mercoledì 16 ottobre 2019

L'angolo della Libraia # Caro libro, perché ti ho abbandonato 2

Ben ritrovati lettori di passaggio, dopo più di un anno torno a parlarvi di letture che non ho portato a termine e dei motivi dietro a questi abbandoni.


Più o meno dalla Primavera scorsa, il numero delle mie letture è leggermente diminuito e questo è dovuto sia ad impegni pratici, ma anche ad un mio calo dell'attenzione per cui ultimamente ho preferito rifugiarmi per lo più nella mia confort zone letteraria o scegliere letture brevi, ma questo non esclude che negli ultimi mesi non abbia preso in mano anche libri che non mi hanno convinta abbastanza da continuare la lettura o libri iniziati proprio nel momento sbagliato, ma che in futuro mi riprometto di riprendere. Come vi raccontavo nel mio precedente post su questo argomento (http://libraiainsoffitta.blogspot.com/2018/05/caro-libro-perche-ti-ho-abbandonato.html), quando io leggo un libro, leggo tutto, prefazione, postfazione, seconda e quarta di copertina, biografia dell'autore, note e ringraziamenti, non salto né righe né pagine. Oltre a questo sono per natura abbastanza lenta, quindi visto che i libri da leggere sono tanti e il tempo è sempre poco, quando una lettura non mi convince, mi annoia o peggio mi irrita, preferisco abbandonarla e passare ad altro.
Quelli che seguono sono altri quattro titoli che ho deciso di accantonare:

La vendetta delle single di Tracy Bloom


Trama: Suzie Miller cura la rubrica della posta del cuore per una rivista di successo. Ogni giorno dà consigli a decine di lettori che chiedono il suo aiuto per risolvere i problemi amorosi. Ma quando viene mollata nel modo peggiore possibile - che razza di uomo lascia una donna con un sms dopo esserci andato a letto? - decide che è arrivato il momento di fare qualcosa. Suzie vuole vendicarsi per tutte le volte in cui le hanno spezzato il cuore, mettendola da parte, e ha intenzione di dimostrare che è perfettamente in grado di rendere pan per focaccia. I suoi metodi sono imprevedibili, ma l'umiliazione è garantita... ed è su larga scala. Determinata a portare avanti il piano, comincia a suggerire anche a chi scrive alla sua posta del cuore modi stravaganti per reagire. E le lettere si moltiplicano: tutti vogliono i consigli della Cara Suzie. Al culmine del successo, felicemente single, ha raggiunto il suo obiettivo. O così le sembra, almeno finché un uomo le fa mettere di nuovo tutto in discussione...

Perché l'ho abbandonato:

Sono passati diversi mesi ormai da quando ho tentato di leggere questo romanzo. Il motivo che mi aveva spinto ad avvicinarmi a questa lettura era la semplice ricerca di qualcosa di leggero e magari divertente, nonostante il genere chick-lit/romance non sia tra i miei preferiti. Forte anche del fatto che l'autrice goda di buona fama soprattutto per altri suoi titoli, ho iniziato il libro con le migliori intenzioni, ma già dopo pochi capitoli non ho riscontrato né uno stile particolarmente frizzante né delle situazioni davvero divertenti che potessero compensare i difetti di una storia che ruota attorno ad una protagonista con cui non sono riuscita ad empatizzare per niente e ad un intreccio sentimentale estremamente prevedibile. In pratica sono arrivata al 40% per cento del libro a suon di sbadigli e, una volta ammesso a me stessa che di tutta la vicenda non mi interessava nulla, mi sono arresa e ho interrotto la lettura.

Facciamo che ero morta di Jean Begin


Trama: Come ogni professionista del pulito sa bene, spazzare la polvere sotto il tappeto non vuol dire liberarsene: prima o poi lo sporco torna a fare capolino. Al mondo non c'è nessuno che, in fondo a un cassetto o sotto il materasso, non nasconda qualcosa di imbarazzante. Lo sa molto bene Mona, che di mestiere fa la donna delle pulizie e che, mentre lava, smacchia, scrosta, lucida e passa l'aspirapolvere, si distrae curiosando in giro e ricostruendo impietosamente la vita dei suoi clienti. Il martedí sera, non avendo di meglio da fare, presta servizio come volontaria distribuendo aghi puliti ai tossicodipendenti. È in questo ambiente che, in barba alla prudenza, adocchia un soggetto a suo parere interessante: certo, sembra un po' sporchino, tanto che gli appioppa il soprannome di Mister Laido, però è alto e ha le spalle larghe, e poi ha sempre con sé un libro. E cosí, tra regali bizzarri ed escursioni domenicali sui tetti di fabbriche abbandonate, comincia una storia a dir poco strampalata. Seppure inevitabile e tutto sommato salvifico, l'epilogo supera, per le sue grottesche modalità, ogni piú nera previsione. Per riprendersi dalla batosta, Mona decide di cambiare aria e, dopo aver caricato lo stretto necessario sul furgone, si trasferisce a Taos, un rifugio di fricchettoni e nullafacenti perso nel deserto del New Mexico... 

Perché l'ho abbandonato:

A differenza del romanzo precedente, da cui non mi aspettavo nulla di particolare se non un libro di intrattenimento simpatico, questo è stato una vera delusione perché la trama mi aveva molto incuriosita e la protagonista sembrava un personaggio interessante e fuori dai soliti schemi.
Al contrario mi sono ritrovata a leggere una storia raccontata in modo piatto, in cui fin dall'inizio i risvolti della trama mi sono sembrati per lo più grotteschi. I personaggi invece sono problematici, non in modo accattivante, ma solo sgradevole. Anche in questo caso ho resistito fino al 40% del libro prima di arrendermi e passare ad altro.

I crudeli omicidi di una notte d'estate di Karo Hamalainen 


Trama: È una calda serata di primavera a Londra e Robert, banchiere di successo, osserva compiaciuto la città ai suoi piedi dalla finestra panoramica del suo lussuoso appartamento nello Shard, il grattacielo più alto d'Europa. Presto arriveranno i suoi ospiti, Mikko e sua moglie Veera. Lui fa il giornalista e come tutti gli idealisti ha in mente grandi progetti sul futuro del pianeta. Il padrone di casa e la sua giovane moglie Elisa hanno preparato la cena con cura, ma la serata prende da subito una brutta piega: ognuno dei convitati ha un segreto da nascondere. E Mikko di sicuro racchiude in sé la verità più inconfessabile: è andato lì per uccidere il suo amico. A fine serata, tre cellulari risuonano nel silenzio del lussuoso appartamento, completamente deserto. Chi sono le tre vittime, e chi il loro assassino? 

Perché l'ho abbandonato:

Questo romanzo è stata una delusione ancora peggiore del precedente perché, a differenza degli altri due titoli di cui vi ho parlato, non era un ebook recuperato a pochi centesimi, né si trattava di un prestito, ma  di un thriller che avevo voluto acquistare cartaceo per ampliare un po' la mia conoscenza dei giallisti nordici. Ebbene ho provato a leggere questo libro iniziandolo per due volte a distanza di mesi nel tentativo di superare lo scoglio dei primi capitoli e per due volte ho fallito miseramente di fronte ad uno stile inutilmente artificioso, a dei personaggi senza alcuna attrattiva e ad un intreccio farraginoso.
Una volta deciso di non proseguire la lettura, ho regalato questo volume a mia zia, anche lei appassionata di thriller ed anche lei lo ha bocciato senza appello definendolo "incommentabile".

L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes


Trama: È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità…
Perché l'ho abbandonato:

Questo è stato uno dei rari casi in cui una novità editoriale mi incuriosisce così tanto da volerla acquistare subito. La trama venata di giallo, l'ambientazione storica degli anni '20, il coinvolgimento nella vicenda delle sorelle Mitford, erano tutti elementi che mi avevano convinta che questa lettura mi sarebbe piaciuta. Invece ho trascinato la lettura delle prime 80 pagine del romanzo che mi hanno annoiata moltissimo. Forse non era il momento adatto per questo genere di lettura, forse avevo la testa altrove, ma anche in questo caso ho preferito accantonare il libro e passare ad altro. Tuttavia ho intenzione di dare a questo romanzo un'altra possibilità e sto aspettando il momento giusto per ricominciarlo da capo nella speranza di farmi coinvolgere maggiormente dalla storia e dai personaggi.

Questi solo alcuni dei titoli che ho lasciato andare senza completarne la lettura. Fatemi sapere se invece voi li avete letti e apprezzati e se anche a voi succede di abbandonare qualche libro senza tanti rimpianti per passare a letture più soddisfacenti!

6 commenti:

  1. Ciao Isa, non ho letto i libri che hai citato, ma m'incuriosisce "Facciamo che ero morta"... peccato che si sia rivelato una delusione! Io raramente abbandono un libro, di solito cerco di proseguire per cercare di capire se si riprende, ma a volte è davvero impossibile non chiuderlo e passare ad altro ;-)

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    1. In passato anche io mi sforzavo, ma adesso sono più convinta che la lettura debba essere prima di tutto un piacere e quindi abbandono senza rimorsi!

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  2. Ciao, Beth 🤗🤗 non ho letto nessuno di questi libri però quello riguardante I delitti di Mitford ne avevo sentito parlare molto bene. Ma non rientra nei miei gusti, e dunque penso passerò 🤗🤗

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    1. Anche io avevo grandi aspettative su quel libro e sicuramente riproverò a leggerlo prima di disfarmene.

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  3. L'assassinio di Florence Nightingale Shore non è piaciuto nemmeno a me! Purtroppo ho già preso anche il secondo

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    1. Io penso di riprovarci, ma per fortuna il secondo l'ho lasciato in libreria!

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