespeare e disegna incessantemente dei corvi, con la speranza che un giorno succeda qualcosa. Così comincia la vita di Charity Tiddler, ragazzina prima e donna poi che fa della libertà un principio di vita e in nome di questa sovverte tutte le regole borghesi della vita vittoriana. 

Lo consiglio perché il coraggio e la determinazione nel coltivare le proprie passioni regalano più di quanto non facciano agiatezza e bell'aspetto.

Questi sono i romanzi che ho scelto in questa occasione, ma sono tantissime le protagoniste o anche solo le presenze femminili indimenticabili della narrativa, quindi fatemi sapere quali sono le vostre eroine preferite.