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giovedì 2 maggio 2019

Il libro del giorno # La domatrice di Agatha Christie

Buon inizio Maggio lettori di passaggio, oggi parliamo di un classico della narrativa in giallo, un titolo della mia amata Agatha Christie, per l'esattezza il ventisettesimo volume che leggo di questa autrice.


Titolo: La domatrice
Autrice: Agatha Christie
Traduzione: M.G. Griffini
Casa Editrice: Mondadori
Dati: pp. 252. €11.50.

In questa avventura dell'investigatore belga più famoso della narrativa l'autrice ci porta in Transgiordania, precisamente a Gerusalemme, dove ospite dell'Hotel Solomon, Poirot ascolta per caso una inquietante conversazione notturna. Tuttavia in tutta la prima parte del romanzo Poirot farà solo delle sporadiche apparizioni, mentre la narrazione si concentrerà su altri viaggiatori che alloggiano nel medesimo albergo. Tra di loro ci sono il Dottor Gerard, uno stimato medico francese, la giovane inglese Sarah King, fresca di laurea in medicina, l'attempata signorina Price, la formidabile Lady Westholme e una famiglia americana, i Boynton, composta dall'anziana matriarca, dal figlio maggiore Lennox e dalla moglie Nadine e dai tre figli minori, Raymond, Carol e Ginevra. Tutta la famiglia appare intimorita e tiranneggiata dalla temibile signora Boynton, una vera megera che sembra godere nell'imporre il proprio controllo sulle persone, in particolare sui figli. Di questo strano ménage familiare si accorgono anche gli altri viaggiatori in particolar modo proprio Sarah King, non indifferente al fascino del giovane Raymond e il Dottor Gerard che ravvisa nella vecchia signora un carattere decisamente peculiare, dominante e perfino crudele. Avrei voluto in effetti che ci si soffermasse di più sull'indole della signora Boynton, che è un personaggio perfettamente ideato allo scopo di incuriosire e allo stresso tempo inquietare il lettore, ma anche sulle dinamiche tra gli altri componenti della famiglia che sono decisamente peculiari. 
Molti dei protagonisti si ritroveranno poi a Petra, suggestiva località nel deserto, in cui si trova un accampamento di grotte e tende predisposto proprio all'accoglienza dei turisti in visita nella zona e che sarà teatro di un fatto grave e misterioso.
Proprio per chiarire la natura di ciò che è avvenuto e per individuare il responsabile o i responsabili, le autorità chiedono a Poirot di investigare. La seconda parte del romanzo prosegue secondo il classico metodo investigativo ideato dalla Christie per il suo personaggio, il quale infatti mira ad ottenere la verità tramite gli interrogatori delle persone coinvolte nel mistero e tramite il ragionamento. Anche questa volta l'autrice è stata capace di far nascere dubbi su diversi personaggi, permettendo al lettore di costruire le proprie teorie, sviando al contempo i sospetti sul colpevole, fino all'inaspettata conclusione. Tuttavia, senza nulla togliere alla genialità dell'intreccio, avrei preferito una risoluzione maggiormente argomentata e qualche notizia in più sui personaggi maggiormente coinvolti. 
Non c'è dubbio che sia sempre interessante assistere allo sbrogliarsi della matassa e alla meticolosa ricostruzione dei fatti da parte di Poirot, ma ho trovato questa seconda parte del romanzo leggermente più macchinosa e soprattutto priva del fascino che caratterizza i primi capitoli, in cui largo spazio è dato anche all'ambientazione esotica. Agatha Christie era infatti un'appassionata viaggiatrice ed è bello ritrovare nei suoi romanzi certi dettagli e certe atmosfere che derivano probabilmente da esperienze fatte dall'autrice stessa e che arricchiscono le trame dei suoi gialli. In conclusione La domatrice non è tra i miei titoli preferiti della Christie, ma è stata comunque una piacevole lettura, molto intrigante per quanto riguarda personaggi e ambientazione.

VOTO: 7+

venerdì 5 ottobre 2018

Il libro del giorno # Aria di neve di Serena Venditto

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi parliamo di uno dei libri che ho inserito nella mia TBR autunnale.


Titolo: Aria di neve
Autrice: Serena Venditto
Casa editrice: Mondadori
Dati: pp, 168, cartaceo €18, ebook €3.99.

Come ricorderete dal recente post dedicato alle nuove entrate nella mia libreria, ho acquistato questo libro in edizione digitale, approfittando di una offerta, perché intrigata dalla trama e alla ricerca di una lettura leggera. In effetti non mi sono sbagliata in quanto Aria di neve di Serena Venditto, primo volume di una serie con protagonisti i quattro + 1 di Via Atri  può rientrare tra quelli che nella narrativa anglosassone chiamano  cozy mistery, ovvero romanzi gialli spesso ambientati all'interno di piccole comunità, in cui i toni sono spesso quelli della commedia, mentre non sono presenti scene di sesso e violenza esplicite. Un esempio di questo genere a cui sono particolarmente affezionata sono ad esempio le indagini da Agatha Raisin di M.C. Beaton, mentre in ambito italiano potrebbero annoverarsi in questo genere le indagini di Vani Sarca della serie di Alice Basso o quelle di Alice Allevi della serie de L'allieva di Alessia Gazzola.
In questo caso la nostra protagonista è Ariel, una giovane traduttrice di romanzi rosa, di padre americano e madre napoletana, la quale, lasciata improvvisamente dal fidanzato con il quale progettava una vita insieme, si ritrova a ricominciare d'accapo in un nuovo appartamento condiviso con Malù, archeologa con la passione per i gialli e le investigazioni, Samuel, rappresentate di origini sardo-nigeriane e Kobe, pianista giapponese in difficoltà con la lingua italiana e con la fidanzata.
A vegliare sul gruppo c'è Mycroft, il perspicace gatto di casa. 
Proprio mentre Ariel sta cercando di adattarsi a questa nuova realtà abitativa e relazionale, nel palazzo di via Atri si consuma un delitto che colpisce da vicino tutti gli occupanti dell'appartamento, in particolare Malù, la quale, supportata da Mycroft, inizia una sua personale indagine coinvolgendo Ariel. Da quanto appena raccontato si evince come si tratti di una lettura estremamente leggera, la cui primissima parte è incentrata totalmente sulla protagonista e sull'elaborazione della fine della sua storia d'amore con il poliziotto Andrea. Apprezzabile è il fatto che Ariel non passi troppo tempo a piangersi addosso, aspettando magari il ritorno dell'elusivo fedifrago, ma colga l'occasione per dare una svolta alla propria vita e fare nuove conoscenze. Tuttavia l'impressione è che tutto si svolga fin troppo in fretta, infatti nel giro di pochi giorni la protagonista trasloca lasciando praticamente incustodito l'appartamento scelto e arredato con il fidanzato, in brevissimo tempo è già talmente il sintonia con i nuovi coinquilini da sembrare loro amica da sempre e addirittura, nonostante il cuore spezzato, comincia fin da subito a pensare a Samuel come a qualcosa di più di un semplice amico.
Il cuore del romanzo che invece dovrebbe essere incentrato sul delitto e sulle indagini ad esso collegate, risulta, a mio parere, piuttosto debole, sia per la brevità del volume, sia per l'approssimazione della fase investigativa. I personaggi sono ben descritti, ma le situazioni risultano abbastanza irrealistiche e la trama gialla rimane relegata in secondo piano rispetto alle vicende personali riguardanti la protagonista e soprattutto rispetto alle tematiche da commedia rosa. Ho apprezzato comunque l'ambientazione in una Napoli particolarmente solare e lontana dai consueti stereotipi negativi e l'interazione dei personaggi umani con Mycroft, il gatto che tutti vorremmo. 
Una considerazione a parte spetta secondo me al fatto che, considerando che questo romanzo e i suoi seguiti erano già stati pubblicati da una casa editrice indipendente, onestamente non capisco la scelta di Mondadori di ripubblicare questa serie ad un prezzo così elevato, ma non voglio addentrarmi oltre in questioni economiche.
In sostanza si è trattato di una lettura piacevole, veloce e facile da affrontare; un primo volume di una serie investigativa che forse meriterebbe un po' più di cura e approfondimento proprio sul versante giallo-mistery.

VOTO: 7-

mercoledì 7 marzo 2018

Il libro del giorno # Miss S. di Cathleen Schine

Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi vi vorrei parlare di un libro letto ultimamente per la Vision Challenge 2018. Stavo infatti cercando volumi che riportassero in copertina gli oggetti a disposizione per il mese di Febbraio e frugando tra i miei scaffali mi sono ricordata di questo romanzo di Cathleen Schine acquistato lo scorso anno. Ricordo di essere stata incuriosita dalla fama dell'autrice di cui avevo sentito parlare spesso, ma leggendo le trame dei suoi romanzi, quello che aveva richiamato di più la mia attenzione era questo Miss S., un giallo di stampo classico che per ambientazione e atmosfere mi aveva fatto pensare ai romanzi di Agatha Christie.


Titolo: Miss S.
Autrice: Cathleen Schine
Editore: Mondadori
Traduttore: S. Bortolussi
Dati: pp. 164, €9.50

In una piccola isola del Maine, l'anziano Dick Treekape, uomo affascinante con un passato da giramondo, ha deciso di trasformare l'antica residenza di famiglia in un resort per artisti, in cui accogliere per brevi periodi personalità diverse, più o meno note nel mondo dell'arte, affinché possano godere delle bellezze dell'isola e dedicarsi alle loro creazioni o riposarsi senza essere disturbati. Lo stesso Dick ha recentemente pubblicato un romanzo di grande successo ed è con modi da perfetto mecenate, ma anche un certo sussiegoso orgoglio che accoglie nei cottage della residenza sette nuovi ospiti: la pittrice Carol Gray, il compositore Spenser De Los Angeles, la scrittrice Alison Left, il professor McPherson, Heather Kelly, la giovane Bonnie e l'anziana giallista Miss Skattergoods. Ad animare gli artisti, ma soprattutto il padrone di casa è l'imminente arrivo di Gene Gill, sarcastico e spietato critico divenuto un volto noto della televisione, intenzionato ad intervistare Dick Treekape. Il momento del temuto incontro però sembra non voler arrivare e di G.G. non si hanno notizie finché il suo arrivo sull'isola avviene in modo del tutto inaspettato e il suo cadavere viene rinvenuto tra gli scogli. Ben presto diviene chiaro che non si sia trattato di un incidente e anche a causa della presenza costante di un detective della polizia, l'atmosfera alla residenza diventa pesante e carica di dissapori e sospetti. Nessuno può dirsi dispiaciuto per l'accaduto visto che G.G. era noto come un individuo sgradevole e senza scrupoli, ma quando comincia a prendere corpo l'ipotesi che sull'isola ci sia un assassino e che addirittura potrebbe trattarsi di uno di loro, le tensioni si esasperano e rischiano di venire a galla i segreti di ognuno. I personaggi sono tutti ben delineati, tanto che pagina dopo pagina, si ha l'impressione di vedere con i nostri occhi camminare per le sale della residenza  il misterioso proprietario, l'ambiziosa e appariscente Carol mentre cerca di sedurre Spenser, mentre lui sembra preferirle l'insipida e sciocca Heather, o l'anziana giallista con i suoi bizzarri cappelli e i vestiti da uomo. In questo gruppo male assortito e composto da testimoni poco attendibili, il detective Oakwood può contare però sull'intuito e sull'esperienza di Miss S. e i due condurranno insieme l'indagine finendo per svelare più di un mistero. Tutti, sia gli ospiti che il loro mecenate, infatti risultano elusivi ed ambigui quanto basta da risultare sospetti. Durante la lettura delle prime pagine del libro, immaginando la grande casa affacciata sul mare, circondata da giardini e pinete che ne proteggono la privacy e la rendono ancora più maestosa rispetto al resto della piccola isola, non ho potuto fare a meno di pensare alla dimora in cui si ritrovano riuniti i personaggi di Dieci piccoli indiani, e quando poi l'autrice ha introdotto il personaggio di Violet Shawn Dunston, nom de plume della giallista ottantenne Miss S., ho pensato subito alla Miss Marple di Agatha Christie, ma i due personaggi sono molto diversi come è diverso il loro metodo d'indagine. La risoluzione della vicenda è certamente più semplice rispetto al geniale stratagemma ideato dalla Christie, ma anche in questo romanzo l'autrice è stata brava nel portare il lettore verso un'ipotesi del tutto plausibile per poi rimescolare le carte e sorprenderlo con una soluzione diversa, ma altrettanto plausibile. Io stessa mi sono lasciata sviare riguardo al colpevole, nonostante avessi intuito una parte del mistero. 
Lo stile è semplice e senza fronzoli e i punti di forza della narrazione si concentrano nell'ambientazione, una sorta di gabbia dorata circondata da bellezze naturali, in cui gli ospiti si aggirano sempre più diffidenti, nella  particolareggiata caratterizzazione dei personaggi, soprattutto l'eccentrica e vitale Miss. S., e sulle loro interazioni. 
A mio parere si tratta quindi di un discreto giallo, con personaggi ben delineati e pochi, ma riusciti, colpi di scena.

VOTO: 7-

lunedì 6 febbraio 2017

Il libro del giorno # Profumo di cioccolato di Kathryn Littlewood

Buon inizio settimana lettori di passaggio! Oggi torno a parlarvi di una singola lettura con la quale partecipo alla challenge 2017 La ruota delle letture:
-Leggi un libro con la copertina prevalentemente blu.
Rimaniamo pressoché sullo stesso genere, infatti si tratta anche questa volta di un romanzo per ragazzi e si continua a parlare di cioccolato, ma anche di tante altre golosità.


Titolo: Profumo di cioccolato
Autore: Kathryn Littlewood
Editore: Mondadori
Traduttore: L. Grassi
Dati: pp. 257, €17.

Credo che ormai non sia un mistero per nessuno che io apprezzi molto la narrativa per ragazzi, soprattutto in certi periodo dell'anno e  nei momenti in cui cerco di allontanarmi, leggendo, dai pensieri e dalle preoccupazioni di ogni giorno. Questa è esattamente una lettura adatta allo scopo e sono contenta di aver approfittato qualche mese di un forte sconto dei Remainders di Ibs per portarmi a casa i primi due volumi di questa trilogia in copertina rigida a molto meno della metà del prezzo.
Ad attrarmi, oltre la copertina che vi assicuro essere una delle più carine che abbia attualmente in libreria, è stata l'idea di una magia che si esercita preparando dolci, attività che mi rilassa e che pratica fin troppo spesso. Infatti i coniugi Bliss hanno una pasticceria che riscuote grande apprezzamento nella cittadina di Calamity Falls, ma oltre a deliziosi dolci normali, all'occorrenza riescono a preparare in gran segreto anche torte e pasticcini dai poteri straordinari. Basta procurarsi alcuni ingredienti decisamente bizzarri e seguire le istruzioni del Magiricettario, un antico volume che racchiude le ricette di generazioni di maghi pasticceri. Anche Rose, la secondogenita dei Bliss desidera più di ogni altra cosa diventare una vera maga pasticcera, ma ha solo dodici anni e, nonostante sia sveglia e intelligente, la madre non la ritiene ancora pronta per preparare impasti che possono anche avere conseguenze impreviste. Gli altri fratelli Bliss, Ty il primogenito bello e popolare, Sage il simpatico fratellino di nove anni e la piccola di casa Leigh, sono molto meno interessati di Rose al lavoro dei genitori, così quando questi devono assentarsi per alcune settimane, le affidano la preziosa chiave che apre la posta segreta dietro la quale è custodito il Magiricettario.
Poco dopo la partenza dei genitori però compare una misteriosa e bellissima donna, la zia Lily e nonostante nessuno dei fratelli l'abbia mai sentita nominare, ne rimangono così attratti da accoglierla subito in casa e da permetterle di aiutarli con la pasticceria. Solo Rose ha uno strano presentimento riguardo le intenzioni di Lily, ma la cosiddetta zia sembra davvero una giovane donna in gamba e sa esattamente quali tasti toccare per far breccia nel cuore dei ragazzi e sembra conoscere Rose meglio dei suoi genitori. Ha capito che la ragazzina, che è sempre stata responsabile e altruista desidera più di ogni altra cosa sentirsi riconoscere i suoi meriti, ottenere la fiducia dei genitori, essere notata e apprezzata anche lei come i suoi fratelli. Proprio la voglia di mettersi alla prova e dimostrare le proprie capacità spinge Rose a provare alcune delle ricette del Magiricettario insieme al fratello Ty, ma la magia è un'arte ben più complicata da maneggiare rispetto alla pasticceria e i risultati dei loro esperimenti saranno catastrofici. Per rimediare al danno l'unica soluzione sembra affidarsi a zia Lily.
L'autrice è stata davvero brava a costruire un mondo apparentemente normale e una cittadina comune in cui sembra non cambiare mai nulla, inserendo un elemento straordinario come la magia, rimanendo però sempre in un contesto quotidiano, verosimile come quello di una cucina in cui si preparano dolci. Anche i personaggi, soprattutto i quattro fratelli, sono credibili nelle loro reazioni e nei loro desideri che sono compatibili con l'età di ognuno di loro. Molto carina anche l'idea di inserire le ricette dell'antico libro riportando un aneddoto sul loro utilizzo e le precise istruzioni su come prepararle. Nonostante quindi si tratti di una lettura evidentemente diretta ad un pubblico di giovani lettori, ne sono rimasta assolutamente soddisfatta. Certo, l'intreccio della trama è piuttosto semplice e il finale anche prevedibile, ma rimane una storia molto piacevole che sarò contenta di continuare.

VOTO: 7 e 1/2


SUGGERIMENTI DALLA SOFFITTA


Per rimanere in tema di magie in cucina vi consiglio due film di qualche anno fa, ma che rivedo sempre volentieri, Chocolat con Juliette Binoche e Johnny Depp, tratto ovviamente dall'omonimo libro di Jaonne Harris e Sempicemente irresistibile, una commedia rosa con Sarah Michelle Gellar nei panni di una cuoca che da imbranata si riscatta nel lavoro e in amore grazie ad un pizzico di magia.


giovedì 30 giugno 2016

Il libro del giorno # Io prima di te di Jojo Moyes

Ben ritrovati lettori di passaggio, oggi vorrei parlarvi di una delle mie ultime letture:


Titolo: Io prima di te
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Traduttore: M.C. Dellavalle
Dati: pp.391, €14,90.

Louisa Clark ha ventisei anni, vive in una cittadina inglese con poche attrattive fatta eccezione per il castello che la domina dall'alto, meta di turisti soprattutto nei mesi estivi, vive con i genitori, il nonno, la sorella minore e il nipotino in una casa senza pretese e lavora ormai da anni in una caffetteria-tavola calda in cui ha creato una familiarità rassicurante con i clienti e con il proprio datore di lavoro. Quando rimane di punto in bianco disoccupata e sapendo quanto ci sia bisogno del suo contributo economico in famiglia, accetta un impiego di sei mesi come aiuto per una persona disabile presso la ricca famiglia Traynor. Will, il figlio trentacinquenne, affascinante e intraprendente professionista della City, è rimasto vittima di un incidente stradale due anni prima e da allora, tetraplegico, necessita di ausilio per la stragrande maggioranza delle attività quotidiane.
L'intento della famiglia e in particolare della madre di Will, però, non è tanto quello di affiancargli un inserviente, quanto quello di cercare di risollevare lo spirito del figlio grazie alla compagnia di qualcuno di vitale come sembra essere appunto Louisa. Fin qui vi ho parlato della trama che più o meno tutti conosciamo, compresi coloro che non hanno ancora letto il libro, ma che ne hanno sentito parlare. Io stessa sono una di quelli che ha letto e ascoltato pareri su questo romanzo per anni, ma che solo ora, forse anche a causa dell'imminente uscita del film che ne è stato tratto, ha deciso di mettere da parte i preconcetti verso i bestsellers troppo chiacchierati e ha deciso di dare a questo libro una possibilità. La parte più difficile però inizia adesso perché non è semplice dare un parere genuinamente personale su un libro che è piaciuto a così tanti e che in parte è piaciuto anche a me, ma che allo stesso tempo mi ha lasciato dubbi e domande. La prima parte del romanzo mi ha inequivocabilmente avvinto, sono rimasta soddisfatta dallo stile dell'autrice e incuriosita dai personaggi. Più volte mi è capitato, durante altre attività, di pensare a Luoisa, così goffa e ingenua e a Will, chiuso nel suo dolore, scostante e sarcastico. Mi è piaciuto il modo diretto in cui l'autrice presenta al lettore la situazione, descrive le dinamiche familiari di Luoisa, le condizione di vita di Will e il progressivo approfondirsi del rapporto tra i due protagonisti. In sostanza, ad una lettura superficiale, Io prima di te è un romanzo che adempie a molti di quelli che, secondo il mio modo di intendere la lettura, sono i doveri di un buon libro, perché è una lettura capace di intrattenere, persino di trascinare all'interno della storia, di commuovere e in una certa misura persino di insegnare qualcosa al lettore. Tuttavia non è un romanzo privo di difetti e il primo e principale è che, a mio avviso, è un romanzo "ruffiano", un romanzo scritto appositamente per appagare i desideri dei lettori. Questo l'ho notato soprattutto perché molti dei particolari che mi sono piaciuti del libro, quelli che creano immediata familiarità tra il lettore e la storia, sono paradossalmente gli stessi per cui non ne sono rimasta soddisfatta fino in fondo. Innanzitutto, al di là del tema della disabilità, il canovaccio alla base del romanzo è di quelli che risalgono alle favole: la ragazza povera e inesperta che viene premiata per il proprio buon cuore e  incontra l'uomo ricco capace di istruirla e di darle una visione più ampia del mondo. Allo stesso modo, nonostante il rapporto conflittuale tra le due sorelle sia stato descritto in modo abbastanza credibile, la contrapposizione tra le due famiglie, I Clark in difficoltà economiche, ma uniti dall'affetto e disposti a sacrificare le esigenze del singolo per il bene comune e i Traynor, freddi e con evidenti difficoltà a comunicare tra loro, mi è sembrata eccessivamente stereotipata. Inoltre  non ho particolarmente apprezzato alcuni fatti strettamente legati alla costruzione della trama e che potrebbero rappresentare degli spoilers per chi non avesse ancora letto il romanzo. Innanzi tutto, l'autrice, nel descrivere la propria protagonista, una ragazza di provincia senza particolari capacità o ambizioni, fidanzata da anni con lo stesso ragazzo più per affetto che per amore, ma allo stesso tempo curiosa del mondo e stravagante nel vestire e nel modo do di porsi, ha scelto di giustificare la personalità e le scelte di vita di Luoisa introducendo nel suo passato un evento traumatico che l'avrebbe segnata, ma che a mio avviso è del tutto superfluo visto che di giovani donne confuse, incerte sul futuro, che fanno fatica a valicare i confini del mondo ristretto in cui sono cresciute e che conoscono è pieno il mondo. L'altro espediente narrativo che non ho apprezzato fino in fondo è la scoperta da parte di Luoisa del precedente tentativo di Will di togliersi la vita e la presa di coscienza di essere stata assunta a tempo determinato per fargli ritrovare la gioia di vivere, prima che metta in atto il proposito di accedere all'eutanasia assistita in una clinica svizzera. Questa consapevolezza carica Luoisa di un fardello che, onestamente, trovo poco credibile una famiglia decida di affidare ad una estranea e focalizza le azioni della protagonista in una sorta di missione contro il tempo. Per quanto riguarda il personaggio di Will difficilmente un lettore potrà fare a meno di affezionarglisi, visto non solo le evidenti difficoltà in cui versa, ma soprattutto la dignità con cui sono affrontate e quei rari slanci di gentilezza che prendono il posto del sarcasmo e del paternalismo con cui è solito rivolgersi a Louisa. Non voglio tuttavia entrare nel merito delle sue scelte, in quanto, se da una parte capisco che l'autrice abbia voluto dare al suo personaggio la possibilità di scegliere liberamente per se stesso e di poter esercitare, seppur in modo definitivo, la propria autonomia, quando questa gli è negata in qualunque altra attività giorno dopo giorno, dall'altra non ho potuto non chiedermi quali siano le domande e le risposte in merito alla questione delle persone reali, che nella vita vera si trovano a fronteggiare questa situazione. Se Will non fosse stato, prima dell'incidente,  il giovane ricco, colto, intraprendente, realizzato, dedito alla carriera, alle donne e alle avventure che ci viene descritto, avrebbe preso la stessa decisione?. Infine volevo esporvi una riflessione sul fatto che di questo romanzo si parla come di una storia d'amore e che come tale ha coinvolto e commosso i lettori in giro per il mondo. Io non sono certa di ravvisare in questo romanzo una storia d'amore, o meglio, ho visto l'amore che è cresciuto piano tra i due protagonisti, la complicità, l'attrazione reciproca nonostante le difficoltà e le differenze, ma non limiterei il nucleo di questo romanzo all'incontro tra due persone che si innamorano, piuttosto lo identificherei con l'incontro tra due persone che hanno molto da dare in termini di esperienza, conoscenza, spontaneità, coraggio, resilienza, abnegazione e che regalano la loro parte all'altro con generosità.
Concludo il mio sproloquio dicendo che, nonostante i difetti, ho trovato Io prima di te una buona lettura  e che quindi sono contenta di aver ceduto per una volta alla curiosità e di essermi avventurata nel mondo dei bestsellers.  

VOTO: 8--

venerdì 11 marzo 2016

IMPRESSIONI DI LIBRI # Agatha & Agatha


Ben trovati lettori di passaggio, oggi vi propongo un nuovo appuntamento con la rubrica Impressioni di libri in cui ho intenzione di parlarvi, come si evince chiaramente dal titolo, di due "Agatha" spesso presenti tra le mie letture,  la mia amata Agatha Christie e il personaggio di Agatha Raisin creato da M.C. Beaton. Per entrambe si tratta di due romanzi che non rientrano tra i miei preferiti della loro produzione, ma che mi hanno comunque intrattenuta all'inizio di questo 2016 e si tratta di:
- Quinta colonna di Agatha Christie
- Agatha Raisin e la turista terribile di M.C. Beaton


Titolo: Quinta colonna
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Dati: pp. 182, €9,50

In questo giallo ambientato durante la seconda Guerra Mondiale i protagonisti sono Tommy e Tuppence, una coppia di coniugi di mezz'età con due figli già grandi, che scalpita per il desiderio di rendersi utile all'Inghilterra durante questo nuovo conflitto, come era avvenuto durante quello precedente, Infatti hanno entrambi lavorato in passato per i Servizi Segreti inglesi in attività di una certa rilevanza e hanno conservato intatto il loro spirito d'iniziativa e d'avventura nonostante il passare degli anni. Anche questa volta Tommy viene contattato per intraprendere una missione di controspionaggio e Tuppence trova il modo per prendervi parte attiva. Il loro compito è quello di individuare N o M, una delle due spie inglesi al soldo della Germania nazista famose per la loro pericolosità e inafferrabilità. A questo scopo Tommy e Tuppence si trasferiscono in una piccola località balneare considerata di importanza strategica per il nemico, nella pensione della misteriosa Signora Perenna, registrandosi separatamente come Signor Meadowes e Signora Blenkensop, in modo da poter indagare liberamente sugli altri ospiti senza destare sospetti. Ha così inizio la caccia alla Quinta colonna, gli inglesi che tradiscono la propria patria e che cercano di favorire l'avanzata del nazismo lavorando dall'interno, spesso approfittando di posizioni di potere e di coperture insospettabili.
A differenza di altri   romanzi della Christie che ho particolarmente apprezzato, ambientati in tipici villaggi inglesi e con situazioni e personaggi comuni che si ritrovano inaspettatamente a che fare con delitti, in questo caso si tratta di spionaggio ed intrighi internazionali, elementi con cui non ho molta familiarità e che in questo caso specifico ho trovato, in certi punti, trattati con una certa superficialità.
Alcune situazioni che si vengono a verificare mi sono sembrate decisamente poco realistiche anche in un contesto del genere, inoltre un fondato sospetto su chi sia la misteriosa spia si palesa al lettore ben prima della fine del romanzo, a causa di un determinato avvenimento che non può non creare dei dubbi e nonostante la Christie, con la sua inventiva e la sua maestria, conduca il lettore verso altre piste fino alla risoluzione del mistero.
Nonostante i difetti che ho elencato la lettura è stata comunque piacevole, la coppia di protagonisti, che avevo già incontrato in Sento i pollici che prudono, non mi dispiace, nonostante non mi abbiano conquistata come Miss Marple e Poirot, ma lo stile della Christie riesce sempre ad avvincermi.

VOTO: 7-





Autore: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Traduttore: M. Morpurgo
Dati: pp. 240, €15

Alla fine di Agatha Raisin e il matrimonio assassino, James Lacey aveva lasciato la nostra Agatha in ospedale spiegandole in un biglietto di aver bisogno di stare da solo e di essere per questo partito per Cipro Nord, la località dove avrebbero dovuto trascorrere la luna di miele. Come suo solito Agatha mette a tacere la razionalità e parte all'inseguimento dell'amato vicino di casa. Una volta arrivata a destinazione farà la conoscenza di altri turisti britannici, due coppie diametralmente opposte di coniugi accompagnate entrambe da un amico più anziano. Uno dei terzetti è formato da esponenti dell'alta borghesia evidentemente snob, mentre l'altra compagnia sembra formata da personaggi piuttosto rozzi, ma dai portafogli ben forniti e tra loro spicca Rose, una bella donna appariscente e chiassosa. Durante un'uscita di gruppo Rose viene assassinata e tutti i membri della comitiva, compresi Agatha e James, sono trattati come sospettati e costretti a rimanere nell'isola.
Quella che per Agatha doveva essere una vacanza esotica in cui tentare con ogni mezzo di riavvicinarsi a James si trasforma in una nuova caccia all'assassino e questa volta  senza il supporto degli amici di Carsely e del fidato Bill Wong.
A complicare ulteriormente le cose c'è il fatto che i rapporti tra Agatha e James non sono mai stati così freddi, lui infatti non ha gradito l'inseguimento da parte di lei e le riserva un atteggiamento distaccato e spesso ostile che la ferisce profondamente, mentre lei al suo solito combina un disastro dietro l'altro sia nelle indagini sia nel tentativo di farlo ingelosire, fino a familiarizzare decisamente troppo con una vecchia conoscenza, il baronetto Charles Fraith, anche lui in vacanza a Cipro.
Anche in questo caso l'intreccio di vicende personali e investigative trascina il lettore velocemente verso la fine del romanzo, tuttavia questo sesto volume della serie mi è piaciuto meno dei precedenti.
Se da un lato ho apprezzato l'idea di cambiare completamente ambientazione, dall'altro ho trovato che le descrizioni di Cipro Nord fossero troppo didascaliche e soprattutto ho sentito la mancanza di Carsely e dei suoi abitanti. Inoltre non riesco ad apprezzare la piega presa dal rapporto tra Agatha e James, non mi piace il comportamento altalenante di lui e non mi piace questa versione sospirante e remissiva di lei. Entrambi si comportano inequivocabilmente in modo sbagliato e hanno evidenti difetti caratteriali che li rendono una coppia davvero improbabile. Anche la vicenda gialla diventa più intrigante, secondo me, quando James non è nei paraggi e Agatha si concentra più sulla risoluzione del mistero che sui cambi d'umore e lui.
Come al solito però non vedo l'ora di recuperare il prossimo volume e spero di ritrovarvi una Agatha decisamente più combattiva.

VOTO: 7-


sabato 9 gennaio 2016

Novità in Libreria

Ben ritrovati lettori di passaggio, sono passati diversi giorni dall'ultimo post, ma non starò qui a giustificarmi inutilmente per l'assenza perché ormai chi segue il blog da un po' sa che non sono molto puntuale. Ho però approfittato di questi giorni per apportare qualche piccola modifica alla grafica del blog, niente di particolarmente incisivo o elaborato perché in certe cose sono abile come una scimmia bendata, ma spero apprezzerete lo sforzo.
Oggi invece vorrei segnalarvi alcune prossime uscite in libreria che mi sembrano particolarmente interessanti, infatti con l'inizio del nuovo anno le case editrici sembrano proprio voler tentare noi lettori con parecchie nuove pubblicazioni, alcune delle quali sono finite già nella mia lista desideri.

Il primo libro che vi mostro è Vita degli elfi di Muriel Barbery, autrice del conosciutissimo L'eleganza del riccio, romanzo che ho letto parecchi anni fa, subito dopo l'uscita in Italia e che mi piacque molto nonostante qualche particolare non del tutto convincente.


Titolo: Vita degli elfi
Autore: Muriel Barbery
Editore: Edizioni E/O
Traduttore: A. Bracci Testasecca
Dati: data di pubblicazione 14/01/2016, pp. 224, €18.

Trama: Maria vive in uno sperduto villaggio in Borgogna, dove scopre di avere il dono di saper comunicare con la natura. Centinaia di chilometri più lontano, in Italia, Clara scopre di possedere uno sbalorditivo genio musicale e viene spedita dalla campagna a Roma per sviluppare queste sue portentose abilità. "Vita degli elfi" racconta la storia di due ragazzine in contatto con mondi magici e forze maligne grazie ai loro straordinari talenti. Se, a dispetto di tutti gli ostacoli, riusciranno a unire i loro destini, questo incontro potrebbe cambiare il corso della storia.

Un altro titolo che mi interessa moltissimo è L'Usignolo di Kristin Hannah, autrice di L'estate in cui imparammo a volare sempre edito da Mondadori.


Titolo: L'Usignolo
Autore: Kristin Hannah
Editore: Mondadori
Dati: data di pubblicazione 12/01/2016, pp. 480, €19,50.

Trama: Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccatola Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro.

Altro romanzo ambientato nel periodo della Seconda Guerra Mondiale è La pianista di Vienna di Mona Golabek e Lee Cohen in uscita per la Sperling & Kupfer.


Titolo: La pianista di Vienna
Autore: Mona Golabek - Lee Cohen
Editore: Sperling & Kupfer
Dati: data di pubblicazione 19/01/2016, pp. 312, €19,90.

Trama: Non smettere mai di suonare, così sarò sempre con te." E questa la promessa che la madre strappa a Lisa il giorno in cui si dicono addio alla stazione di Vienna. Lisa Jura ha 14 anni e ha sempre sognato di diventare una pianista. Ma ora, nel 1938, Lisa non può più suonare, perché è ebrea. Quel giorno, sale su un treno che la porterà in Inghilterra, grazie a una missione umanitaria chiamata Kindertransport. I genitori hanno potuto acquistare il biglietto solo per una delle tre figlie: una scelta che vuol dire distacco, ma anche salvezza. Da quel momento, Lisa si aggrapperà alla musica: mentre le bombe dilaniano Londra, mentre la mancanza di notizie dalla famiglia le spezza il cuore, mentre il futuro è un orizzonte buio da cui arrivano solo le note di un pianoforte.

Infine vi voglio segnalare un romanzo per ragazzi che però affronta tematiche importanti come la malattia e la diversità e di cui ho sentito ottimi pareri da parte di alcuni booktubers stranieri, Melody di Sharon M. Draper. 


Titolo: Melody
Autore: Sharon M. Draper
Editore: Feltrinelli
Traduttore: A. Peroni
Dati: data di pubblicazione 25/01/2016, pp. 256, €13.

Trama: Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità "registrazione". E non c'è il tasto "Cancella". Melody è la più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Quasi tutti - compresi i suoi insegnanti e i medici - ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento, e fino a oggi le sue giornate a scuola sono state scandite da noiosissime ripetizioni dell'alfabeto. Cose da prima elementare. Se solo lei potesse parlare, se solo potesses e dire che cosa pensa e che cosa sa... Ma non può. Perché Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Melody sente scoppiare la propria voce dentro la sua testa e ne è certa: questo bisogno di comunicare la farà impazzire. Finché un giorno non scopre qualcosa che potrebbe permetterle di parlare, per la prima volta nella sua vita.

Siete anche voi incuriositi da queste nuove prossime uscite? Fatemi sapere cosa ne pensate e segnalatemi le novità letterarie che avete scovato e che vi sono sembrate più interessanti!

venerdì 2 gennaio 2015

TOP FIVE BOOKS 2014



Buon 2015 lettori di passaggio!
Inizia un nuovo anno anche per il blog e ho pensato che il post più adatto per questa occasione fosse un breve resoconto delle letture più significative fatte durante l'anno appena terminato.
Vi presento quindi le letture migliori e la lettura peggiore del 2014 suddivise per categoria.


CLASSICO DEL 2014



Ad aggiudicarsi la vittoria nella categoria dei Classici è Colette con Chéri-La fine di Chéri.
Questo per me è stato uno dei rari casi in cui ho letto il romanzo dopo aver visto il film che ne era stato tratto e, se da un lato ero decisamente ottimista sul fatto che anche il libro mi sarebbe piaciuto, non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto. A stupirmi maggiormente infatti è stata la seconda parte del libro, La fine di Chéri, che non è compresa nella trasposizione cinematografica e che a differenza del primo romanzo, incentrato soprattutto sulla figura di Léa, ha per protagonista assoluto Chéri.
La storia dell'amore tra la ormai matura Léa, una donna bella e determinata che ha vissuto una vita da mantenuta fino ad assicurarsi agio e benessere in vista della vecchiaia e Chéri, il figlio bellissimo e viziato di una vecchia "collega", viene raccontata da Colette con grande raffinatezza, ma allo stesso tempo con il distacco necessario per non cadere mai nel sentimentalismo.
Entrambi i personaggi sono a mio parere indimenticabili: Léa perché è una donna che giudica se stessa e gli altri oggettivamente, con onestà, non rinnega la sua vita e ne ha tratto insegnamenti che l'hanno resa indipendente; Chéri invece, soprattutto ad inizio romanzo, è un bellissimo palazzo vuoto e senza fondamenta, è cresciuto circondato dal vizio e dal cattivo esempio, ora adorato ora dimenticato da una madre avida e superficiale, già stanco di tutto prima di diventare adulto e quindi irrimediabilmente condannato a restare immaturo. Quando Chéri inizia la sua relazione con Léa, che tuttavia conosce fin da bambino, in lei trova un freno ai suoi eccessi, ma anche quella forza vitale che lo spinge a godere della vita e della passione così come fa lei, cosciente di non avere davanti ancora molti anni da vivere così intensamente. Quello che più mi ha commosso e che mi ha spinto a dare a questo romanzo il massimo dei voti è, più che la storia d'amore destinata a finire tra i due protagonisti, la differenza principale con cui Colette li ha caratterizzati, cioè il fatto che Léa è una donna risolta, e anche nella sua ultima apparizione, quando non è più la bella mantenuta di cui Chéri si è innamorato, sa che non poteva scegliere diversamente, che non avrebbe sopportato di vedersi sfiorire ogni giorno sotto gli occhi del suo amante. Léa ha preferito rinunciare al suo amore, ma ha abbastanza forza e volontà per andare avanti nella vita.
Chéri invece, che è cresciuto con il solo valore del guadagno, ha scelto quello che sembrava il miglior investimento per la sua vita, ma non ha fatto i conti con il vuoto dentro di lui, che nessuno, se non Léa, è mai stato capace di riempire e che è destinato ad inghiottirlo. 


THRILLER/GIALLO DEL 2014


In questa categoria il vincitore è questo avvincente romanzo di Gillian Flynn, L'amore bugiardo, che ho voluto fortemente leggere prima dell'uscita del film e che non mi ha di certo delusa.
Come molti di voi ormai sapranno, la storia entra subito nel vivo, con la sparizione di una donna, Amy, raccontata dal punto di vista del marito Nick, mentre attraverso le pagine del suo diario la moglie ci parla della nascita del loro amore e del loro matrimonio.
Particolarità del romanzo è che entrambi i narratori sono da considerarsi inaffidabili perché l'autrice è stata bravissima a tratteggiare i suoi protagonisti in modo che non sia mai certo per il lettore quanto ci sia di vero nelle loro parole. 
Nella prima parte del romanzo emerge soprattutto l'ambiguità del marito, un  giovane uomo affascinante, ma frustrato dal desiderio irrealizzato di incarnare il sogno americano dell'uomo di provincia che ottiene il successo e  piace a chiunque lo incontri, mentre attorno alla figura della moglie viene disegnata un'aura di perfezione tanto stucchevole quanto irreale.
Il colpo di scena principale con cui si apre la seconda parte del romanzo non giunge del tutto inaspettato, ma da lì l'autrice dipana la trama come un gioco ad incastri in cui tutto sembra collocarsi perfettamente al proprio posto, fino a spingersi forse un po' troppo oltre verso la fine. Tuttavia ho apprezzato molto questo libro sia per il modo brillante in cui è stata costruita la trama, sia perché in questo caso il giallo non si basa tanto su indizi ed investigazioni, quanto su un agguerrito gioco mentale tra i protagonisti.


YOUNG ADULT DEL 2014


In questa categoria non c'è un solo libro vincitore, bensì tre romanzi a pari merito:
Mio fratello Simple di Marie-Aude Murail, perché come ormai sa chi segue da un po' questo blog, amo molto questa autrice che riesce sempre a trattare temi delicati con leggerezza .
Luna di Julie Ann Peters, perché è l'autrice ha saputo spiegare un argomento complicato come il transgenderismo in modo efficace e senza patetismi e perché Liam/Luna è un personaggio a cui non si può non affezionarsi.

Città di Carta di John Green, perché ogni volta che leggo un suo libro, questo autore ha la capacità di farmi tornare un po' adolescente e,pur non tralasciando nei suoi racconti i problemi e i dolori di quella età, me ne fa sempre ricordare le cose migliori.


LIBRO ITALIANO DEL 2014


La brace dei Biassoli di Mario Tobino è un breve scritto in cui l'autore racconta gli ultimi giorni di vita della madre, riavvolgendo uno dopo l'altro i fili delle vite di tutti gli esponenti della famiglia di cui lei è l'ultima rappresentante. Con uno stile semplice e poetico al tempo stesso leggiamo le vicende cardine della storia di una famiglia destinata a scomparire, ma anche il toccante addio di un figlio che nel dare l'ultimo saluto alla madre sembra accogliere l'eredità sentimentale della sua famiglia e diventarne testimone. 

LIBRO DELUSIONE DEL 2014


Questo appena trascorso può essere considerato un anno piuttosto fortunato per quanto riguarda le letture, infatti quelli che io chiamo "libri da incubo", cioè quei libri da considerare altamente dimenticabili,  sono stati solamente due. Per dovere di cronaca vi informo che l'altro libro delusione dell'anno è stato Sogni di sangue di Lorenza Ghinelli, un racconto disomogeneo scritto con un intento che a me rimane oscuro per di più in uno stile che non mi è affatto piaciuto.
Il vero vincitore di questa poco invidiabile categoria però è Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda e i motivi sono molteplici. Innanzi tutto questo è stato il mio primo incontro letterario con questo autore e vista la fama del suddetto mi aspettavo decisamente di più, ma la cosa più grave secondo me è che, a mio personale giudizio, questo libro sembra uno scherzo editoriale. La storia racconta in davvero poche pagine, di un killer su commissione in crisi di mezza età, che è stato appena lasciato dalla giovane compagna e dell' ingaggio che deve portare a termine, il tutto condito con riflessioni banali e qualche scena d'azione per nulla convincente. Se aggiungiamo a questa trama già non particolarmente ispirata uno stile per niente accattivante, un unico colpo di scena che avevo già previsto prima di arrivare a pagina 10 e l'impressione che l'autore si sia voluto divertire scrivendo una storia, magari diversa dai suoi soliti romanzi, tanto per vederne l'effetto sui suoi lettori, ecco che per me otteniamo un vero disastro. Spero non me ne vogliate se amate questo autore e avete apprezzato questo libro, ma per me ha vinto la palma di peggior lettura del 2014. 

Concludo quindi un anno di letture qui sul blog con questa sorta di resoconto in cui spero di non essermi dilungata eccessivamente e con cui spero di avervi incuriosito riguardo a qualche titolo e auguro a tutti voi un Buon 2015!