Buon pomeriggio lettori di passaggio, oggi parliamo di una delle mie letture recenti e contrariamente al solito, non si tratta di un romanzo.
Titolo: Una vita da libraio
Autore: Shaun Bythell
Casa Editrice: Einaudi
Traduttore: C. Palmieri
Dati: pp. 378, cartaceo €19, ebook €9.90
Quando questo libro è uscito in Italia, nel marzo scorso, mi è bastata un'occhiata al titolo e alla copertina per dire "lo voglio" e inserirlo immediatamente nella lista dei libri di prossimo acquisto.
Il fatto che l'edizione cartacea costasse decisamente parecchio ha però rimandato il mio intento di diverso tempo, finché non ho trovato un'offerta lampo per l'edizione digitale e non me lo sono fatto scappare. In quel momento però avevo già avuto modo di leggere opinioni piuttosto tiepide a riguardo e la lettura è slittata fino ad ora, a Settembre, il mese che per tutti coloro che sono stati studenti per molti anni, è un po' il mese in cui tutto ricomincia. Allo stesso tempo Settembre è il mese in cui inizia l'Autunno e ben si adatta a questa lettura che in più di un punto ho trovato malinconica.
Non nego che il libro abbia dei difetti, parecchi in effetti, eppure mi è piaciuto. Non certo da gridare al miracolo letterario, ma sicuramente l'ho trovato una piacevole compagnia, un lettura leggera, ma piena di spunti interessanti e a tratti perfino commovente.
Come saprete non si tratta di un romanzo, ma di un diario in cui l'autore riporta giorno per giorno cosa succede nella sua vita e in particolare nel suo negozio, The Book Shop, una labirintica libreria dell'usato a Wigtown, una cittadina nella campagna scozzese.

Il susseguirsi della routine del negozio fatta di ordini ricevuti ed evasi, di battibecchi con i dipendenti, di clienti più o meno stravaganti, di spedizioni a caccia di libri con cui incrementare il magazzino, di tentativi di combattere la concorrenza dei colossi on line, risulta certamente, mese dopo mese, un po' ripetitiva, ma durante ogni viaggio dell'autore a casa di un privato intenzionato a vendere in tutto o in parte la sua biblioteca, o intenzionato a disfarsi di libri ereditati per caso, mi sono fatta coinvolgere dall'eccitazione della caccia a qualche tesoro letterario nascosto, in verità assai raro e anche emotivamente dalle storie diverse dei venditori, spesso anziani, dai racconti delle loro vite e dalle inevitabili conseguenti riflessioni dell'autore sul tempo che passa.
Dovendo giudicare in base ai toni dei suoi racconti, l'idea che mi sono fatta dell'autore è di una persona con un carattere non facile e incline al sarcasmo, tuttavia ne ho apprezzato alcuni ragionamenti e l'attaccamento verso un mestiere che al giorno d'oggi rischia di sembrare anacronistico. Non mi hanno disturbata i continui siparietti tra lui e Nicky, la sua principale collaboratrice, nonché personaggio quanto mai sopra le righe, né gli scontri con i clienti o le invettive verso i nemici giurati dei librai, ovvero Amazon e gli ebook. Ma le parti che più mi hanno interessata della narrazione sono state quelle in cui emergeva in maniera evidente l'amore dell'autore per i libri, non sono per le rarità, ma per tutti i libri che hanno qualcosa da raccontare o da insegnare. Mi ha stupito molto anche il fatto che una cittadina piccola come Wigtown, che deve gran parte della sua vitalità al turismo estivo, abbia creato attorno alla libreria e in più in generale intorno alla lettura e all'arte, un festival capace di attirare appassionati da tutto il mondo. Inoltre le parti in cui l'autore si concentra di più sulla sua vita privata e che quindi esulano un po' dal lavoro in libreria, per raccontare gite, cene, incontri con amici e colleghi, danno modo al lettore di scoprire anche molte curiosità sul Galloway, la sua storia e le sue attrattive, nonché su come si viva in una cittadina scozzese.
Una menzione particolare va poi ai clienti, non tanto agli scocciatori, agli stravaganti e ai cacciatori di sconti, quanto ai clienti abituali e in particolare a Mr Deacon, che con la sua ineffabilità e compostezza è una presenza a cui mi sono in qualche modo affezionata, proprio come mi succede con certi personaggi creati dai romanzieri.
Arrivata all'ultima pagina di questo diario, posso dire di aver preso a cuore le sorti di questa libreria e di chi ruota attorno ad essa e penso che mi piacerebbe davvero, prima o poi avere la possibilità di visitarla.
VOTO: 7+


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